L'arca olearia
I droni per la protezione dell'olivo, lo stato della ricerca
Il confronto tra i costi dei trattamenti ad ettaro, che sono stati oggetto di sperimentazione, con quelli degli interventi convenzionali, inoltre, è risultato a vantaggio dei primi, tenuto conto del minor utilizzo di prodotto e della capacità di lavoro del drone
22 febbraio 2025 | 10:00 | C. S.
Sono stati presentati i risultati della sperimentazione sull’uso dei droni per la lotta alla mosca dell’olivo, progetto sviluppato dal CERSAA – Azienda Speciale della Camera di Commercio Riviere di Liguria nel biennio 2022/2023, in collaborazione con il Consorzio di Tutela dell’olio extra vergine di oliva DOP Riviera Ligure e il sostegno della Regione Liguria.
Dalla sperimentazione condotta per la lotta alla mosca dell’olivo sono emersi risultati positivi, presentati dal direttore di CERSAA Giovanni Minuto durante la fase finale della Conferenza: l’applicabilità dei droni in contesti olivicoli difficili come le fasce terrazzate della Liguria, la precisione della distribuzione dei prodotti fitosanitari, la loro efficacia e la dispersione ambientale trascurabile. Il confronto tra i costi dei trattamenti ad ettaro, che sono stati oggetto di sperimentazione, con quelli degli interventi convenzionali, inoltre, è risultato a vantaggio dei primi, tenuto conto del minor utilizzo di prodotto e della capacità di lavoro del drone.
“La difesa fitosanitaria delle piante di olive è fondamentale per mitigare le perdite produttive degli olivicoltori; la riduzione dell’uso degli agrofarmaci rappresenta un bene sia per l’operatore che per l’ambiente. L’uso dei droni rappresenta una scelta ecosostenibile che manifesta una grande opportunità per la nostra olivicoltura” afferma il presidente del Consorzio di tutela dell’olio extra vergine di oliva DOP Riviera Ligure Carlo Siffredi.
“L’uso dei droni per il trattamento puntuale di porzioni di chioma dell’olivo – la cosiddetta difesa attract and kill – è una innovazione efficace nei risultati e sicura grazie alla assenza di dispersione del prodotto nell’ambiente, così da garantire una drastica riduzione dei residui nelle drupe, come da tecnica di distribuzione” sottolinea il direttore Giovanni Minuto.
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