L'arca olearia
I consumi di olio extravergine di oliva crescono nel 2024 sugli scaffali dei supermercati italiani
Le vendite nella Distribuzione moderna di olio extravergine di oliva salgono dello 0,6% nel 2024, nonostante i prezzi elevati. I marchi leader, dietro le private label, sono Coricelli, Monini e Farchioni. Crollano le vendite di marchi storici come Carapelli, Bertolli, Filippo Berio e Sagra
03 febbraio 2025 | 11:00 | Alberto Grimelli
Il 2024 è un anno che merita di essere ricordano nella storia dell’olio di oliva in Italia poiché tante certezze sembrano esservi volatilizzate per far posto a molti nuovi dubbi.
Il prezzo medio dell’olio extravergine di oliva a scaffale nel 2024, secondo i più recenti dati Nielsen, è stato di 9,67 euro, in crescita del 30% sull’anno precedente, con una pressione promozionale del 50% (significa che una bottiglia su due venduta a scaffale era in offerta) contro il 64% dell’anno precedente e l'80% degli anni precedenti.
A questo aggiungiamo che le vendite di olio extravergine di oliva nel 2024 nella Distribuzione moderna sono cresciute dello 0,6%, diminuendo dell’1% se consideriamo il mercato italiano nella sua interezza. Maglia nera i discount dove le vendite sono scese di quasi il 10%.
Questi dati, nel loro complesso, ci indicano trend piuttosto chiari: l’olio extravergine di oliva si vende anche a prezzi elevati, nessun crollo dei consumi tanto paventato si è registrato nel 2024, e si vende anche se non è in offerta, ovvero con una riduzione significativa della pressione promozionale.
Si tratta di dati storici che dovrebbero far riflettere soprattutto i buyer della Grande Distribuzione dal tornare a vecchie politiche commerciali che potrebbero divenire insostenibili nel medio termine.
Interessante notare anche come sono variati i consumi nelle varie aree geografiche Nielsen, a cominciare dall’area 1 (Piemonte, Val d'Aosta, Liguria, Lombardia) in cui le vendite salgono del 3,2%, dall’area 2 (Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna) in cui sono salite dell’1,7%, dall’area 3 (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna) in cui sono salite del 2,8% e infine dell’area 4 (Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia) in cui invece sono calate del 7,1%. Per una lettura completa dei dati bisogna sapere che nella campagna olearia 2023/24 il sud Italia ha avuto una buona produzione, se non una produzione record, per cui i consumatori del sud (area 4) hanno probabilmente trovato occasioni di acquisto di olio extravergine di oliva in via diretta dal produttore a condizioni più vantaggiose rispetto alla Grande Distribuzione.
Riassumendo:
- non c’è stato alcun crollo dei consumi che sono rimasti stabili o in lieve aumento
- l’aumento del prezzo del 30% non ha scoraggiato i consumatori italiani dal comprare olio extravergine di oliva
- le promozioni non sono determinanti per vendere olio extravergine di oliva a scaffale
Le sorprese non finiscono qui, perché il 2024 ha portato anche a uno sconvolgimento della geografia olearia dello scaffale dei supermercati.
I marchi leader dell'olio di oliva sugli scaffali dei supermercati italiani
Se eravate abituati a considerare i marchi toscani come i leader indiscussi del mercato vi dovete ricredere, proprio i brand Carapelli e Bertolli (proprietà la multinazionale anglo-iberica Deoleo) e Salov e Filippo Berio (proprietà la multinazionale cinese Salov) sono quelli che hanno perso più vendite a scaffale: addirittura il 31% Carapelli e Bertolli e il 20% Sagra e Filippo Berio.
Per dei re che cadono ci devono essere dei nuovi re che si affermano. I nuovi leader di mercato, al netto delle private label, in termini di volumi venduti sono Coricelli (+22%), Monini (+12%), Fachioni (-1,9%) e Costa d’Oro (+4,8%). Potremmo dire che l’Umbria dell’industria olearia ha scalzato la Toscana, affermandosi come primatista delle vendite e dell’apprezzamento dei consumatori.
Al di là delle cifre assolute, la quota di mercato rappresenta da sempre un elemento imprescindibile per il valore di un’azienda. Questo vale anche nel mondo oleario. Al netto delle private label, che complessivamente valgono quasi il 20% del mercato, chi domina è Coricelli con il 13%, seguita da Monini al 9,8% e Farchioni al 9,1%. Carapelli e Bertolli valgono ormai solo il 4,8% del mercato nazionale, Sagra e Filippo Berio solo il 3%.
Se non si tratta di un terremoto poco ci manca. Sembra quasi che il sentiment dei consumatori italiani, che verrà presentato a Roma al Ministero delle politiche agricole e della sovranità alimentare il 4 febbraio da Nomisma in occasione del lancio di SOL2EXPO, la manifestazione di Veronafiere dedicata all’olio di oliva e all’olivo, sarà l’ulteriore occasione per approfondire i desiderata del consumatore in un mercato che cambia molto in fretta.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Gli effetti della grave carenza di boro sull'olivo sono una drastica riduzione della resa di materia secca
La tossicità di alluminio e manganese sono i fattori più importanti che limitano la sopravvivenza vegetale nei terreni acidi. Quando si applica la calce a terreni sabbiosi poveri di boro, si consiglia di utilizzare dosi moderate per evitare di indurre una carenza del microelemento.
24 gennaio 2026 | 13:00
L'arca olearia
La potatura dell'olivo: l'effetto della tecnica e dello strumento di taglio sul danno ai rami
I tempi, la tecnica e l'intensità della potatura sono di fondamentale importanza per i processi fisiologici che si verificano all'interno della pianta. Scegliere lo strumento adeguato è ugualmente importante per evitare danni all'olivo
23 gennaio 2026 | 16:30
L'arca olearia
Il mercato dei crediti di carbonio per l'olivo è davvero redditizio?
Gestire correttamente l'oliveto per la produzione di crediti di carbonio ha comportato una rimozione netta del carbonio o una riduzione delle emissioni di 15 oliveti. I benefici per le aziende olivicole in cinque anni e la potenziale redditività
23 gennaio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Applicazione di un modello chemiometrico basato su 10 composti volatili per supportare il panel test dell'olio di oliva
Il modello si basa su un set di dati di 1796 campioni di 6 anni di produzione di olio d'oliva. 10 dei 71 composti volatili identificati sono stati selezionati in base al loro significato nella discriminazione della categoria commerciale di olio di oliva
23 gennaio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Valutazione dell'impatto dei prodotti fitosanitari in oliveto con trattamenti con drone o atomizzatore
L’uso di prodotti fitosanitari a base di spinosad è cresciuto rapidamente negli ultimi dieci anni ed è uno dei bioinsetticidi naturali più utilizzati al mondo. Lo spray aereo con drone ha ottenuto risultati leggermente migliori in termini di impatto ambientale
23 gennaio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Blockchain per l'olio extravergine di oliva Made in Italy: il premio di prezzo del consumatore
La nuova legge italiana per la tutela del marchio Made in Italy, la tecnologia blockchain potrebbe diventare uno strumento valido per migliorare la trasparenza e garantire l'unicità e l'eccellenza dell'olio d'oliva italiano
23 gennaio 2026 | 11:00