L'arca olearia
Conservare l’olio di oliva sottovuoto, in bag in box, per salvaguardare la qualità: conviene davvero?
La conservazione dell’olio extravergine di oliva a casa è fondamentale per mantenerne le proprietà aromatiche e salutistiche. Un confronto tra la conservazione in bottiglie con tappo in plastica e confezioni sigillate con un sistema sottovuoto
28 novembre 2024 | 15:00 | R. T.
Quando una bottiglia di olio extravergine di oliva viene aperta e utilizzata dai consumatori, la sua degradazione accelera, portando ad una graduale perdita della sua bioattività, ovvero delle sue proprietà nutraceutiche e salutistiche, e degli attributi sensoriali.
Una ricerca portoghese ha voluto indagare se lo stoccaggio sottovuoto può essere considerato un metodo efficace per aumentare la durata di conservazione dell’olio extravergine di oliva dopo l'apertura, simulando l'uso domestico. Ha anche esaminato come i diversi sistemi di chiusura influenzino la qualità e gli attributi sensoriali dell’olio in queste condizioni.
Sono stati ottenuti due campioni chimicamente distinti di olio extravergine di oliva commerciale, uno della regione settentrionale (N) del Portogallo e l'altro dalla regione meridionale (S).
Un set di bottiglie è stato sigillato utilizzando un sistema di chiusura convenzionale che utilizzava tappi di plastica (C) e l'altro set di campioni è stato sigillato utilizzando un sistema di vuoto manuale (V).
Per simulare l'uso domestico, sono stati raccolti circa 20 ml di olio ogni 2 giorni da ogni bottiglia in 84 giorni, con analisi condotte ogni 8 giorni.
I parametri valutati includevano acidità, indicatori di ossidazione come il valore del perossido e l'assorbimento dei raggi UV, la composizione degli acidi grassi, i fenoli idrolizzati e la vitamina E.
L'acidità e la composizione degli acidi grassi sono rimasti stabili nel tempo per entrambi i campioni.
Sebbene l'ossidazione si sia verificata in tutti i campioni, come previsto (misurato attraverso il valore di perossido e l'assorbimento UV), lo stoccaggio sottovuoto ha ritardato il tasso di ossidazione, che va da -7% (N) a -18% (S) per il valore di perossidi e da -3% (N) a -20% (S) per l'assorbibilità UV.
Allo stesso tempo, c'è stata una diminuzione della capacità antiossidante indipendentemente dal sistema di chiusura utilizzato, in particolare nella vitamina E.
Tuttavia, i campioni immagazzinati sottovuoto hanno mostrato una maggiore conservazione della vitamina E, con una riduzione di solo il 3% (S) al 6% (N).
Nel complesso, dunque, sono dimostrati i benefici della conservazione dell’olio extravergine di oliva sottovuoto anche se, probabilmente, per recipienti di ridotte dimensioni e con tempi di utilizzo di poche settimane, le differenze dei sistemi appaiono minimi.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olivicoltura di precisione, la vera rivoluzione è nel risparmio: meno acqua, fertilizzanti e fitofarmaci
Droni, sensori, intelligenza artificiale e mappe di vigore stanno trasformando la gestione dell’oliveto. Il vantaggio non è soltanto tecnologico: intervenire dove e quando serve può ridurre gli sprechi, contenere i costi e migliorare l’efficienza degli input
20 agosto 2026 | 11:00
L'arca olearia
Sottoprodotti dell'olivicoltura: una risorsa preziosa per il suolo e l'olio di qualità
L'utilizzo dei sottoprodotti della lavorazione delle olive come fertilizzanti organici rappresenta una soluzione sostenibile per migliorare la fertilità del terreno e la produzione oleicola
20 agosto 2026 | 09:00
L'arca olearia
Olio d'oliva: un mercato in evoluzione tra salute, sostenibilità e tradizione
Applicato per la prima volta il framework Food-Related Lifestyle per analizzare i consumatori di olio extravergine d'oliva in un mercato emergente del Mediterraneo, identificando quattro profili distinti: dagli "eco-advocates attenti alla salute" ai "consumatori sensibili al prezzo"
19 agosto 2026 | 16:00
L'arca olearia
Olivo e sostenibilità: i residui di potatura diventano una risorsa per la bioeconomia
Uno studio portoghese rivela il potenziale dei rami e delle foglie di olivo come materia prima per bioraffinerie, grazie a processi di idrolisi termica che valorizzano la biomassa residuale
19 agosto 2026 | 11:00
L'arca olearia
Scoperto il "termostato" nell'accumulo di olio nell'oliva: i geni GPAT
Una ricerca italiana svela il ruolo chiave di sette geni nella regolazione della biosintesi lipidica dell'olivo, gettando le basi per varietà più produttive e oli di qualità superiore
18 agosto 2026 | 14:00
L'arca olearia
Il ragno lupo Alopecosa albofasciata: un alleato naturale contro la mosca dell'olivo
La mosca dell'olivo (Bactrocera oleae) rappresenta una delle principali problematiche per l'olivicoltura del Mediterraneo. La ricerca condotta in Portogallo ha identificato nel ragno lupo Alopecosa albofasciata un promettente agente di controllo biologico, in grado di predare efficacemente le larve della mosca durante il loro svernamento nel terreno
17 agosto 2026 | 10:00