L'arca olearia
Aumentare la resa in olio di oliva grazie alla regolazione della velocità del frangitore
L'effetto della velocità del rotore del frangitore sulle caratteristiche chimiche e sensoriali dell'olio extravergine di oliva ma anche sull'efficienza di estrazione, e quindi sulla resa in olio delle olive
14 ottobre 2024 | 11:45 | R. T.

I parametri qualitativi come acidità, perossidi, assorbanze UV, diacilgliceroli e pirofeofitine non sono stati modificati dalla velocità di frangitura ma l'efficienza di estrazione e il contenuto di clorofille sono aumentati linearmente con la velocità di estrazione.
I risultati mostrano che l'aumento della velocità del rotore da 2400 a 3600 giri al minuto ha portato ad un aumento della resa dell'olio dell'1,2%, pur conservando i parametri di qualità.
Per quanto riguarda l'analisi sensoriale descrittiva, i risultati non hanno evidenziato differenze evidenti per quanto riguarda il fruttato e l'amaro, anche se sono stati assegnati punteggi di piccantezza più elevati agli oli ottenuti con velocità più elevate del rotore.

I composti volatili non sono stati influenzati dalle velocità del rotore. I valori quantitativi dei fenoli totali e di alcuni singoli composti fenolici, come il 3,4-DHPEA-EDA e il p-HPEA-EDA, sono aumentati con la velocità del rotore.
Analogamente, il livello di composti triterpenici, come l'acido oleanolico e il maslinico, è aumentato in modo significativo quando sono state applicate velocità di frangiture più elevate.
Sulla base dei risultati, la velocità del rotore del frangitore a martelli è una variabile di lavorazione che può essere facilmente controllata per aumentare l'efficienza estrattiva e modulare la composizione chimica dell'oliva.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Xylella e olivo: la svolta green dei biopesticidi. Quale strategia conviene davvero?
Per anni, le armi principali sono state i pesticidi chimici di sintesi, come il rame, gli insetticidi piretroidi e i neonicotinoidi. Oggi si parla di biopesticidi. Un confronto tra efficacia ed impatto ambientale, come guida per gli olivicoltori che voglio contrastare Xylella fastidiosa
26 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Melograno e carruba contro la verticilliosi dell’olivo: gli estratti attivano le difese naturali della pianta
Estratti di melograno e carruba mostrano un potenziale effetto bioprotettivo contro Verticillium dahliae, il fungo responsabile della verticilliosi dell’olivo. Attivati di diversi geni coinvolti nelle risposte di difesa della pianta e una riduzione o stabilizzazione della biomassa fungina nelle piante trattate
25 agosto 2026 | 13:00
L'arca olearia
Aculus olearius: un nuovo nemico per l'olivicoltura
L'acaro parassita è già noto in Italia, Grecia, Spagna e Turchia. Causa danni significativi alle olive, tra cui imbrunimento dei germogli, disseccamento dei fiori, accartocciamento delle foglie e deformazioni dei giovani frutti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori su come riconoscere i sintomi, monitorare le popolazioni e gestire il problema
24 agosto 2026 | 16:00
L'arca olearia
Olio extravergine d'oliva denocciolato: un tesoro di antiossidanti per la salute e la bellezza
La rimozione del nocciolo prima dell'estrazione dell'olio dalle olive Cerasuola aumenta significativamente la concentrazione di composti fenolici e flavonoidi, potenziando le proprietà antiossidanti dell'olio extravergine e aprendo nuove prospettive per l'industria cosmetica e alimentare
24 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Ftalati nell’olio extravergine d'oliva, arriva un nuovo metodo rapido per individuarli
Un sistema basato sulla fluorescenza riesce a distinguere sette diversi ftalati presenti nell’olio extravergine di oliva con un’accuratezza fino al 97,2%. La tecnica potrebbe diventare uno strumento di screening per controllare più rapidamente la sicurezza degli oli alimentari
24 agosto 2026 | 13:00
L'arca olearia
Limonene e cannella per proteggere l'olivo: nuovi biopesticidi naturali promettono un’olivicoltura più sostenibile
Uno studio dell’Università di Almeria analizza il comportamento ambientale di limonene e trans-cinnamaldeide, due composti naturali utilizzabili come biofitoprotettori. La ricerca evidenzia una rapida degradazione nell’ambiente acquatico e un basso rischio di accumulo, aprendo nuove prospettive per ridurre l’impiego di pesticidi sintetici anche negli oliveti
22 agosto 2026 | 09:00