L'arca olearia
Raccolta delle olive precoce o tardiva: le differenze sulla qualità dell’olio extra vergine di oliva
Gli oli di oliva a raccolta precoce e quelli a raccolta tardiva si differenziano per proprietà nutrizionali e salutistiche
22 settembre 2023 | R. T.
Sono stati analizzati l'attività antiossidante e il contenuto di fenoli e α-tocoferoli di 10 oli extravergine di oliva mono e multivarietali dell'Italia settentrionale, dopo raccolte precoci e tardive. Per valutare la somiglianza dei campioni è stata utilizzata un'analisi gerarchica dei cluster. I secoiridoidi (SID), i lignani e i flavonoidi sono stati i composti fenolici più abbondanti identificati.
Gli oli biologici Casaliva (tra le monocultivar) e gli oli biologici multivarietali (tra gli oli miscelati) avevano il contenuto di fenoli totali più elevato sia in condizioni di raccolta precoce (263,13 e 326,19 mg/kg, rispettivamente) che di raccolta tardiva (241,88 e 292,34 mg/kg, rispettivamente).

Rispetto agli extra vergini di oliva raccolti tardivamente, quelli precoci, in particolare la monocultivar biologica Casaliva, hanno mostrato sia una maggiore capacità antiossidante (fino a 1285,97 unità Oxygen Radicals Absorbance Capacity/ORAC), probabilmente dovuta alla frazione SID più elevata (54% contro 40%), sia un più alto contenuto di α-tocoferolo (fino a 280,67 mg/kg).
Nel complesso, questi risultati suggeriscono che i secoiridoidi e l'α-tocoferolo contribuiscono principalmente alle proprietà antiossidanti degli oli extra vergini di oliva studiati.

L'analisi dei cluster ha mostrato che gli oli analizzati si dividono in due classi principali, gli oli extra vergini di oliva a raccolta precoce e quelli a raccolta tardiva, con i campioni a raccolta precoce che possiedono le migliori proprietà nutrizionali e salutistiche.

Alla luce di ciò, il comportamento migliore è stato riscontrato per la monocultivar Casaliva e in particolare per il campione biologico, che mostra solo una leggera modifica della frazione SIDs (-15,27%), nonché del contenuto di fenoli totali (+2,04%) e dell'attività antiossidante durante la maturazione (-9%). Questi risultati potrebbero essere spiegati dall'agricoltura biologica che, come è noto, influenza positivamente il contenuto di fenoli totali nell'oliva come risposta a fattori di stress biotici e abiotici.

Questi risultati sono in gran parte in accordo con i dati precedentemente riportati per gli oli extra vergini di oliva, anche se è noto che l'altitudine e le temperature fredde possono influenzare il contenuto di α-tocoferolo.

Gli oli di prima raccolta sono risultati quelli con il più alto contenuto di α-tocoferolo, confermando che il contenuto di α-tocoferolo diminuisce durante la maturazione delle olive. La maggiore variabilità nel contenuto di α-tocoferolo è stata mostrata dalla monocultivar Frantoio, che è diminuita da 252 a 29 mg/kg con il progredire della maturazione, rispetto alla monocultivar Casaliva che ha mostrato una riduzione inferiore al 27%.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Raccolta notturna delle olive: quando il freddo aiuta la qualità dell’olio
Raccogliere nelle ore più fresche può limitare gli effetti delle alte temperature sulla drupa e favorire un profilo aromatico più verde. Le ricerche condotte in Italia mostrano differenze interessanti su composti volatili, acidità e numero di perossidi, ma la gestione della temperatura deve essere inserita in una strategia più ampia
23 settembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
La relazione tra luce e produzione dell'olivo, ecco come la densità dell'oliveto influisce sulla resa
La maggiore densità riduce la qualità della luce (R/FR più basso) e la PAR incidente alle quote basse, con ricadute su vegetazione, fioritura e fruttificazione. La produzione per ettaro resta però simile tra i due sistemi, grazie a strategie compensative della pianta
23 settembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Dall’oliveto al piatto, la nuova frontiera dell’olivicoltura da reddito per ottenere valore aggiunto dall'olio d'oliva
LIFE Olivares Vivos+ ha ideato modello nel quale biodiversità, redditività, qualità dell’olio e valorizzazione gastronomica diventano parti di un’unica strategia. Quando la redditività viene meno, aumenta il rischio di abbandono
23 settembre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Occhio di pavone dell’olivo, attenzione tra fine estate e autunno: il rischio può essere “nascosto”
L’occhio di pavone può essere presente nell’oliveto anche quando le foglie non mostrano ancora sintomi. Il monitoraggio di fine estate consente di individuare le infezioni latenti e valutare il rischio in vista delle prime piogge autunnali
23 settembre 2026 | 09:00
L'arca olearia
Un compost marino contro i funghi patogeni dell’olivo
Gli scarti della lavorazione dei gamberetti potrebbero trasformarsi in risorsa per la difesa biologica dell’olivo. Uno studio ha dimostrato che il compost ottenuto da questi residui può esercitare una significativa attività antifungina contro alcuni dei principali patogeni patogeni
22 settembre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Ecco come la chimica operativa trasforma l'olio extravergine di oliva in un prodotto premium
Sono pochi i parametri operativi chiave su cui produttori e imbottigliatori basano le proprie decisioni strategiche sull'olio extravergine di oliva. Ecco quali sono, come monitorarli e dare il giusto valore commerciale e gastronomico a ogni singolo litro di olio prodotto
22 settembre 2026 | 12:00 | Simone Pucci