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I benefici per la salute dell'olaceina dell'olio extra vergine di oliva

I benefici per la salute dell'olaceina dell'olio extra vergine di oliva

L’oleaceina ha un’azione antiossidante ed antinfiammatoria ma soprattuto ha dimostrato di essere un farmaco a bersaglio multiplo, producendo un ottimale profilo terapeutico

12 maggio 2023 | Alessandro Vujovic

I dati epidemiologici mostrano che l'adesione alla Dieta Mediterranea riduce l'incidenza delle patologie croniche causate da infiammazione e da ossidazione delle strutture cellulari, con conseguenti malattie cardiovascolari e neurodegenerative.

Gli effetti benefici sulla salute, sono correlati all'elevata concentrazione di composti fenolici contenuti nell'olio extra vergine di oliva (EVOO), di qualità, che rappresenta il grasso più importante di questa Dieta.

Alla fine del secolo scorso è stato identificato, nelle foglie di olivo e anche nell’EVOO, un composto fenolico, denominato “oleaceina”, da un ricercatore danese del Dipartimento di Farmacognosia (K. Hansen, 1996), il quale ha coniato il termine “Oleacein”, da “OLE-ACE- INibitor”, in quanto questa molecola ha una azione inibitoria sull’enzima ACE (da Angiotensin Converting Enzyme, un enzima proteolitico dell’endotelio polmonare e renale), capace di convertire l’angiotensina I in un derivato ad azione fortemente ipertensiva, l’angiotensina II (vedi schema).

Quando i recettori della pressione (barocettori) evidenziano, in un soggetto, una diminuzione della stessa, ai fini del mantenimento dell’omeostasi circolatoria, stimolano la produzione di renina (sintesi renale) la quale modifica l’angiotensinogeno circolante (sintesi epatica) in modo da trasformarsi in angiotensina I. Quest’ultima, per diventare attiva, deve essere modificata in angiotensina II mediante l’azione dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE). L’angiotensina II stimola la secrezione di aldosterone (sintesi corteccia surrenale) che ha un’azione ipertensiva tale da riportare la pressione a valori fisiologici.

Le recenti ricerche (4) hanno dimostrato che l’oleaceina ha anche un’azione antiossidante ed antinfiammatoria (in un intervallo di concentrazione di 12,5–25 µM) in grado di ridurre la produzione di monossido di azoto (NO, azione vasodilatatrice) da parte dei macrofagi, quando stimolati, e di inibire la cascata dell’acido arachidonico (AA) bloccando alcuni enzimi come la fosfolipasi 2, le ciclossigenasi 1 e 2 (COX 1, COX 2) e la 5 lipossigenasi (5-LOX) (vedi schema).

I benefici per la salute dell'olaceina dell'olio extra vergine di oliva

Prove emergenti hanno dimostrato che le proprietà benefiche per la salute dei composti fenolici dell'olio d'oliva, non sono solo dovute alla loro capacità di eliminare i radicali liberi, ma anche alla loro abilità di inattivare diversi enzimi, come in questo caso, coinvolti nell'insorgenza di processi infiammatori e anche di influenzarne l'espressione di geni (meccanismi epigenetici), implicati nella patogenesi di molte malattie croniche degenerative e dell’invecchiamento cellulare.

Ricordo che l’acido arachidonico, presente nei fosfolipidi delle membrane cellulari, può essere idrolizzato dalla fosfolipasi 2 e, in seguito all’intervento degli enzimi ossidanti appena ricordati (LOX e COX), si formano una serie di fattori infiammatori “prostanoidi” (prostaglandine, prostacicline e trombossani) e “leucotrieni” che causano, come ha riportato, già nel I sec. d.C. Aulo Cornelio Celso: calor (aumento della temperatura dovuto all'aumentata vascolarizzazione), tumor (gonfiore determinato dalla formazione dell'essudato), rubor (arrossamento legato all'iperemia attiva), dolor (indolenzimento provocato dalla compressione e dall'intensa stimolazione delle terminazioni sensitive da parte dell'agente flogistico e dei componenti dell'essudato) e la functio laesa (compromissione funzionale della zona colpita).

Anche alcuni derivati dell’oleaceina, generati in vivo, dalla sua metabolizzazione epatica, hanno funzione antinfiammatoria come l’idrossitirosolo e l’idrossitirosolo acetato. Ma la bioattività di queste molecole, è tanto minore quanto maggiore è la loro idrofilia in quanto hanno difficoltà ad attraversare le membrane cellulari. Difatti l’idrossitirosolo acetato-solfato ha meno proprietà antinfiammatoria perché il gruppo solfato lo rende idrofilo e quindi difficilmente attraversa le membrane cellulari.

L’oleaceina non è l’unica molecola dell’olio di oliva ad avere una attività antinfiammatoria, in quanto già nel 2005 Gary Beauchamp aveva dimostrato che, un altro composto fenolico, l’oleocantale ha un’azione simile ad un antinfiammatorio non steroideo (FANS) che lui aveva particolarmente studiato, che è l’ibuprofene (1)

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), normalmente usati nella terapia, causano danni alla mucosa gastrica a causa dell'inibizione della COX-1, in quanto le prostaglandine prodotte da questa ciclossigenasi, nell'epitelio gastrico, agiscono da agenti citoprotettivi (2, 3).

In passato si riteneva che gli inibitori selettivi della COX-2 presentassero una minore tossicità gastrointestinale, tuttavia, è stato riscontrato che questi inibitori sono responsabili della cardiotossicità e di eventi cardiovascolari perché il blocco della via della COX-2, modifica il metabolismo esacerbando le vie della COX-1 e 5-LOX, abbassando la prostaciclina PGI2 (inibitore dell'aggregazione piastrinica e vasodilatatore) e aumentando la produzione di trombossano A2 e leucotrieni, che incrementano l’aggregazione di piastrine, la vasocostrizione e gli eventi infiammatori (4).

Infatti, è stato scoperto che i composti che agiscono su singoli bersagli molecolari producono attività indesiderate e tossicità, mentre i composti che agiscono su più bersagli, come l’oleaceina dell’olio, producono un migliore profilo terapeutico. Pertanto, è stato suggerito che la doppia inibizione di LOX/COX, come dimostrato per l’oleaceina dell’EVOO, sia un approccio auspicabile nello sviluppo di nuovi farmaci anti-infiammatori.

L'oleaceina ha dimostrato di essere un farmaco a bersaglio multiplo, in grado di ridurre la produzione di NO, di citrullina da parte dei macrofagi - quando stimolati - e di inibire gli enzimi chiave della cascata dell’Acido Arachidonico, inclusa la fosfolipasi 2, la 5-lipossigenasi e le ciclossigenasi COX-1 e COX-2.

Infine la metabolizzazione in vivo dell'oleaceina estende la sua attività antiflogistica anche ai suoi derivati. I risultati attuali ampliano le conoscenze sull'attività antinfiammatoria associata ai polifenoli dell'olio d'oliva e suggeriscono importanti indizi per lo sviluppo di nuovi farmaci antiflogistici basati su composti naturali.

Bibliografia

(1) Beauchamp G.K. et al. 2005, Ibuprofen-like activity in extra-virgin olive oil. Nature, 437, 45-6.

(2) Arora M. et al. 2020, Structural investigation on the selective COX-2 inhibitors mediatedcardiotoxicity: A review. Life Sci.,251, 117631.

(3) Bernini R. et al. 2008, Convenient synthesis of hydroxytyrosol and its lipophilic derivatives from tyrosol or homovanillyl alcohol. J. Agric. Food Chem.,56, 8897–904.

(4) Costa V. et al. 2022, Anti-Inflammatory Activity of Olive Oil Polyphenols—TheRole of Oleacein and Its Metabolites. Biomedicines,10, 2990.

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