L'arca olearia

Tracciabilità certa delle olive grazie agli oligoelementi

Tracciabilità certa delle olive grazie agli oligoelementi

E’ possibile discriminare tra le località, anche vicine, e diversi trattamenti fitosanitari grazie all’analisi degli oligoelementi. Potenzialmente ogni olivicoltore può sviluppare un metodo per individuare il proprio prodotto

17 marzo 2023 | R. T.

Recentemente, la qualità e la sicurezza degli alimenti sono diventate di grande interesse, con una conseguente richiesta di identificazione geografica dei prodotti agroalimentari e di pratiche agricole eco-compatibili.

L’Università di Ferrara ha eseguito analisi geochimiche di suoli, foglie e olive provenienti da due aree della Regione Emilia-Romagna: Montiano (MN) e San Lazzaro (SL), con l'obiettivo di individuare impronte geochimiche in grado di determinare in modo univoco la località di provenienza e l'effetto di diversi trattamenti fogliari (controllo, dimetoato e alternanza di zeolitite naturale e dimetoato in MN; Spinosad + Spyntor fly, zeolitite naturale e zeolitite arricchita di NH4+ in SL).

PCA e PLS-DA (inclusa l'analisi VIP) sono stati utilizzati per discriminare tra le località e i diversi trattamenti.

I coefficienti di bioaccumulo e traslocazione (BA e TC) sono stati studiati per valutare le differenze nell'assorbimento dei microelementi da parte delle piante.

Tracciabilità certa delle olive grazie agli oligoelementi

La PCA eseguita sui dati del suolo ha evidenziato una varianza totale dell'88,81%, permettendo una buona distinzione tra i due siti.

La PCA delle foglie e delle olive ha mostrato che utilizzando i microelementi è possibile discriminare i diversi trattamenti fogliari (varianza totale: 95,64% e 91,08% in MN; 71,31% e 85,33% in SL delle foglie e delle olive, rispettivamente) meglio dell'identificazione della loro origine geografica (87,46% delle foglie e 83,50% della varianza totale delle olive).

La PLS-DA di tutti i campioni ha dato il maggior contributo alla discriminazione dei diversi trattamenti e all'identificazione geografica. Tra tutti gli elementi, solo lutezio e afnio sono stati in grado di correlare suolo, foglie e olive per l'identificazione geografica attraverso le analisi VIP, ma anche rubidio e stronzio sono risultati significativi nell'assorbimento delle piante (BA e TC).

Per la discriminazione dei diversi trattamenti fogliari, samario e disprosio sono stati identificati nel sito di Montiano, mentre rubidio, zirconio e torio hanno correlato foglie e olive a San Lazzaro.

Sulla base delle analisi degli oligoelementi, si può affermare che è possibile discriminare l'origine geografica e riconoscere i diversi trattamenti fogliari applicati per la protezione delle colture, il che significa, invertendo il ragionamento, che ogni agricoltore può sviluppare un metodo per individuare il proprio prodotto.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Potassio e zinco per via fogliare: la combinazione vincente per olive più grandi e produttive

Una sperimentazione condotta su piante di olivo quindicenni ha dimostrato che l'applicazione fogliare combinata di potassio e zinco, alle giuste dosi, può incrementare significativamente la produzione e migliorare la qualità delle olive, con un aumento della resa per pianta che supera il 50% rispetto ai testimoni non trattati

03 settembre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Le popolazioni della mosca delle olive in scenari di riscaldamento globale: la gestione sostenibile dell'olivicoltura

Le popolazioni della mosca delle olive (Bactrocera oleae) sono fortemente influenzate dalle variazioni termiche, con importanti ricadute sulle strategie di difesa. Ecco gli effetti della temperatura, delle ondate di calore e delle strategie di controllo, fornendo indicazioni operative per ottimizzare gli interventi in un contesto di cambiamento climatico

02 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

L'azoto e la qualità dell'olio d'oliva: come la gestione della fertilizzazione influisce sulla temperatura della chioma e sulle caratteristiche del prodotto finale

L'equilibrio nutrizionale negli oliveti in asciutto determina non solo la resa produttiva ma anche la qualità dell'olio, agendo sulla capacità della pianta di gestire lo stress termico estivo. Uno studio svela le relazioni tra azoto, temperatura della chioma e parametri qualitativi dell'olio

02 settembre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Olio d'oliva siciliano: un tesoro di salute tra antiche cultivar e nuove scoperte

La Sicilia, terra di sole e tradizioni millenarie, custodisce un patrimonio di biodiversità unico al mondo, e i suoi oli extravergine di oliva ne sono un prezioso esempio. Ecco le straordinarie proprietà nutraceutiche di tre cultivar siciliane, tra cui una varietà quasi dimenticata, il Verdello

01 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Il momento ideale per la raccolta delle olive in base alla maturazione fenolica

Ecco i meccanismi molecolari che regolano la sintesi dei polifenoli durante la maturazione delle olive, offrendo agli olivicoltori strumenti per ottimizzare qualità e tempo di raccolta

31 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

La sfida della nuova PAC per l'olivicoltura italiana: il modello ortofrutticolo è la risposta?

L'estensione del modello delle Organizzazioni dei Produttori (OP) dal settore ortofrutticolo all'olivicolo rappresenta uno degli esperimenti più significativi della PAC 2023-2027. Ma questa scelta, che mira a rafforzare il potere contrattuale degli olivicoltori e a favorire l'aggregazione dell'offerta, si scontra con una realtà fatta di aziende frammentate e una storica riluttanza degli agricoltori a conferire la propria produzione alle cooperative

30 agosto 2026 | 11:00