L'arca olearia

L'influenza della concimazione azotata sullo sviluppo dell'occhio di pavone dell'olivo

L'influenza della concimazione azotata sullo sviluppo dell'occhio di pavone dell'olivo

Una corretta gestione della concimazione azotata può aiutare a ridurre lo sviluppo dell'occhio di pavone dell'olivo, con riduzioni fino al 65% dell'incidenza della patologia fungina

13 gennaio 2022 | R. T.

L'occhio di pavone dell'olivo, causato da Fusicladium oleagineum, è la più comune malattia fogliare dell'olivo (Olea europaea L.).

L'influenza della concimazione azotata sullo sviluppo dell'occhio di pavone è stata valutata dall'Università di Cordoba sulla cultivar suscettibile Picual in coltura idroponica, su piante in vaso e su olivi adulti in campo.

Sono stati applicati due livelli di azoto, utilizzando diverse soluzioni di Ca(NO3)2, KNO3, NaNO3 e urea. Sono stati valutati la crescita dei germogli, la clorofilla delle foglie e la concentrazione di azoto. Le piante o le foglie staccate sono state inoculate artificialmente con una sospensione conidiale del patogeno.

Un aumento significativo della crescita dei germogli, della clorofilla e della concentrazione di azoto nelle foglie e dell'incidenza della malattia è stato osservato nelle piante sottoposte a un trattamento con azoto elevato.
Tuttavia, le piante con un basso livello di azoto hanno raggiunto una riduzione del 59%, 55%, 42% e 65% (incidenza occhio di pavone) in questi parametri, rispettivamente.

Negli alberi adulti non ci sono state differenze significative nella crescita dei germogli tra i trattamenti, probabilmente perché le concentrazioni di azoto fogliare per i trattamenti erano sopra il livello di sufficienza per la crescita degli alberi, anche se le differenze nello stato di azoto di questi alberi erano significativamente diverse.
Le differenze però permangono per l'incidenza della patologia.

La gestione della concimazione azotata può aiutare a ridurre lo sviluppo dell'occhio di pavone dell'olivo.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Mosca dell’olivo e composti chimici dell'oliva: la diversa sucessitibilità in funzione dei composti volatili

Il comportamento di ovideposizione di Bactrocera oleae è fortemente influenzato dal profilo chimico delle olive sane e che i composti organici volatili rappresentano il gruppo di composti con il maggiore potere esplicativo sull'infestazione

10 aprile 2026 | 16:00

L'arca olearia

L'inerbimento su oliveti in aree collinari: come cambia davvero il suolo

I sistemi olivetati inerbiti hanno favorito il mantenimento e lo sviluppo di un orizzonte A, quello più superficiale ed esplorato dalle radici dell'olivo, più spesso, più fertile, biologicamente attivo e agronomicamente ricco

10 aprile 2026 | 15:00

L'arca olearia

Olio extravergine di oliva, ecco come cambia dopo l’apertura della bottiglia

Uno studio recente mostra che polifenoli, profilo aromatico e stabilità sensoriale dell’olio extravergine di oliva evolvono rapidamente durante il consumo domestico quotidiano, con implicazioni concrete per qualità percepita, shelf life reale e valorizzazione commerciale

10 aprile 2026 | 14:00

L'arca olearia

Analisi tecnico-economica di un sistema ibrido fotovoltario e biomassa per il frantoio

Un impianto esclusivamente fotovoltaico, ad esempio, può contribuire in modo importante al bilancio annuale, ma fatica a seguire i picchi di carico tipici del periodo di trasformazione. L’integrazione con una fonte programmabile come la biomassa consente di allineare meglio produzione e domanda. Ecco come e quando conviene

10 aprile 2026 | 13:00

L'arca olearia

L’importanza dell’orientamento dei filari di olivo nelle infezioni dell’occhio di pavone

La durata dell'umidità fogliare causata dalla rugiada è risultata la condizione ambientale più rilevante nel favorire l’infezione del fungo emibiotrofico Venturia oleaginea. Ecco i criteri per prevedere il verificarsi di eventi infettivi

10 aprile 2026 | 09:00

L'arca olearia

Zeolite e olivo: dalla difesa fitosanitaria alla gestione del potassio

Dalla riduzione dell’uso del rame al miglioramento della resilienza idrica, due studi sperimentali confermano il valore multifunzionale della zeolitite ricca in chabasite nei sistemi olivicoli mediterranei

09 aprile 2026 | 13:00