L'arca olearia

La campagna olearia volge al termine, tranne che in Puglia e Calabria

La campagna olearia volge al termine, tranne che in Puglia e Calabria

Rese in rialzo a dicembre dappertutto, dopo il calo a novembre a causa delle piogge, ma la raccolta si è quasi conclusa. Da nord a sud, il punto dei frantoiani sull'annata olivicola

17 dicembre 2021 | T N

Il punto di vista dei frantoiani sulla campagna olearia è privilegiato perchè, con gli arrivi delle olive negli impianti oleari, hanno ben contezza di quantità, qualità e rese medie nei rispettivi territori.

Aifo, associazione che rappresenta più di 500 imprese, ha voluto fare un quadro della situazione alla metà di dicembre, quando normalmente la campagna olearia in tanti territori entrava nel vivo. Quest'anno, invece, tranne per l'areale barese e la Calabria, la stagione olivicola pare già finita o quasi.

“Le piogge hanno aiutato – afferma Elia Pellegrino, presidente Aifo – nel barese e nell'andriese si è ancora al 30-40% del totale e si arriverà a molire fino a metà febbraio. Le stime produttive saranno riviste in rialzo. Le olive sono davvero tante, anche le olive che avevano patito la siccità hanno riacquistato equilibrio tra polpa e nocciolo dopo tutta l'acqua ricevuta a novembre.”

Proprio siccità e piogge sono state il tema dominante dell'annata, con un'altalena delle rese che ha preoccupato non poco.

In Basilicata, secondo Rocco Pace: “le rese a fine ottobre erano nella media, successivamente nel mese di novembre si è registrato un calo del 2% in meno a causa delle frequenti piogge. Nei primi di dicembre con il freddo le rese sono migliorate con una resa del 14-15% circa.”
Situazione analoga in Abruzzo, secondo Alberto Amoroso: “è stata una campagna lunga a seguito di piogge incessanti, con un brusco calo nelle rese per la pioggia: dall’ 14 - 15 % al 8 - 10 %. Ora si registra una buona risalita.”
Nella Puglia ionica “la campagna olearia – ci avvisa Stefano Caroli - si avvia alla conclusione entro dicembre, le rese dopo l'avvio disastroso sono migliorate e vanno dal 12 al 15%.” Andria e Bari, invece, hanno fatto registrare rese di 2-3 punti inferiori alle media in novembre ma adesso le rese sono in aumento tra il 14 ed il 17%. 
Saltando in Sicilia Raffaele Sallemi indica che “la campagna, iniziata a fine settembre, sta volgendo al termine, le rese rispetto allo standard del 14%/15% quest’anno si sono assestate al 10%.”
In controtendenza la Toscana dove Francesco Naldini ha visto che “le rese sono state alte, registrando mediamente un 15,8% su ottobre, un 16,6% su novembre e un 17,8% su dicembre” e
In Campania e nel basso Lazio, secondo Antonio De Ruosi: “dal punto di vista della resa sono state ottime per tutto il mese di ottobre con una media tra il 14% 15%, il mese di novembre con pioggia continua ha ridotto la resa di almeno due punti e fatto prolungare di fatto la campagna di almeno tre settimane. Attualmente stiamo registrando un ritorno sulle rese di ottobre.”
Nessun grave problema di rese invece al nord dove Franco Spada dall'Emilia Romagna ha registrato una media del 14% e Paolo Barbiero in Veneto del 15-16%.
Anche in Calabria, secondo Mario Brogna “le rese stanno aumentando con l'abbassarsi della temperatura.”

Nel complesso, insomma, è una campagna olearia dalla doppia faccia: deludente nella prima parte, fino a novembre, con una ripresa a dicembre, specie nelle regioni del sud.

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