L'arca olearia

Meglio un olio extra vergine di oliva filtrato o non filtrato?

Meglio un olio extra vergine di oliva filtrato o non filtrato?

Una guida alla scelta per i consumatori, per comprendere punti di forza e di debolezza, senza cadere in errore. La filtrazione non fa perdere genuinità al prodotto che anzi acquisisce una lunga vita

17 dicembre 2021 | Claudio Vignoli

La differenza tra olio di oliva filtrato e non filtrato sta nel fatto che quest'ultimo conserva alcune sostanze solide in sospensione e piccole quantità di acqua provenienti dall'olio, dovute al fatto che non è passato per il processo di filtrazione.

Per questo motivo gli oli non filtrati hanno un aspetto torbido, al contrario di quelli filtrati, più traslucidi e brillanti.

L’effetto torbido è dovuto una ragione semplice e di natura “fisica”. Nell'oliva esistono due tipi di polifenoli, i polifenoli apolari che si trovano "sciolti" negli acidi grassi e i polifenoli polari, presenti nell'acqua vegetale. Durante la produzione dell'olio, i polifenoli apolari restano nell'olio, mentre i polifenoli polari vengono eliminati con l'acqua. Per questo motivo, gli oli non filtrati, contenendo piccole parti di acqua, presentano al tempo stesso polifenoli polari e apolari.

Sul valore e le differenze organolettiche dei due prodotti le opinioni sono discordanti: da un lato vi è chi sostiene che l’olio non filtrato sia più intenso, dall’altro chi invece afferma che l’olio filtrato aumenti la percezione dei sapori.

Il mio punto di vista è che le differenze di aromi e sapori, dopo una corretta filtrazione, sono davvero minime.

Uno dei vantaggi dell'olio non filtrato, e apparentemente ancora torbido, è che il consumatore ha la sicurezza che l'olio sia fresco e che sia stato prodotto con olive dell'ultimo raccolto. Ciò è dovuto al fatto che gli oli di oliva non filtrati decantano naturalmente nei serbatoi di stoccaggio. Questo processo dura diversi mesi (dipende dalla temperatura e dalla varietà) e, dopo la decantazione, gli oli non filtrati acquisiscono lo stesso aspetto degli oli filtrati.

Una delle effettive differenze tra i due prodotti, come ho accennato all’inizio, è la caratteristica degli oli non filtrati di conservare i polifenoli aggiuntivi nelle piccole quantità di acqua non eliminate. I polifenoli sono elementi con una grande attività antiossidante e per questo molto utili nella dieta e soprattutto hanno grandi proprietà salutari se presenti in elevate concentrazioni.

Tuttavia, la maggiore presenza di polifenoli negli oli non filtrati è relativa. Se partiamo, infatti, da un olio ricco di composti fenolici antiossidanti (polifenoli), cioè un olio di qualità, quella percentuale infinitesima di polifenoli polari presenti nell’acqua degli oli non filtrati è in realtà talmente insignificante da non incidere sul valore nutritivo del prodotto e da non rappresentare alcun vantaggio.

Infine, considerando l’aspetto relativo alla conservazione del prodotto, il fatto che gli oli non filtrati decantano direttamente in bottiglia li rende più facilmente deperibili. La presenza di sedimenti solidi, che si depositano inevitabilmente sul fondo, infatti, trascorso un certo periodo potrebbe trasmettere all’olio alcuni aromi non desiderati. Proprio per questo si raccomanda di consumare questo tipo di olio entro l'anno o comunque entro i 18 mesi.

Confrontando, quindi, i due prodotti si può concludere che se da un lato l’olio non filtrato ha il vantaggio di apparire al consumatore più naturale e genuino, dall’altro ha lo svantaggio di conservarsi intatto meno a lungo rispetto al medesimo prodotto filtrato.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Vendute 11 mila tonnellate di olio di oliva italiano a giugno ma si continua a giocare al ribasso con i prezzi

Le giacenze di olio extravergine di oliva italiano nelle regioni in cui hanno sede gli imbottigliatori restano basse, contando sull’abbassamento delle quotazioni per oli borde line. In Puglia, Calabria e Sicilia 82 mila tonnellate di stock, contro le 112 mila del totale Italia

13 luglio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Lebbra dell'olivo: una minaccia globale per la qualità e la produzione oleicola

Tra i patogerni dell'olivo, l'antracnosi o lebbraq, causata da funghi del genere Colletotrichum, si configura come la malattia più distruttiva per gli oliveti in tutto il mondo, con conseguenze economiche devastanti per il settore oleicolo

13 luglio 2026 | 14:00

L'arca olearia

L'importanza dell'inerbimento negli oliveti, un approccio per la sostenibilità del suolo

L'associazione dell'olivo con piante leguminose come il fagiolo jack, seguita dalla gestione della vegetazione spontanea, rappresenta la strategia più efficace per preservare la struttura del suolo, ridurre le perdite per erosione e migliorare la qualità complessiva del terreno

13 luglio 2026 | 11:00

L'arca olearia

Uccelli e pipistrelli: alleati preziosi per l’olivicoltura contro la mosca delle olive

Un recente studio pubblicato sulla rivista Basic and Applied Ecology quantifica per la prima volta il valore economico del controllo biologico esercitato da uccelli e pipistrelli contro la mosca delle olive. Il loro aiuto vale 643 milioni di euro all’anno per il settore in Europa

12 luglio 2026 | 11:00

L'arca olearia

Lavoro, salute e clima di chi lavora in olivicoltura

La siccità, il caldo estremo e una prevenzione che non arriva a tutti: una ricerca sull’olivicoltura di Jaén fotografa una condizione lavorativa a rischio psicosociale medio. Un quadro che interroga da vicino anche il Mediterraneo e l’Italia

11 luglio 2026 | 11:00

L'arca olearia

Intelligenza artificiale e satelliti per prevedere il raccolto dell'olivo

Uno studio dell’Università Politecnica di Madrid combina immagini satellitari, dati climatici e caratteristiche del suolo per stimare in anticipo la produzione di olive e olio, offrendo un nuovo strumento a supporto di agricoltori e cooperative

11 luglio 2026 | 10:00

new