L'arca olearia
Il nascente pericolo dovuto all'Aleirode nero per gli oliveti siciliani
Da alcuni anni la presenza di Aleurolobus olivinus è diventata più frequente e ha dato luogo a infestazioni in vari oliveti siciliani. Le larve dell'insetto possono creare problemi poichè loro melata può essere invasa dalla fumaggine
21 luglio 2021 | Santi Longo
Delle numerose specie di insetti di secondario interesse fitosanitario negli oliveti, l’Aleirode nero (Aleurolobus olivinus Silv.) pur da tempo diffuso in Italia, raramente supera la soglia di attenzione degli olivicoltori, anche perché gli stadi giovanili vengono spesso scambiati per escrementi di ditteri. Occasionale è la presenza negli oliveti dell’altro Aleirode, noto come Sifonino delle pomacee, Siphoninus phillyreae (Hal), che infesta soprattutto le pomacee e che, su olivo, fillirea e frassino, piante sempreverdi importanti per il suo svernamento, si riscontra di rado e quasi sempre in esigue densità di popolazione, attivamente tenute sotto controllo dal coleottero Clithostetus arcuatus (Rossi) e soprattutto, dal parassitoide Encarsia partenopea (Masi).
L’Aleirode nero è stato segnalato anche su olivastro, Phillyrea ed Erica, nelle principali aree olivicole del Bacino mediterraneo dove, di norma, è presente in esigue densità di popolazione poiché i Calcidoidei Encarsia olivina Masi e Amitus minervae Silv. spesso raggiungono tassi di parassitizzazione superiori al 50%, supportati dai Neurotteri predatori del genere Simpherobius e dall’attività di Coleotteri Coccinellidi.
Gli adulti dell’Aleirode nero misurano poco meno di 2 mm e hanno il corpo ricoperto da cera polverulenta bianca, con macchie brune sul torace e sulle ali. Le femmine depongono uova giallastre lunghe in media 0,2 mm, di preferenza sulla pagina superiore delle foglie; gli stadi giovanili, di colore nero, a maturità raggiungono un diametro di circa 1 mm. In relazione alle condizioni ambientali l’Aleirode svolge da una a due generazioni annue e sverna da neanide. Dopo un periodo di incubazione di 11-15 giorni, dall’uovo nasce una neanide mobile (N1), che si fissa sulla foglia e che, dopo circa 20 giorni compie la prima muta divenendo (N2). Lo stadio successivo (N3) viene raggiunto in circa 20 giorni, e dopo altri 15 giorni si forma la ninfa, o subpupa. Dal pupario che la contiene sfarfallerà l’adulto attraverso una fessura a forma di T. Negli esemplari parassitizzati si osserva il caratteristico foro circolare di sfarfallamento del parassitoide.
In mirati campionamenti, effettuati nell’ultimo biennio in oliveti della Sicilia orientale è stata accertata la presenza di 2-60 stadi preimmaginali per foglia, il 95% dei quali fissato sulla pagina superiore del 10-70 % delle 500 foglie/campione raccolte ad altezza d’uomo, L’attività parassitaria dei Calcidoidei E. olivina e A. minervae e quella dei predatori non è stata sempre in grado di contenere le infestazioni a seguito delle quali le foglie ingialliscono e cadono anticipatamente.
Da alcuni anni la presenza di A. olivinus è diventata più frequente e ha dato luogo a infestazioni in vari oliveti siciliani in alcuni dei quali si sono resi necessari mirati interventi fitosanitari effettuati in presenza dei primi stadi giovanili del fitomizo, estremamente vulnerabili anche agli oli minerali leggeri.
Fonte: Accademia dei Georgofili - georgofili.info
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