L'arca olearia
Migliorare la reputazione del mondo dell'olio d'oliva italiano
A febbraio è nato a Verona il Consorzio Turismo dell'Olio Extra Vergine d'Oliva Dop, Igp e Bio. Non si tratta di percorre le strade già aperte dal vino ma di aprire vie nuove, partendo da sostenibilità e biodiversità
21 maggio 2021 | Mariagrazia Bertaroli
Il momento di difficoltà collettiva mostra, a chi sa vedere, opportunità inedite che fanno riferimento alla semina di un percorso già iniziato qualche anno fa, ma ormai reso possibile, paradossalmente, proprio dalla situazione pandemica. E' in questo contesto e dalla consapevolezza che il mondo dell'extravergine ha bisogno oggi di azioni dirette a migliorare la propria reputazione e a sviluppare i territori, in collaborazione con il paesaggio e il lavoro collettivo, che nasce, a febbraio 2021, a Verona il progetto nazionale del Consorzio Turismo dell'Olio EVO DOP, IGP e BIO.
Il Consorzio principia dalla forte volontà di valorizzare il prodotto di qualità ma anche dalla consapevolezza che le potenzialità turistiche dei territori possono far emergere una ricchezza non ancora esplorata. Non si tratta banalmente di percorre le strade già aperte dal vino, ma di rendere reali le prospettive dell'impresa agricola multifunzionale di cui si parla ormai da diversi anni. L'olivo è una pianta identitaria mediterranea, testimone di una cultura plurimillenaria proveniente dai greci, le nostre radici storiche sono legate a questo albero mitologico, simbolo di immortalità.
L'olivo e il paesaggio olivetato sono storia collettiva di intere aree rurali, storia economica ed enogastronomica diventate patrimonio comune. Riservare l’adesione a chi si prende cura e trasforma cultivar identitarie di un territorio certificando Dop l’extra vergine, è una scelta forte e distintiva. Eppure, tutti questi valori declinati con autenticità e senza fiction, diventano strumenti di promozione del territorio e sono per il Consorzio risorse per una visione nuova che ha a cuore anche la biodiversità delle cultivar minori e l'impronta ambientale sostenibile.
Il progetto del Consorzio è ambizioso e si struttura partendo da quei produttori che hanno voglia di mettersi in gioco e sono disposti a imparare ad accogliere, a creare esperienze, sperimentare una propria visione di accoglienza. E' a questi imprenditori che vogliamo parlare, è con costoro che vogliamo far emergere la bellezza che cerca chi chiede di assaporare il territorio e quel genius loci di cui spesso non ci si accorge. Un diverso modo di pensarsi all'interno del proprio business e in rete con le altre energie che ciascuna regione ha già e che spesso si disperdono se non coordinate e, soprattutto, corroborate da relazioni di qualità.
Dall'altra parte il settore turistico e i suoi attori hanno bisogno di scoprire essi stessi le potenzialità oggi solo in minima parte emerse e a volte costruite fittiziamente, che sono intorno alle destinazioni più note. La tessitura emotiva che le esperienze sono in grado di creare diventa desiderio e quindi destinazione di viaggio, solo se esprime autenticità e identità adeguatamente apparecchiata per essere fruibile. Ecco che l'oliveto è il nostro salotto verde e l'extravergine è quell'emozione che può diventare souvenir di viaggio da condividere con chi è rimasto a casa, da sfoggiare come momento di profonda identificazione, da recuperare con l'acquisto ogni volta che si vorrà rievocare quel vissuto. Il Consorzio costruisce questi strumenti di promozione emotiva e umana in sinergia con le energie buone dei territori per intercettare quegli Operatori Turistici che sono interessati a un valore durevole nel tempo perché parte da identità che conosciamo profondamente.
Il dialogo con le Istituzioni sarà costante ed impegnato, per incidere su una visione di sviluppo in linea con i principi, che non si possono più ignorare, dell'Agenda 2030 . Il sistema territorio e l'organizzazione reticolare è ciò che ci interessa, perchè, gli olivicoltori lo sanno bene, chi pianta un albero ha fiducia nel futuro e il futuro ha radici nel presente.
Partecipare o anche solo richiedere informazioni è facile, basta scrivere a segreteria@consorzioturismodellolio.it
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva e blockchain: tutelare il Made in Italy con la tecnologia
L’adozione della blockchain nella filiera dell’olio extravergine di oliva italiano potrebbe diventare una svolta contro le frodi e per la valorizzazione del Made in Italy. Superare lo scetticismo iniziale e concentrarsi su facilità d’uso, innovazione personale e condizioni strutturali delle aziende
11 giugno 2026 | 13:00
L'arca olearia
Zeolite in olivicoltura sostenibile: controllo della rogna e resilienza alla siccità
La zeolitite ricca di chabasite si conferma un materiale multifunzionale per l’olivicoltura mediterranea. I risultati di una ricerca in Italia e Spagna mostrano che la zeolitite riduce l’uso di rame e fertilizzanti sintetici, migliorando la sostenibilità agronomica
11 giugno 2026 | 11:00
L'arca olearia
Deficit idrico severo nell’olivicoltura in clima temperato: effetti sui composti biofenolici, sui pigmenti e sul profilo degli acidi grassi nell’olio d'oliva
La disponibilità idrica rappresenta uno dei fattori abiotici più influenti sulla qualità dell’olio di oliva. L’olio ottenuto in condizioni di deficit idrico severo ha mostrato concentrazioni significativamente più elevate di acido p-cumarico, acido ferulico, clorofille totali e β-carotene, mentre l’irrigazione ha favorito idrossitirosolo, tirosolo e fenoli totali. Il profilo degli acidi grassi è risultato alterato
10 giugno 2026 | 16:00
L'arca olearia
Solfiti in frantoio: è possibile fermare l’ossidazione dell’olio d’oliva
Sebbene l’uso sia vietato nella produzione di olio vergine ed extravergine, un nuovo studio ha valutato l’efficacia del metabisolfito di potassio nel bloccare la degradazione ossidativa. Aggiunto durante la frangitura o la gramolazione, l’additivo azzera i perossidi già a 1500 ppm, ma riduce fino al 33% il contenuto di fenoli totali
10 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Olivo e cambiamento climatico: quanto calore può sopportare la pianta simbolo del Mediterraneo?
Uno studio condotto su dieci cultivar di olivo italiane ha analizzato la resistenza al calore di foglie e germogli, individuando differenze significative tra varietà e fornendo indicazioni utili per la gestione agronomica
09 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Il modello Sicilia per l’olio extravergine di oliva italiano
C’era una volta il modello olio Toscano, con la sua capacità evocativa e forza comunicativa. La Sicilia ha saputo ben ispirarsi creando, dal 2017, un modello di successo per il sud Italia che deve crescere in valore aggiunto
08 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati