L'arca olearia

Voi sapreste distinguere la varietà dal colore dell'olio extra vergine d'oliva?

Voi sapreste distinguere la varietà dal colore dell'olio extra vergine d'oliva?

La degustazione dell'olio, secondo Filippo Berio, è composta dalla fase olfattiva, quella gustativa e dalla fase visiva. E proprio il colore sarebbe importantissimo per stabilire varietà e periodo di raccolta delle olive. Davvero?

18 maggio 2021 | T N

Un sapiente mix di informazione e disinformazione, o come minimo di informazione parziale e facilmente fraintendibile, quella operata dal marchio Filippo Berio, di proprietà Salov, attraverso una campagna social.

Si parte da un post su Facebook.

Secondo Filippo Berio: “dal colore dell’olio si può risalire al grado di pulizia, alla varietà di olive e al periodo di raccolta.”
Sulla prima informazione, sebbene tecnicamente imprecisa, possiamo anche dirci d'accordo. Il colore è determinato dalla presenza di pigmenti, mentre Filippo Berio voleva riferirsi alla torbidezza, parametro definito in relazione alla trasparenza ottica. E' la torbidezza, non il colore, a stabilire se l'olio è stato filtrato, decantato o è ancora come uscito dal separatore finale. Come detto, trattandosi di un dettaglio tecnico che non inficia la sensatezza del messaggio finale, l'appunto è trascurabile.
La seconda affermazione è invece fortemente discutibile. Il colore dell'olio è funzione del contenuto in clorofille (clorofilla a e b, con diverse sfumature di colore, dal verde-blu al giallo-verde) e di betacaroteni (dal giallo all'arancio). E' vero che la proporzione tra questi composti, nell'oliva, è fortemente influenzata dalla varietà. E' anche vero che il clima e l'andamento meteo in fase di maturazione hanno un'influenza sul contenuto di pigmenti dell'oliva. E' altrettanto vero che molti parametri di processo, nell'estrazione dell'olio, possono variare contenuti e proporzioni tra questi composti in maniera significativa (tipo di frangitura, tempo e temperatura di gramolazione, assenza o presenza di ossigeno in gramolazione, presenza di foglie in fase di frangitura...). E' certamente falso che sia possibile risalire, attraverso una semplice analisi visiva, a stabilire la varietà.
Considerazioni simili possiamo fare per quanto concerne il periodo di raccolta. E' vero che le olive verdi contengono più clorofille di quelle mature. Non è però possibile risalire al periodo di raccolta, inteso come giorno o settimana, sulla base del colore dell'olio ma solo stimare, con molta approssimazione, per i concetti prima espressi, se è stata effettuata una raccolta precoce o tardiva.

Nel complesso l'ufficio marketing di Filippo Berio, basandoci su questo post, meriterebbe un bel 5. Non un'insufficienza clamorosa, giusto un incentivo a studiare di più e magari consultare l'ufficio qualità prima di scrivere, per diffondere messaggi più corretti e precisi.

Peccato che, andando al link indicato, il voto cambia.

Nel testo infatti si fa molta confusione, speriamo non voluta, tra panel test e degustazione.
Si dice che la degustazione è prova di assaggio effettuata da professionisti ed è composta da tre fasi: olfattiva, degustativa e visiva.
Solo nel paragrafetto dedicato all'analisi visiva, bontà loro, si afferma che il colore non è un indicatore di qualità e non viene utilizzato in seno all'analisi ufficiale, ovvero il panel test.
Però, appena sotto, si afferma che il panel test una procedura di degustazione, riportando così implicitamente al punto precedente, dove la degustazione prevede l'analisi visiva.
E' vero che la lingua italiana lascia all'interpretazione nel contesto della frase o discorso il concetto stesso di degustazione, il cui significato è: assaggio proposto o effettuato a fini tecnici (di classificazione) o reclamistici. Colui il quale scrive il testo dovrebbe quindi essere ben attento a distinguere i piani.
E' evidente che la degustazione effettuata secondo le tre fasi descritte precedentemente è a fini reclamistici. Ecco allora che non ci sta l'inciso, anche evidenziato in neretto: “la prova di assaggio effettuata da professionisti è richiesta dalle normative europee”. Confondere la degustazione operata da buongustai con quella effettuata da professionisti è banalizzare la competenza degli assaggiatori, dando luogo a un messaggio ad alto tasso di ambiguità che confonde i piani tra assaggio tecnico e reclamistico.
Insomma un errore da matita blu.

Se la cultura sull'olio d'oliva inizia dal mondo oleario, si parte già azzoppati.
Semplificare concetti complessi è doveroso, piegarli fino alla loro trasfigurazione per finalità di comunicazione e marketing è inammissibile per chi, come Salov, dispone di alte professionalità interne.
Altrimenti poi non ci si può lamentare se il consumatore sceglie solo e sempre l'olio in offerta.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Potassio e zinco per via fogliare: la combinazione vincente per olive più grandi e produttive

Una sperimentazione condotta su piante di olivo quindicenni ha dimostrato che l'applicazione fogliare combinata di potassio e zinco, alle giuste dosi, può incrementare significativamente la produzione e migliorare la qualità delle olive, con un aumento della resa per pianta che supera il 50% rispetto ai testimoni non trattati

03 settembre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Le popolazioni della mosca delle olive in scenari di riscaldamento globale: la gestione sostenibile dell'olivicoltura

Le popolazioni della mosca delle olive (Bactrocera oleae) sono fortemente influenzate dalle variazioni termiche, con importanti ricadute sulle strategie di difesa. Ecco gli effetti della temperatura, delle ondate di calore e delle strategie di controllo, fornendo indicazioni operative per ottimizzare gli interventi in un contesto di cambiamento climatico

02 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

L'azoto e la qualità dell'olio d'oliva: come la gestione della fertilizzazione influisce sulla temperatura della chioma e sulle caratteristiche del prodotto finale

L'equilibrio nutrizionale negli oliveti in asciutto determina non solo la resa produttiva ma anche la qualità dell'olio, agendo sulla capacità della pianta di gestire lo stress termico estivo. Uno studio svela le relazioni tra azoto, temperatura della chioma e parametri qualitativi dell'olio

02 settembre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Olio d'oliva siciliano: un tesoro di salute tra antiche cultivar e nuove scoperte

La Sicilia, terra di sole e tradizioni millenarie, custodisce un patrimonio di biodiversità unico al mondo, e i suoi oli extravergine di oliva ne sono un prezioso esempio. Ecco le straordinarie proprietà nutraceutiche di tre cultivar siciliane, tra cui una varietà quasi dimenticata, il Verdello

01 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Il momento ideale per la raccolta delle olive in base alla maturazione fenolica

Ecco i meccanismi molecolari che regolano la sintesi dei polifenoli durante la maturazione delle olive, offrendo agli olivicoltori strumenti per ottimizzare qualità e tempo di raccolta

31 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

La sfida della nuova PAC per l'olivicoltura italiana: il modello ortofrutticolo è la risposta?

L'estensione del modello delle Organizzazioni dei Produttori (OP) dal settore ortofrutticolo all'olivicolo rappresenta uno degli esperimenti più significativi della PAC 2023-2027. Ma questa scelta, che mira a rafforzare il potere contrattuale degli olivicoltori e a favorire l'aggregazione dell'offerta, si scontra con una realtà fatta di aziende frammentate e una storica riluttanza degli agricoltori a conferire la propria produzione alle cooperative

30 agosto 2026 | 11:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati