L'arca olearia
L'origine e le proprietà delle proteine dell'olio extra vergine d'oliva
L'identità di queste proteine e il loro impatto sull'olio d'oliva è stato per molto tempo un'incognita. Evidenziata anche la presenza di diverse proteine di natura allergenica, tra le quali spicca la profilina
06 aprile 2021 | R. T.
I ricercatori del gruppo BReMAP (Biologia Riproduttiva e Microscopia Vegetale Avanzata) della Stazione Sperimentale Zaidín (EEZ-CSIC) sono riusciti a determinare per la prima volta la composizione e l'origine dell'insieme delle proteine (il proteoma) dell'olio extravergine d'oliva.
Questo studio, pubblicato in Food Chemistry X e ampliato in Data in Brief, mostra che alcune proteine delle olive resistono al processo di molitura ed estrazione, e vengono trasferite intatte nell'extra vergine.
E' il seme come la principale fonte di proteine nell'olio, come riportato dal EEZ-CSIC.
L'identità di queste proteine e il loro impatto sull'olio d'oliva è un'incognita da quando la frazione proteica è stata isolata e quantificata per la prima volta da campioni di olio d'oliva vergine e raffinato nel 2001.
Le proteine di stoccaggio dei semi (SSP) costituiscono i principali componenti del proteoma dell'olio d'oliva.
Secondo l'EEZ-CSIC, alcuni studi mostrano che queste proteine hanno proprietà nutrizionali altamente desiderabili, così come la capacità anti-infiammatoria, e potrebbero modulare le vie di segnalazione dell'insulina.
Questi risultati aprono la porta all'uso potenziale delle proteine SSP come base per la creazione di alimenti e oli funzionali nel prossimo futuro.
Oltre a queste proteine, l'olio d'oliva contiene un enzima lipossigenasi che potrebbe essere parzialmente responsabile del deterioramento ossidativo degli acidi grassi insaturi e dei pigmenti nell'olio d'oliva. È stata anche evidenziata la presenza di diverse proteine di natura allergenica, tra le quali spicca la profilina. Questo panallergene è un buon candidato per lo studio come responsabile della sindrome polline-cibo che è stata recentemente descritta in alcuni pazienti allergici all'olio d'oliva.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Quanto costa la raccolta con abbacchiatori al fisico dei raccoglitori di olive?
Uno studio pilota italiano pubblicato su Applied Sciences ha misurato gli effetti acuti di soli 15 minuti di lavoro con un abbacchiatore elettrico. Risultato: aumento significativo di tono e rigidità nei muscoli del braccio dominante, asimmetrie marcate tra i due lati del corpo
27 ottobre 2026 | 13:00
L'arca olearia
La lebbra dell'olivo: conoscerla per difendere la resa e la qualità dell'olio
La lebbra colpisce i frutti in maturazione, provocandone la caduta o la mummificazione, con perdite di produzione che possono arrivare alla totalità del raccolto e con un degrado sensibile della qualità dell'olio. La difesa efficace richiede un approccio olistico
26 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Gli olivicoltori devono imparare a monetizzare la riduzione dei pesticidi
Una ricerca su oltre 5.000 consumatori in cinque Paesi UE dimostra che il 73% è disposto a pagare un premio medio del 24% per un olio extravergine prodotto con il 40% in meno di pesticidi. Ecco cosa dicono i dati e cosa possono fare concretamente le aziende olivicole
26 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Ecco perchè l'olio d'oliva italiano perde terreno: specializzazione alta ma competitività in fuga
Mentre Portogallo e Cile corrono grazie a impianti superintensivi e strategie export aggressive, l'Italia registra il peggior contributo competitivo del campione. La Tunisia è la più specializzata ma la più fragile, la Spagna resta grande ma stagnante. Per il Belpaese la sfida si gioca su qualità, tracciabilità e rilancio del valore, non sui volumi
26 ottobre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Dagli olivi di San Lorenzo Maggiore arriva la prima "carta d'identità" chimica e spettroscopica dell'olio
Uno studio dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli ha analizzato 45 oli di piccoli produttori della Valle Telesina: la maggior parte rientra nei limiti individuali di acidità e perossidi, quattro campioni li superano. L'ATR-FTIR si conferma strumento rapido di fingerprinting
25 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
HACCP nelle olive da tavola: ecco due metodi di valutazione del rischio
Una ricerca condotta su un impianto industriale di Siviglia mette a confronto la matrice 4×4 e l'analisi FMEA applicate alla produzione delle olive verdi alla spagnola e delle olive nere alla californiana: entrambi gli strumenti individuano gli stessi pericoli significativi, ma con sensibilità diverse
25 ottobre 2026 | 09:00