L'arca olearia
Gravi focolai di cecidomia dell'olivo nel bacino del Mediterraneo
La fotosintesi netta e la conduttanza stomatica erano significativamente più basse solo nelle foglie infestate, inducendo a considerare che i sintomi di sofferenza sono limitati agli organi attaccati
01 aprile 2021 | R. T.
Dasineura oleae (Angelini, 1831) (Diptera: Cecidomyiidae), l'agente galligeno delle foglie di Olea europaea L., è sempre stato considerato solo un parassita secondario dell'oliveto poiché non causa alcun danno diretto alla produzione di olive.
Tuttavia, recentemente sono stati registrati gravi focolai nel bacino del Mediterraneo.
La Scuola Superiore Sant'Anna ha fatto luce sulla potenziale alterazione che l'azione trofica di D. oleae può innescare sulla morfologia fogliare e su alcune attività fisiologiche delle foglie di olivo (O. europaea cv Frantoio), poiché esse sono strettamente legate all'accumulo di fotosintati e alla produzione di olive.
La fotosintesi netta e la conduttanza stomatica erano significativamente più basse solo nelle foglie infestate, inducendo a considerare che i sintomi di sofferenza sono limitati agli organi attaccati.
L'allungamento dei germogli nelle piante di controllo rispetto a quelle infestate non mostra alcuna differenza tra i due trattamenti.
Il contenuto di polifenoli è stato analizzato nei tessuti che circondano le galle di D. oleae, e non sono stati registrati deficit rispetto alle foglie di controllo.
Anche se le prove di laboratorio non rivelano effetti drammatici su queste attività fisiologiche, sono necessari ulteriori esperimenti per mettere in relazione l'alterazione fisiologica in campo e la produzione di frutta di oliva.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Acetamiprid e flupyradifurone nell’olio d'oliva: cosa succede ai residui dopo il trattamento contro la mosca dell'olivo
Acetamiprid e flupyradifurone sono insetticidi sistemici con un comportamento chimico molto diverso da quello dei principi attivi fortemente lipofili. Il semplice trascorrere dei giorni dopo il trattamento non è sufficiente, da solo, per prevedere la concentrazione finale: dose, epoca di applicazione, sviluppo della drupa, condizioni meteorologiche e processo di estrazione incidono sulla residualità
28 settembre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Dalle acque reflue dei frantoi un concentrato di polifenoli per fortificare il succo di arancia rossa
Un sistema di filtrazione a membrane consente di recuperare dall’acqua di vegetazione elevate quantità di idrossitirosolo e altri composti bioattivi. Un concentrato ottenuto per osmosi inversa, aggiunto al succo di arancia rossa, ha mantenuto attività antiossidante e caratteristiche sensoriali accettabili anche dopo 60 giorni di conservazione refrigerata
28 settembre 2026 | 09:00
L'arca olearia
Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53: stessa origine per il batterio in Italia e in Francia
Un’analisi genomica delle popolazioni di Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53 rinvenute in Francia evidenzia una stretta parentela con i ceppi italiani. I risultati suggeriscono che alcuni isolati francesi potrebbero derivare dallo stesso evento di introduzione che ha interessato l’Italia
27 settembre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva miscelato con oli di semi, ecco i tre semplici parametri per smascherare la frode
Acidità, perossidi, coefficienti di estinzione UV, pigmenti e polifenoli possono essere utilizzati insieme per individuare l’aggiunta di oli di soia, girasole e mais all’olio extravergine di oliva. K268, contenuto fenolico e attività antiossidante siano particolarmente informativi
27 settembre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Funghi nematofagi nei suoli degli oliveti del Mediterraneo: ecco perché il clima conta più della gestione biologica
Il ruolo dei funghi nematofagi, predatori naturali dei nematodi parassiti delle piante, negli agroecosistemi olivicoli. La loro presenza e attività non dipendono tanto dal metodo di coltivazione (biologico vs convenzionale), quanto piuttosto da fattori climatici e pedologici, in particolare dall'aridità
26 settembre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Produzione d'olio di oliva in Italia in calo a 260 mila tonnellate e nel Mediterraneo cambia geografia produttiva e commerciale
Puglia, Sicilia e Calabria pagano alternanza e siccità, mentre Centro e Nord recuperano solo in parte. Intanto la geografia dell’offerta mediterranea cambia: Spagna e Grecia tornano a crescere, la Turchia aumenta la disponibilità, mentre Tunisia e Marocco sono attesi in forte calo
25 settembre 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli, Marcello Scoccia