L'arca olearia
Come valutare il momento più opportuno per iniziare la raccolta delle olive
Analisi degli zuccheri fermentescibili e/o determinazione dei polifenoli per determinare il miglior momento nella raccolta delle olive a seconda che si voglia la massima resa o il picco delle proprietà organolettiche
23 ottobre 2020 | Simone Pucci
Per individuare il periodo migliore per la raccolta è necessario prendere in esame il risultato che si desidera ottenere e il mercato a cui è destinato il prodotto finito. In base a queste considerazioni si può scegliere se privilegiare la resa in olio, massimizzare il profilo organolettico del prodotto oppure bilanciare le due caratteristiche il più possibile.
Ottenere una buona resa
Per ottenere una buona resa, senza perdere troppo in termini di qualità, è necessario attendere la maturazione tecnologica per effettuare la raccolta. Come riportato in diversi studi scientifici, è necessario determinare l’andamento del quantitativo di zuccheri fermentescibili contenuto nelle olive nel periodo precedente alla raccolta per stimare il loro grado di maturazione.
Basandosi su questi risultati, nel 2019 nel laboratorio chimico “CDR Chemical Lab Francesco Bonicolini” abbiamo condotto uno studio con l’obiettivo di mettere a punto un sistema rapido e semplice per individuare il momento migliore per la raccolta delle olive in base alla loro maturazione tecnologica.

L’analisi dei dati ottenuti ci ha permesso di confermare i risultati degli studi esistenti in letteratura: determinare l’andamento della concentrazione degli zuccheri nelle olive durante la loro maturazione permette di stimare la maturazione tecnologica del frutto e dà importanti indicazioni sul momento più opportuno per effettuare la raccolta.
Impiegando il sistema di estrazione CDR e il sistema di analisi CDR OxiTester corredato del nuovo test del contenuto degli zuccheri nelle olive, abbiamo messo a punto un metodo ottimizzato per lo studio dell’andamento dello stato di maturazione delle drupe facilmente riproducibile anche in aziende piccole e non dotate di laboratorio.
Massimizzare le proprietà organolettiche
Se invece un produttore volesse puntare sulla qualità del proprio olio ricercando esclusivamente proprietà organolettiche spiccate senza pensare troppo alla resa, è necessario che ponga l’attenzione sulla determinazione dei polifenoli.
Come è noto i polifenoli sono tra i componenti più preziosi dell’olio di oliva: ne determinano il caratteristico aroma fruttato e il gusto piccante e amaro, proteggono l’olio dall’irrancidimento e svolgono una potente azione antiossidante anche sul nostro organismo.
Per massimizzare il contenuto di polifenoli nell’olio prodotto è sicuramente opportuno anticipare la raccolta e ottimizzare il processo di molitura, ma è molto importante anche la determinazione della quantità di questi composti nelle olive durante la loro maturazione.
Per dimostrare quanto sia importante la determinazione dei polifenoli totali nelle drupe, abbiamo provato a fare una “fotografia” in campo a fine ottobre analizzando i parametri di qualità sulle olive in modo da valutare come questi cambino nel tempo e a seconda della cultivar.
Anche in questo caso abbiamo utilizzato il sistema di estrazione CDR e una centrifuga per ottenere da un campione di olive una piccola quantità di olio, sufficiente per essere analizzata con CDR OxiTester.

A seconda della cultivar, le paste ottenute hanno presentato colorazioni piuttosto diverse tra di loro, e anche gli oli estratti sono risultati di colorazioni nettamente diverse e parametri chimici molto distanti fra loro.

Per verificare l’andamento del contenuto di polifenoli nelle olive durante la loro maturazione abbiamo ripetuto l’analisi dopo una settimana, con le stesse modalità di prelievo.

Abbiamo notato una diminuzione del quantitativo di polifenoli su tutte le cultivar, dovuto sicuramente ad un progresso di maturazione e probabilmente a qualche giorno di pioggia che può aver aumentato la percentuale di acqua all’interno dell’oliva e favorito un passaggio dei composti fenolici nella fase acquosa.
Alcune considerazioni interessanti fatte sulla base dei risultati delle analisi dell’olio proveniente dall’oliveta presa in esame: acidità e perossidi sono in linea con quanto trovato sulle olive, mentre il quantitativo di polifenoli è mediamente molto più basso rispetto a quanto ottenuto sulle olive, perché la fase di gramolatura inevitabilmente favorisce il passaggio dei polifenoli dalla fase apolare (olio) alla fase polare (acqua).
Conclusioni
In conclusione analizzando il contenuto dei polifenoli totali e il contenuto di zuccheri fermentescibili nelle olive durante la loro fase di maturazione è possibile individuare il periodo più opportuno per effettuare la raccolta, in accordo con le caratteristiche del prodotto finito che si desidera ottenere.
Conoscendo il contenuto di polifenoli delle olive e analizzando l’olio prodotto si può controllare e ottimizzare il processo di molitura in modo da massimizzarne l’estrazione.
Impiegando CDR OxiTester e il sistema di estrazione a freddo CDR è stato messo a punto un metodo semplice e facilmente riproducibile per la determinazione della maturità tecnologica delle olive e della quantità di polifenoli presente nelle drupe, che può essere adottato anche da aziende piccole che non sono dotate di un laboratorio chimico per valutare il momento migliore della raccolta.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
PAC e olivicoltura italiana, un aiuto che non aiuta tutti: ecco chi ci guadagna e chi ci perde
L’analisi condotta su dati FADN 2010-2022 rivela che il sostegno del secondo pilastro funziona solo per un terzo delle aziende. Quelle più fragili e marginali ottengono un vero vantaggio, mentre le imprese già competitive non traggono benefici significativi. Un campanello d’allarme
04 settembre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Olio d’oliva di qualità superiore: la rivoluzione dell’hydrocooling nel pre-condizionamento delle olive
Un innovativo studio condotto in Toscana dimostra come il raffreddamento rapido delle olive appena raccolte possa migliorare significativamente il profilo aromatico e la qualità dell’olio extravergine, con benefici che si protraggono fino a un anno dopo la produzione
04 settembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
L'inclinazione dei rami nell'olivo: come l'angolo di curvatura influenza produzione e qualità dell'olio
Gestione della chioma: gli effetti di diversi angoli di curvatura (60°, 90° e 110°) sulle risposte fisiologiche e metaboliche dell'olivo, con particolare attenzione alla varietà Frantoio. I risultati evidenziano come un'inclinazione di 90° favorisca il massimo accumulo di olio nei frutti, mentre angoli più accentuati (110°) aumentino la produzione complessiva ma richiedano attenzioni specifiche nella gestione nutrizionale
04 settembre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Olio extravergine d'oliva, un giallo tutto italiano: tra panel test, multe milionarie e assoluzioni a sorpresa
La filiera dell'olio d'oliva, vanto del Made in Italy e pilastro dell’agroalimentare nazionale, è attraversata da una profonda dicotomia: un quadro normativo europeo tra i più avanzati al mondo e un’applicazione sul campo che sconta disomogeneità, incertezze interpretative e un’allarmante difformità di giudizio tra le autorità di controllo, l’Antitrust e la magistratura
04 settembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
L'influenza del pH del suolo sulla risposta dell'olivo alla concimazione azotata
Il suolo alcalino, nonostante presentasse un contenuto di azoto totale più elevato, ha mostrato concentrazioni di azoto fogliare inferiori al range considerato ottimale per l'olivo. La mineralizzazione dell'azoto organico è ridotta e si verificano perdite per volatilizzazione dell'ammoniaca
04 settembre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Potassio e zinco per via fogliare: la combinazione vincente per olive più grandi e produttive
Una sperimentazione condotta su piante di olivo quindicenni ha dimostrato che l'applicazione fogliare combinata di potassio e zinco, alle giuste dosi, può incrementare significativamente la produzione e migliorare la qualità delle olive, con un aumento della resa per pianta che supera il 50% rispetto ai testimoni non trattati
03 settembre 2026 | 15:00