L'arca olearia
PRESENTATA LA PIATTAFORMA POLITICA PER IL RILANCIO DELL'OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA ITALIANO. I FRANTOIANI DELL'AIFO LAVORANO PER UNA STRETTA IDENTITA' TRA TERRITORIO, OLIO E STANDARD QUALITATIVI
Puntare a un nuovo modello, ecco cosa è necessario fare di qui in avanti. Occorrono nuove politiche del lavoro, della sicurezza alimentare e del credito. Inoltre, l'annosa questione del "made in Italy" è fondamentale che venga risolta in tempi brevi
31 marzo 2007 | Mena Aloia
Si è svolto a Salerno, lo scorso 24 marzo, lâannuale Assemblea nazionale di Aifo, l'Associazione italiana frantoiani oleari, un momento dâincontro durante il quale è stata presentata la piattaforma politica per il rilancio dellâolio extra vergine di oliva italiano di frantoio.
Sono i frantoiani, dunque, i veri protagonisti della filiera, a sentirsi ora chiamati in prima persona a sviluppare un nuovo modello di âimpresa frantoioâ. Per fare ciò, c'è bisogno di nuove politiche del lavoro, della sicurezza alimentare e del credito, nonché di nuove politiche che affrontino - finalmente, e seriamente - lâoramai annoso problema del âmade in Italyâ.
Eâ necessario fare un patto - ha dichiarato nel suo intervento lâonorevole Gianpaolo Sodano, vice presidente di Aifo - con le associazioni dei consumatori, per far abrogare le norme assurde e gli impedimenti che minano il made in Italy e consentono contraffazioni legalizzate.
A parere di Aifo si può scommettere sullâitalian style e sulla dieta mediterranea, ma si deve dare impulso allâidentificazione dei prodotti con la loro origine per definire unâidentità stretta tra territorio, prodotto e standard qualitativi.
In merito a questo aspetto della discussione, Piero Gonnelli, presidente di Aifo, ha richiamato lâattenzione, clamorosamente contraddittoria, del ministro Bersani che ha clamorosamente âliberalizzatoâ lâuso delle ampolle nei ristoranti.
Lo sviluppo di iniziative, aggiunge Gonnelli, volte a far diventare il comparto oleario italiano il buyer internazionale del Mediterraneo, non può avvenire a discapito delle peculiarità del prodotto italiano e del diritto allâacquisto consapevole dei consumatori.
Lâassociazionismo ha un ruolo importante per assicurare sviluppo e competitività alle imprese frantoiane italiane, ma, come ha fatto notare
Antonio Marzocca, direttore di Aifo, bisogna porre le basi di un associazionismo strategico; è finito il tempo di quello ideologico, volontario, assistito. In maniera ipocrita - ha concluso - si potrebbe affermare che è necessario il contributo e lâaccordo di tutti; al contrario si ritiene che il valore di questa battaglia che bisogna intraprendere deve contare sulle forze produttive reali che sono solo 1,3% dei cosiddetti olivicoltori, ma che rappresenta il 25% della produzione nazionale di olive, con le imprese frantoiane più attente alle dinamiche del mercato, e con gli operatori dellâindustria che sposano questa strategia.
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