L'arca olearia
Arricchire l'olio extra vergine di oliva grazie alle scorze di agrumi
Le scorze di agrumi, spesso sottoprodotti dell'industria alimentare, possono essere utilizzate, dopo criomacerazione, per produrre un nuovo tipo di condimento, con elevata presenza di carotenoidi, naringenina e fenoli minori ma anche tirosolo e idrossitirosolo
20 dicembre 2019 | R. T.
Sono stati caratterizzati gli oli essenziali estratti dalle bucce di due agrumi toscani della provincia di Massa.
Inoltre, il flavedo di queste specie è stato utilizzato per la produzione di due condimenti a base di olio e agrumi ottenuti con un metodo innovativo in cui le scorze degli agrumi vengono criomacerate e poi frante con le olive.

La presenza di composti funzionali, quali carotenoidi, naringenina e fenoli minori, classifica questi condimenti come nutraceutici con la potenzialità di sviluppare alimenti arricchiti in grado di favorire una sana alimentazione.

Inoltre, la maggiore presenza di tirosolo e idrossitirosolo, rispetto all'olio non aromatizzato, evidenzia ulteriormente il valore nutrizionale per i due condimenti, essendo questi composti fenolici riconosciuti come buoni possibili candidati terapeutici per l'inibizione di malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson.
In questa prospettiva, le scorze di agrumi, ricche di composti bioattivi, possono essere valorizzate trasformando la loro natura di rifiuti in una risorsa innovativa.
Bibliografia
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