L'arca olearia
Campagna olearia italiana ferma: prodotto il 20% delle stime
A fine novembre risultano giacenti solo 83 mila tonnellate di olio extra vergine di oliva nazionale, in calo del 37% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato. Nonostante una campagna olearia che viaggia col freno a mano tirato, le quotazioni continuano a calare. C'è qualcosa che non sta funzionando
06 dicembre 2019 | T N
Partiamo dai numeri ufficiali, quelli dei Report Frantoio Italia dell'Icqrf.
A fine settembre, secondo il Report al 1 ottobre, erano giacenti 47 mila tonnellate di olio extra vergine d'oliva nazionale, di cui 42 mila sfuso.
A fine novembre, secondo il Report al 1 dicembre, erano giacenti 83 mila tonnellate di olio extra vergine di oliva italiano, di cui 77 mila sfuso.
Fin qui i dati ufficiali.
Lungo tutti i mesi del 2019, le vendite di olio extra vergine di oliva nazionale sono state abbastanza costanti e nell'ordine delle 8 mila tonnellate al mese.
E' noto che, nei primi mesi della campagna olearia, il commercializzato sia più elevato e possiamo stimare che i consumi siano stati più elevati del 50%, ovvero che a ottobre e novembre siano state vendute 25 mila tonnellate di olio.
Sottraendo il dato di giacenza attuale, 83 mila tonnellate, alla giacenza a fine settembre, 47 mila tonnellate, e otteniamo un dato di 36 mila tonnellate a cui vanno aggiunte le vendite stimate a ottobre e novembre, pari a 25 mila tonnellate.
La stima dell'olio extra vergine di oliva nazionale prodotto nei primi due mesi della campagna olearia è dunque 61 mila tonnellate.
Arrotondiamo pure per eccesso questa stima e arriviamo a 70 mila tonnellate, ovvero poco più di un quinto della previsione di produzione a inizio campagna olearia.
La distribuzione provinciale mostra una significativa concentrazione degli stock di olio: in sole 12
province si concentra oltre i due terzi dell’olio detenuto in Italia. Tra le prime 12 province troviamo
5 province del centro nord: Perugia, Lucca, Firenze, Imperia e Siena. La provincia di Barletta-Andria-Trani, storico bacino produttivo dell’olivicoltura italiana, con 16.078 tonnellate di olio, è seconda dopo la provincia di Bari.
A livello regionale, le prime 5 Regioni (Puglia, Toscana, Calabria, Sicilia e Umbria) hanno in
giacenza il 77% dell’intera giacenza nazionale. La Calabria, tuttavia, si differenzia dalle altre regioni per la giacenza di olio lampante che rappresenta il 26% della giacenza regionale di oli di oliva e il 35% della giacenza nazionale di olio di oliva lampante. Questa categoria di olio è concentrata, a livello regionale, nella provincia di Reggio Calabria (4.966 tonnellate, pari al 79% circa della giacenza regionale e al 28% della giacenza nazionale di olio lampante)
Il meteo di novembre non ha aiutato e il cattivo tempo ha certamente rallentato le operazioni di raccolta, però era molto tempo che non si vedeva un dato così negativo.
Le giacenze di olio extra vergine di oliva nazionale sono inferiori del 37% rispetto a quelle del 2018, annus horribilis dell'olivicoltura italiana, quando la produzione italiana si fermò a 185 mila tonnellate.

Ora la produzione c'è ancora, almeno in Puglia e Calabria, ma è sugli alberi.
La quotazione all'ingrosso per l'extra vergine di oliva italiano è arrivata ormai intorno ai 3,5 euro/kg e qualche operatore scommette che potrebbe calare ancora, a 3 euro/kg circa. Il prezzo delle olive, di conseguenza, è crollato. Partito da 70-80 euro/quintale a inizio campagna olearia, quando erano alte le richieste al centro nord, è calato a 35-40 euro/quintale. Si è dimezzato.
C'è da chiedersi se davvero l'Italia raggiungerà le 300 mila tonnellate di produzione quest'anno...
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