L'arca olearia

Il vaso policonico semplificato su Coratina, eresia o realtà?

Concluso il 17° Campionato Nazionale di potatura dell’olivo che si è svolto a Corato con un vincotore dalle Marche. Le chiome erano completamente rivestite di mignole in fase di formazione, un bel preludio per una grande produzione

18 aprile 2019 | Barbara Alfei

Tra una goccia di pioggia e l’altra, illuminati da deboli raggi di sole, sabato 13 aprile si sono sfidati a suon di seghetto e svettatoio i migliori potatori d’Italia, selezionati da ben 17 regioni (mancavano all'appello solo Trentino, Piemonte e Valle D'Aosta), per decretare il campione Forbici d’oro 2019.
Il 17° Campionato Nazionale di potatura dell’olivo, organizzato dall’ASSAM in collaborazione con il Comitato di Coordinamento presieduto da Franco Famiani, la Scuola di potatura diretta da Giorgio Pannelli e le Associazioni olivicole marchigiane, si è tenuto presso l’Agriturismo “La Locanda tra gli Ulivi” a Corato (BA), nell’ambito della 4° edizione Nova Agricoltura in Oliveto organizzata da Nova Agricoltura, con il sostegno della Regione Puglia. A latere del Campionato di potatura esperti Edagricole, in collaborazione con lo studio agronomico locale De Agricoltura, hanno organizzato workshop e laboratori sperimentali per far conoscere i prodotti più innovativi per una gestione razionale della nutrizione e della difesa dell’oliveto.

L’anno dei giovani
Un campionato più “giovane” del solito, grazie alla presenza di studenti selezionati attraverso il 1° Campionato Nazionale degli studenti degli Istituti Agrari d'Italia, che si è tenuto a Macerata il 21 marzo scorso in occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell'Istituto G. Garibaldi di Macerata. Un percorso avviato timidamente qualche anno fa in qualche regione, che si va strutturando, con momenti di formazione e selezione, con l’obiettivo di suscitare entusiasmo attorno alla scuola e al lavoro; competenza tecnica e passione quindi alla base di una professionalità futura nel settore della olivicoltura. I primi 3 classificati ammessi a partecipare al nazionale, per un sano confronto con gli adulti, venivano dalle scuole di Cerreto di Spoleto (Umbria), Rieti (Lazio), Larino (Molise); a questi si sono aggiunti altri studenti derivanti da selezioni regionali. Non mancavano inoltre le rappresentanti del gentil sesso: Nicoletta Rita Boccali dall’Umbria, che si è classificata nona nella graduatoria complessiva, Cosima Deiana campionessa regionale Sardegna, e la storica campionessa del Friuli Karmen Stepan.
Centinaia di spettatori hanno affrontato le avverse condizioni meteo per assistere alla finale del campionato, dove i 60 concorrenti selezionati attraverso i concorsi regionali, hanno potato 3 piante a testa in un tempo massimo di 30 minuti, con operazioni effettuate rigorosamente da terra; 10 gli assistenti di campo a supporto della gara.
La Giuria presieduta da Franco Famiani (Università di Perugia) e composta da Barbara Alfei (ASSAM – Marche), Maurizio Corbo (ARSIAM – Molise), Vincenzo Petruzzella (Università di Bari) e Tiziano Aleandri (potatore professionista, campione Forbici d'oro 2011), ha valutato le 180 piante sulla base dei 5 parametri conformazione della cima, equilibrio tra le branche primarie, conformazione branche secondarie, equilibrio vegeto-produttivo e rispondenza alla conformazione ideale, consentendo alla Segreteria, egregiamente coordinata da Donatella Di Sebastiano, di elaborare la graduatoria finale. Il parametro tempo è stato preso in considerazione solo per risolvere casi di parità di punteggio.
La Giuria nel complesso ha evidenziato un livello tecnico elevato dei concorrenti che, nella quasi totalità, hanno ben strutturato le piante secondo lo schema a vaso policonico; si stanno registrando progressivi miglioramenti anno dopo anno, anche grazie al moltiplicarsi dei corsi di formazione nelle diverse regioni olivicole oltre che ai momenti di confronto rappresentati dai campionati di potatura regionali, che ormai sono tenuti nella quasi totalità delle regioni olivicole italiane, e nazionali.

I premiati
Un podio geograficamente ben rappresentato, isole comprese.
Campione Forbici d’oro 2019 è stato proclamato Marco Lanciotti dalle Marche, al secondo posto Luigi Auletta dalla Basilicata (regione new entry nelle pre-selezioni), terzo classificato il marchigiano Gian Marco Di Cecco, quarto Gabriele Chelo dalla Sardegna, al quinto posto Giovanni Di Carlo dall’Abruzzo, al sesto Mezzacappa Benedetto dal Molise, al settimo Tullio Ricci dal Lazio, all’ottavo Domenico Bianco dalla Puglia; nona classificata Nicoletta Rita Boccali dall’Umbria e decimo Enzo Lauri dalle Marche.
Il premio al miglior studente è andato a Petruccelli Giuseppe dall’Istituto Agrario di Larino (Molise); il premio alla miglior squadra è andato alle Marche, grazie al contributo di Marco Lanciotti, Gian Marco Di Cecco ed Enzo Lauri.
La classifica degli idonei può essere consultata sul sito www.assam.marche.it

Dal vaso barese al policonico semplificato
Un messaggio importante è arrivato al pubblico: al termine della gara Giorgio Pannelli, direttore della Scuola di Potatura dell’Olivo (www.scuolapotaturaolivo.it), ha dato dimostrazione pratica alle centinaia di spettatori di come si possa trasformare, con semplici interventi di ristrutturazione, la forma di allevamento tradizionale del territorio - vaso dicotomico, in vaso policonico semplificato.
"Nel centro della Puglia (provincie di Bari e BAT), dove prevalgono le varietà Coratina ed Ogliarola barese (sinonimo Cima di Bitonto), la potatura viene regolarmente effettuata praticando un’acefalia parzialmente rispettosa delle necessità di sviluppo degli alberi. Fin dalla piantagione le piante vengono allevate a vaso dicotomico con struttura cosiddetta a forchetta, cioè con una continua divisione dicotomica delle originarie due branche primarie, quindi con una chioma chiusa prevalentemente al vertice. Questo consente elevate produzioni unitarie ma aumenta i costi di manutenzione di una chioma troppo ricca di legno strutturale nella zona apicale, esponendo anche a rischi di infortuni sul lavoro visto che le operazioni vengono eseguite con scale oppure con addetti che salgono direttamente sulle piante (ragione dell’allevamento a forchetta).
La forma di allevamento a vaso policonico, in sostituzione di quella a vaso dicotomico, asseconda il naturale modello di sviluppo dell’olivo, rispetta il rapporto volumetrico tra chioma e radici, salvaguarda l’esercizio della dominanza apicale e consente l’intercettazione di una elevata quantità di energia radiante nella porzione inferiore di chioma, esponendo alla luce gran parte delle foglie e della superficie fruttificante. Alla forma originaria ora si applica una potatura “semplificata”, con particolari di esecuzione applicati con elasticità, evitando potature troppo severe, con il supporto degli altri interventi di tecnica colturale per accelerare lo sviluppo.
Le operazioni di ordinaria manutenzione di una chioma allevata secondo i principi del vaso policonico “semplificato” appaiono, quindi, semplici, rapide e convenienti per ogni tipologia di oliveto e/o di pianta. Gli interventi potranno essere effettuati in sequenza prioritaria iniziando dal controllo dei succhioni, proseguendo con la selezione delle cime ed il diradamento della vegetazione secondaria. Ad una maggiore esigenza dei primi interventi può corrispondere una minore attenzione per i secondi e viceversa, restando comunque nei tempi assegnati (max 5-10 minuti/pianta)"

Anche sulla Coratina si può…
E’ stata un'emozione....toccare con mano, a Bisceglie, il vaso policonico su piante secolari di Coratina; opera dei fratelli Nardo e Giuseppe Di Niso che, con professionalità e passione, a seguito degli insegnamenti del "maestro" Giorgio Pannelli, hanno riconvertito ettari di oliveti secolari dal vaso dicotomico al vaso policonico semplificato, con risultati entusiasmanti per riduzione costi di potatura e di raccolta e aumento della produzione. Le chiome erano completamente rivestite di mignole in fase di formazione…infiorescenze persino sui succhioni più sottili, un bel preludio per una grande produzione.
A Nova in Oliveto era inoltre presente Giovanni Quercia, il primo ad introdurre la forma di allevamento a vaso policonico nel Nord barese. Da 30 anni, insieme ai due figli, conduce 120 ha di un tale modello di oliveto con risultati invidiabili; ricorda le critiche esasperate cui fu sottoposto all’inizio dell’esperienza, accusato di allevare quelle inutili “bandiere” che, invece, sono il segreto del successo del modello per l’equilibrio che trasmettono alla porzione sottostante di chioma.

Il vaso policonico torna ad essere motivo di aggregazione tra tante persone “malate di olivite” o, ancora meglio, innamorate dell’olivo; Forbici d’oro si riconferma un percorso professionale e non un singolo evento, in cui si attivano sinergie tra tutte le forze in campo, provenienti da territori, tradizioni, culture diverse, unite da uno spirito positivo e propositivo, volto al recupero e alla valorizzazione della olivicoltura italiana ricca di biodiversità, passando attraverso competenza e professionalità…. e l’armata delle Fobici d’oro aumenta... “potatori, non tagliatori”.

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