L'arca olearia
Controllare l'olio extra vergine d'oliva in quest'annata difficile, un imperativo categorico
Poter analizzare il contenuto di polifenoli nel frutto prima della molitura permette di avere indicazioni importanti sull’impianto di frangitura. Poi nell'olio, oltre alle analisi di acidità e perossidi utili a assegnare la sua categoria di appartenenza, è necessario determinare i polifenoli
26 ottobre 2018 | Simone Pucci
Sono iniziate le prime lavorazioni in frantoio e come ogni anno l’interesse si focalizza su resa e qualità. L’annata si prospetta molto eterogenea a causa delle condizioni meteorologiche che sono il principale fattore che influisce positivamente o negativamente sul risultato dell’intero settore oleario.
Il sud dovrà fare i conti con un’estate piovosa e un sicuro “effetto mosca”, mentre il centro nord dovrà scontrarsi con le conseguenze di un lungo periodo siccitoso che, se da un lato può influenzare positivamente la qualità, di sicuro non facilita le operazioni in frantoio.
I parametri da determinare per ottenere un olio di qualità
Quali parametri posso essere determinati in frantoio prima e dopo la molitura delle olive per avere informazioni sulla qualità dell’olio prodotto?
Innanzitutto è importante identificare il momento giusto per la raccolta delle olive per ottenere il giusto bilanciamento tra resa e qualità. A questo scopo è importante determinare il contenuto di polifenoli delle olive. Infatti questo parametro aumenta durante la maturazione, arriva ad un punto di massimo e poi decresce.
Raccogliere le olive troppo presto potrebbe sfavorire la resa, perché ancora non tutto l’olio si è formato all’interno dell’oliva, ma raccoglierle troppo tardi può far sì che si ottenga un olio con polifenoli più bassi e quindi con proprietà organolettiche come amaro e piccante inferiori.
Un controllo del parametro acidità, direttamente sulle olive prima della molitura, può dare indicazioni importanti sulla qualità del frutto e quindi permettere di separare le partite di olio a secondo della qualità ancora prima della molitura.
Poter analizzare il contenuto di polifenoli nel frutto prima della molitura e poi nell’olio prodotto permette di avere indicazioni importanti sull’impianto di frangitura. Infatti, pur partendo da olive di ottima qualità ricche di polifenoli, un non corretto processo di estrazione può generare un olio di bassa qualità con scarso contenuto di polifenoli dal momento che questi composti sono solubili in acqua e sensibili alle alte temperature.
Come è noto i polifenoli hanno proprietà anti-ossidanti, per questo sono importanti per la conservazione dell’olio, perché lo preservano dall’ossidazione. Inoltre alcune famiglie di questi composti sono legate alle caratteristiche organolettiche dell’olio donando le caratteristiche note di amaro e piccante.
Quindi per stabilire la qualità di un olio, oltre alle analisi di acidità e perossidi utili a assegnare la sua categoria di appartenenza, è necessario determinare i polifenoli. Oli con bassi valori di acidità e perossidi sono facilmente reperibili, mentre oli di alta qualità con alti valori di polifenoli e quindi con una maggiore durata sono più rari e sicuramente di grande valore nutrizionale ed economico.
Il metodo CDR OxiTester
Il metodo CDR OxiTester per la determinazione dei polifenoli è stato concepito per fornire la massima affidabilità semplificando l’esecuzione dell’analisi. Per effettuare il test non è necessario l’aiuto di personale specializzato in tecniche di laboratorio e i tempi di analisi (circa cinque minuti) sono molto inferiori se confrontati con quelli dei metodi tradizionali.
Il metodo imita in cuvetta l’azione che i polifenoli esplicano contro i radicali liberi dell’olio e ne quantifica l’efficacia.

Il test dei Polifenoli eseguito con CDR OxiTester esprime anche una informazione relativa alla conservabilità (shelf life) dell’olio di oliva. Differentemente dal metodo ufficiale che necessità di molte ore per eseguire l’analisi, con CDR OxiTester si può avere questa informazione in pochi minuti.
Per la sua semplicità di uso il metodo CDR OxiTester può essere utilizzato in frantoio per monitorare la produzione al fine di migliorarne la qualità.
CDR OxiTester, confronto con il metodo ufficiale.
Il test dei Polifenoli Totali (Biofenoli) utilizzato da CDR OxiTester è stato tarato con il metodo di riferimento del Consiglio Oleicolo Internazionale. Come stabilito dal Laboratorio Chimico Merceologico di Firenze: i risultati di Polifenoli Totali su olio d’oliva, ottenuti con il sistema CDR OxiTester, sono ben correlati al metodo di riferimento internazionale (COI/T.20/Doc. n. 29: 2009).
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Scuotitori per la raccolta delle olive: come scegliere la macchina giusta e ottimizzare l’efficienza del cantiere
L’efficienza dipende dalla cultivar, dalla geometria della chioma, dalla maturazione delle olive, dalla resistenza del peduncolo e dall’organizzazione del cantiere. Ecco come scegliere lo scuotitore al tronco, regolare i parametri di lavoro e ridurre tempi, perdite e danni alle piante
16 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Raccolta meccanica e conservazione delle olive: cosa succede a fenoli e acidi grassi
Le olive raccolte a macchina subiscono danni invisibili che accelerano la degradazione di oleuropeina e acidi grassi, con differenze marcate tra varietà. Ecco cosa significa per chi deve decidere quando e come raccogliere e quanto a lungo può conservare il frutto prima della molitura
16 ottobre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Come simulare l'impatto ambientale dell'olio extravergine d'oliva prima di produrlo
Integrare un Digital Twin, una replica virtuale del frantoio validata sperimentalmente, con l'analisi del ciclo di vita (LCA) trasforma la valutazione ambientale da fotografia statica a strumento previsionale: : 1,30 kg di CO₂ equivalente per kg di olio, di cui appena 0,05 attribuibili alla fase industriale, e un consumo energetico di 0,055 kWh per litro
16 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Le cere della buccia d'oliva non sono solo una barriera: aiutano il fungo della lebbra a infettare il frutto
Uno studio dell'Università di Cordova dimostra che le cere epicuticolari dell'olivo forniscono segnali chimici che stimolano la germinazione dei conidi e la formazione degli appressori in Colletotrichum godetiae e C. nymphaeae. La suscettibilità aumenta con la maturazione del frutto
16 ottobre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Olio extravergine d'oliva, l’Europa rallenta ma Germania, Benelux e Polonia aumentano gli acquisti
Le esportazioni intracomunitarie di extravergine raggiungono circa 574.200 tonnellate, contro 617.100 tonnellate nei primi nove mesi del 2024/25. Per l’export italiano, la Germania è il principale mercato intracomunitario. La Francia è il secondo sbocco. La crescita di Belgio, Paesi Bassi e Polonia suggerisce opportunità di sviluppo
16 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva della provincia di Cosenza, promosso a pieni voti: alto valore nutrizionale e buona variabilità compositiva
Uno studio del CREA analizza 30 oli extravergine commerciali prodotti in 19 comuni del Cosentino: polifenoli tra 395 e 823 mg/kg, tocoferoli tra 238 e 488 mg/kg. Nessuna differenza significativa tra monovarietali e blend. Il futuro? Valorizzare la produzione locale di qualità
16 ottobre 2026 | 09:00