L'arca olearia

Tiriamo le somme sulla qualità dell'olio in questa campagna olearia

A livello qualitativo invece è sicuramente stata un’ottima annata. Come previsto all’inizio della stagione, la maggior parte dei campioni sono risultati di qualità alta o molto alta: la media dei polifenoli/biofenoli determinati è risultata molto alta

19 gennaio 2018 | Simone Pucci

La campagna olearia 2017 è ormai conclusa, possiamo tirare le somme.

Come ogni anno nei laboratori CDR, impiegando CDR OxiTester, abbiamo analizzato qualche decina di campioni di olio nuovo provenienti da varie zone della toscana, per capire se le previsioni fatte a inizio stagione sulla qualità dell’olio nuovo sono state rispettate.

All’inizio della stagione olearia 2017 sono state fatte previsioni di una produttività ridotta che sono state rispettate, anche se a livello nazionale la produzione ha registrato un incremento rispetto alla campagna olearia precedente.

Le cause della scarsa quantità di produzione di quest’anno sono da ricercare nel verificarsi di temperature troppo basse a primavera inoltrata, periodo in cui inizia la fioritura, seguite poi da una scarsa piovosità già a partire da maggio, che non ha favorito una corretta allegagione dei frutti.

A inizio stagione, in alcuni casi, si sono ottenute rese basse perché in molti casi è stato anticipato l’inizio della raccolta. Infatti, a causa dello stress idrico e termico subito nella stagione estiva, le drupe hanno mostrato un grado di invaiatura avanzato già a fine settembre che non sempre ha corrisposto a una effettiva maturazione.

Fortunatamente qualche pioggia autunnale ha riequilibrato l’idratazione dei frutti e a novembre le rese sono state medio/alte.

A livello qualitativo invece è sicuramente stata un’ottima annata.

Infatti nei mesi di luglio e agosto le piogge sono state scarse o assenti, e senza piogge il nemico principale della qualità in frantoio, la mosca olearia, non si è visto. Per questo, tutti i problemi legati alla tempestività nell’effettuare i trattamenti, la cascola o la velocità di raccolta/lavorazione, sono stati minimi.

Con questa premessa, a livello analitico ci aspettavamo delle acidità molto basse, che sono puntualmente arrivate.

Come abbiamo già riscontrato negli anni passati, una delle conseguenze positive di aver avuto un’estate siccitosa è il maggior contenuto di polifenoli che troviamo negli oli del nuovo raccolto.

Infatti, come previsto all’inizio della stagione, la maggior parte dei campioni sono risultati di qualità alta o molto alta: la media dei polifenoli/biofenoli determinati è risultata molto alta (560 mg/Kg) con i valori più alti che hanno sfiorato i 900 mg/Kg.

Ovviamente il riscontro organolettico ha confermato l’eccellente qualità del prodotto.

Vuoi saperne di più sulla qualità dell’olio toscano del 2017 e su come è stata influenzata dal clima? Leggi “Le analisi dell'olio toscano: studio della stagione 2017

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Foglie longeve e frutti pesanti: cosa ci insegna l’olivo sulla variabilità tra cultivar

Un ampio studio condotto su 52 varietà di olivo, sia coltivate che selvatiche, ha misurato per quattro anni durata delle foglie, fenologia e peso dei frutti. Ne emerge che la longevità fogliare varia fino al doppio tra le varietà. Foglie e frutti seguono logiche funzionali in gran parte indipendenti

06 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Lotta biologica alla mosca dell’olivo mediante trappole e sistemi “Attract and Kill”

Stretta relazione tra andamento climatico e sviluppo della mosca dell'olivo. Efficacia della cattura massale e influenza sulla dinamica delle infestazioni. La correlazione statistica tra densità delle popolazioni adulte e danno osservato sulle olive

05 giugno 2026 | 16:00

L'arca olearia

Nano fertilizzanti per l'olivo per diminuire l'alternanza di produzione

L’applicazione fogliare di concimi nano NPK e calcio-boro durante l’annata di “scarico” mostra aumenti notevoli di fioritura, allegagione e qualità dell’olio, insieme a una drastica riduzione dell’alternanza. Per l’olivicoltore, questo significa annate di riposo più produttive e una maggiore stabilità economica

05 giugno 2026 | 15:00

L'arca olearia

Sensibilità ai fungicidi di Pseudocercospora cladosporioides per una gestione sostenibile della cercosporiosi dell’olivo

L’olivicoltura uruguaiana ha registrato una forte espansione negli ultimi anni, con la cercosporiosi fogliare (Pseudocercospora cladosporioides) tra le principali minacce fitosanitarie. Ecco un confronto tra 18 principi attivi appartenenti a otto gruppi chimici per il controllo della patologia

05 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

Olivo in anticipo di un mese: lo scenario climatico estremo sconvolge la fioritura nel sud Italia

Uno studio basato su modelli IPCC scenario A2 prevede per la Calabria un aumento primaverile fino a +3°C entro il 2100. La fioritura dell’olivo potrebbe anticipare mediamente di 10-15 giorni, con punte di un mese nelle aree interne. Ne conseguono rischi per l’impollinazione, la produzione e la sopravvivenza stessa delle cultivar tradizionali

05 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Produrre olio di oliva "italiano" in Marocco: l'influenza del clima sulla qualità dell'extravergine

Differenze marcate tra le cultivar italiane Leccino, Frantoio, Carboncella e Carolea, coltivate in Marocco, e la Picholine, confermando il ruolo determinante dell’interazione tra patrimonio genetico e condizioni pedoclimatiche

05 giugno 2026 | 10:00