L'arca olearia

La mosca delle olive transgenica mette a rischio l'olivicoltura biologica

Un comitato internazionale, comprendente ricercatori tedeschi, greci, portoghesi e spagnoli vuole dimostrare che l'introduzione della mosca geneticamente modificata della Oxitec costituirebbe un punto di non ritorno: impossibile la coltivazione biologica dell'olivo in tutto il Mediterraneo

09 giugno 2017 | R. T.

Un gruppo di ricercatori e associazioni, tedesche, greche, portoghesi e spagnole, si è riunito in un Comitato internazionale, il Testbiotech, per verificare l'impatto dell'introduzione della mosca delle olive transgenica sulla coltivazione dell'olivo.

Del Comitato fanno parte l'Università di Brema e l'Università di Vecha, la Hellenic Agriculture Organization, l'associazione Attiki di Creta, la Agrobio e la Ecovalia.

Secondo il Comitato, che si è riunito pochi giorni fa a Brema, l'introduzione della mosca delle olive transgenica diverrebbe un punto di non ritorno per l'olivicoltura, influenzando in maniera irreversibile la biodiversità, l'equilibrio degli ecosistemi, il sistema di produzione e l'ambiente in generale.

Anche il semplice rilascio a fini sperimentali, avvenuto, secondo alcune fonti l'anno scorso in Catalogna e smentito dal governo locale, potrebbe pregiudicare l'olivicoltura.

In particolare, nel caso di una diffusione di questo insetto biotech, sarebbe impossibile la coltivazione biologica dell'olivo. La mosca della Oxitec, infatti, potrebbe parassitizzare olive bio ma la contaminazione di queste con materiale transgenico ne renderebbe impossibile la commercializzazione come prodotto biologico.

La mosca delle Oxitec, grazie alla manipolazione genetica, è “programmata” in modo che le larve femminili muoiano poco dopo l'ovideposizione, così evitando il danno tipico della mosca delle olive. Nell'oliva, però, resterebbero tracce del DNA dell'insetto OGM.

Il prossimo passo del Comitato è creare scenari e modelli teorici per dimostrare quali effetti avrebbe l'introduzione di tale mosca sui Paesi dell'Europa meridionale.

Se, da una parte, l'introduzione della mosca Oxitec provocherebbe una sostanziale riduzione della popolazione totale di Bactrocera oleae, dall'altra si altererebbe la biodiversità naturale, con tutte le possibili conseguenze ed effetti collaterali per l'equilibrio dei sistemi produttivi e della catena alimentare.

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