L'arca olearia
La gramolatura non esiste più. Esiste il Protoreattore
Nato da un’idea che il Gruppo Pieralisi ha sviluppato in collaborazione con il Parco Tecnologico di Jean e l’Università Politecnica delle Marche. L'azione di coalescenza e di scambio termico è pressochè ultimata in appena 70 secondi
24 febbraio 2017 | Francesco Cherubini
Pieralisi lancia ufficialmente anche in Italia il Protoreattore, il nuovo brevetto per la gramolatura della pasta di olive che, a parità se non miglior resa, garantisce un maggior carico di polifenoli, riduce i tempi in maniera significativa e abbatte i costi. Da ormai qualche anno presente nei frantoi delle grandi cooperative spagnole, viene ora proposto nel nostro Paese avendo messo a punto accorgimenti tali da poter esprimersi ottimamente anche per impianti di media dimensione.
A prima vista il Protoreattore si distingue per l’assenza delle tradizionali gramole. Da qui si intuisce subito perché la macchina sia stata sviluppata inizialmente per i grandi impianti dell’Andalusia: le vasche di maggiore capacità scontano una naturale scarsa efficienza termica e richiedono tempi prolungati di lavorazione. Le conseguenze sono l’innalzamento del rischio di formazione di alchilesteri, fermentazione ed ossidazione.
Per far fronte a questo rischio, il Gruppo Pieralisi ha realizzato una macchina che si sviluppa in un lungo cilindro dove la pasta di olive uscita dalla frangitura viene fatta defluire: in appena 70 secondi, attraverso una azione meccanica che favorisce il processo di lacerazione dei frammenti di polpa e la coalescenza (l’aggregazione delle piccole gocce d’olio) e grazie alla massima efficienza di scambio che può sia riscaldare che raffrescare la pasta, la gramolatura è pressoché ultimata. La pasta viene immesse poi in vasche di omogeneizzazione per un lasso di tempo che va da 0 a 15 minuti ed inviata all’estrattore ad esse collegato, permettendo così la gestione di differenti partite.
“Grazie ad una riduzione del tempo di gramolazione ed una minore dispersione termica - spiega Beniamino Tripodi, responsabile commerciale centro nord - il Protoreattore garantisce un maggiore contenuto di polifenoli, riduce il rischio di formazione di alchilesteri, con una resa pari se non superiore alla gramolazione tradizionale”.
Nato da un’idea che il Gruppo Pieralisi ha sviluppato in collaborazione con il Parco Tecnologico di Jean (la culla dell’olivicoltura mondiale) e l’Università Politecnica delle Marche, il Protoreattore è stato sottoposto a numerosi test comparativi, con centinaia analisi chimico-fisico ed organolettiche, con milioni di chili di olive lavorate. Quello che viene proposto a partire dal corrente anno nel nostro Paese è disponibili in vari modelli, garantendo l’adattamento alla lavorazione anche di piccole partite, senza contaminazione durante la lavorazione e con una facile pulizia ad ogni cambio partita.
Il Protoreattore è stato presentato ufficialmente all’EnoliExpo di Fermo, la fiera sull’innovazione tecnologica in olivicoltura e viticoltura, ottenendo subito grande attenzione da parte dei numerosissimi frantoiani intervenuti.
“Oggi che l’olivicoltura si trova ad affrontare nuove sfide - ha avuto modo di sottolineare il presidente del Gruppo, l’ing. Gennaro Pieralisi - vogliamo continuare a recitare la nostra parte nell’unico modo che sappiamo fare: innovando. Perché solo innovando costantemente si può mantenere la leadership in un mercato sempre più evoluto che sa distinguere qualità e professionalità”. Un concetto che si concretizza con numeri inequivocabili: oltre il 3% del fatturato del Gruppo è investito nell’attività di ricerca e sviluppo con 20 brevetti attivi nel settore oleario, di cui 12 depositati negli ultimi 5 anni. Tra questi, quelli più noto e che sta ottenendo importanti risultati commerciali è senza dubbio il Leopard, l’estrattore centrifugo che lavora a due fasi e che, oltre alla migliore produzione di extravergine, valorizza appieno due sottoprodotti dell’oliva: il nocciolino destinato a pellet per le caldaie e la polpa di sansa - il paté - per molteplici impieghi, da quelli alimentari fino agli impianti a biogas.
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