L'arca olearia
Irrigare con le acque di vegetazione può peggiorare la qualità dell'olio d'oliva
In condizioni di siccità, le acque reflue di frantoio possono rappresentare un utile bacino per soddisfare i fabbisogni idrici dell'olivo ma non in ogni circostanza. Anche le tecniche colturali si devono adattare a questa pratica
14 ottobre 2016 | R. T.
Le acque di vegetazione dell'olivo rappresentano un bacino utile per molti territori, dove la siccità e la scarsità d'acqua limitano la produttività dell'olivo.
E' questa la ragione per cui in Tunisia i ricercatori hanno ipotizzato l'utilizzo di questa risorsa, che è ricca anche di sostanze nutritive, potenzialmente utili alla coltura olivicola.
Ma è sempre così?
I ricercatori hanno combinato quattro diverse tesi, prevedendo sia oliveti lavorati sia inerbiti, su cui è stata effettuata un'irrigazione di soccorso con acque reflue, in confronto con le condizioni di non irrigazione (asciutta).
La sperimentazione, durata due anni, ha verificato innanzitutto come l'utilizzo di acque di irrigazione implichi necessariamente la lavorazione del suolo al fine di migliorare i parametri fisiologici dell'olivo, con particolare riferimento alla fluorescenza della clorofilla, alla conduttanza stomatica, alla traspirazione e al contenuto di clorofilla.
In queste condizioni è stato verificato un aumento del tasso di fotosintesi e una diminuzione del contenuto di metaboliti di stress (fenoli e carboidrati) nelle foglie.
L'utilizzo di acque di vegetazione, però, ha influito negativamente sulla stabilità ossidativa e sul valore nutrizionale dell'olio extra vergine prodotto dalle piante così trattate. In particolare è risultato statisticamente inferiore il contenuto in composti antiossidanti (fenoli totali e pigmenti) ma anche i livelli di acidi grassi monoinsaturi, aumentando al contempo i contenuti di acidi grassi saturi e polinsaturi.
Al contrario, utilizzando la lavorazione del suolo in condizioni di asciutta, viene aumentato il contenuto in antiossidanti e i livelli di acidi grassi monoinsaturi, così come il rapporto acidi grassi monoinsaturi/polinsaturi.
I ricercatori concludono sostenendo che l'utilizzo delle acque di vegetazione a scopo irriguo è consigliabile solo nella annate di scarica, dove migliora le prestazioni fisiologiche delle piante. Al contrario, nelle annate di carica, la lavorazione del suolo in condizioni di asciutta rappresenta la strategia più favorevole al miglioramento della qualità del prodotto.
Bibliografia
Meriem Tekaya, Beligh Mechri, Olfa Dabbaghi, Zoubeir Mahjoub, Salwa Laamari, Badreddine Chihaoui, Dalenda Boujnah, Mohamed Hammami, Hechmi Chehab, Changes in key photosynthetic parameters of olive trees following soil tillage and wastewater irrigation, modified olive oil quality, Agricultural Water Management, Volume 178, December 2016, Pages 180-188, ISSN 0378-3774
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Analisi critica del consumo di olio extravergine di oliva: tra comunitario e 100% italiano
Cosa acquistano sugli scaffali dei supermercati gli italiani? Non è sufficiente solo il dato assoluto ma capire i comportamenti di consumo nelle varie aree Nielsen, differenziando tra olio comunitario e 100% italiano
01 maggio 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
La mosca dell'olivo in primavera: nuove strategie di controllo in condizioni di cambiamento climatico
Le dinamiche della mosca dell'olivo fuori stagione, in particolare tra inverno e primavera, siano determinanti per la crescita delle popolazioni. Ecco i meccanismi ecologici e fisiologici che regolano tali fasi e i nuovi approcci di gestione sostenibile alla luce dei cambiamenti climatici
01 maggio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Valorizzazione della sansa di oliva come ammendante organico: implicazioni agronomiche e ambientali in oliveto
L’impiego della sansa fresca di oliva come ammendante organico rappresenta una strategia promettente per migliorare la fertilità dei suoli e ridurre l’impatto ambientale della filiera olearia. Gli effetti sulla chimica del suolo, sulla nutrizione minerale e sulla qualità del frutto
01 maggio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Potatura da reddito dell'olivo: dimenticare le tradizioni
Presentati i primi oli degli OLIveti Certificati dalla Scuola, sostenibili, che esaltano non soltanto caratteristiche delle varietà autoctone ma che rispettano al massimo territorio, albero, uomo e ovviamente sana alimentazione. Forbici d'Oro è più di un concorso
01 maggio 2026 | 13:30 | Antonino Filippo Nobile
L'arca olearia
Machine learning e metabolomica per l’autenticazione geografica dell’olio extravergine d'oliva
L’integrazione tra spettroscopia NMR, gascromatografia-spettrometria di massa, analisi fenolica e algoritmi di machine learning apre nuove prospettive per la tracciabilità dell’olio extravergine di oliva. L’intelligenza artificiale può distinguere l’origine geografica e varietale degli oli
01 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Alternanza produttiva dell’olivo: effetti su nutrizione minerale e fotosintesi
Esistono variazioni significative nell’assorbimento di azoto, fosforo, potassio e calcio tra annate di carica e scarica dell'olivo, indicando nuove strategie di fertirrigazione per contenere l'alternanza e stabilizzare rese e qualità
01 maggio 2026 | 11:00