L'arca olearia
Non tutti i segni sulle olive sono punture di mosca: impariamo a distinguerli
Dopo un'estate molto calda, ora che le temperature si sono abbassate, torna l'incubo per gli attacchi di mosca. Si scrutano i frutti con preoccupazione ma, prima di effettuare il trattamento, è bene sincerarsi della patologia. Varie cause possono provocare segni sulle olive
28 agosto 2015 | Alberto Grimelli
Le temperature si sono abbassate in quasi tutta Italia e, passata questa ondata di caldo africano, i meteorologi prevedono un inizio d'autunno, con ulteriore graduale calo termico.
Torna così l'incubo mosca delle olive per gli olivicoltori che scrutano i frutti, pensando, erroneamente, che ogni segno corrisponda a una puntura e a una larva che scava la drupa.
In realtà i segni sulle olive possono avere varie cause e imparare a distinguere le cause è necessario per evitare inutili allarmismi.
I danni da grandine
Purtroppo l'estate non è stata affatto dappertutto calda ma innocua. In alcune aree si sono verificati forti temporali, con venti sferzanti e anche grandine. Le olive possono così risultare picchiettate, in modo disomogeneo, di graffi e segni che, col tempo tendono a imbrunire. Tali lesioni possono interessare solo l'epidermide dell'oliva, la buccia, ma anche strati di polpa. I sintomi sono caratteristici. Anche se non ci si è accorti di eventi meteorologici straordinari, tagliando l'oliva, con un coltellino si noterà che l'imbrunimento dei tessuti è localizzato solo laddove l'oliva ha ricevuto la botta e che il tessuto, oltre a essere scuro, è molle.
Il danno da vento o grandine porta spesso con sé una forte perdita produttiva che a volte non si manifesta nelle ore immediatamente successive all'evento ma anche a distanza di giorni. L'oliva danneggiata, infatti, spesso è molto debole, con bassa forza di resistenza al distacco ed è sufficiente urtare accidentalmente un ramo per provocare la caduta di numerose drupe.
In questi casi, per chi ha stipulato una polizza antigrandine, è bene far verificare il danno a distanza di qualche giorno dall'evento, cosicchè si possa manifestare in tutta la sua interezza.
Può certamente essere utile, ed è consigliato, un trattamento rameico onde prevenire che sulle ferite possano insediarsi funghi o batteri.
La lebbra dell'olivo
E' una patologia fungina a cui, specie nel centro-nord, ci si era disabituati. I cambiamenti climatici in corso e l'abbandono sempre più frequente delle campagna stanno causando una recrudescenza della malattia anche dove si pensava di averla eradicata o dove era considerata minore e di scarsa importanza.
L'oliva colpita da lebbra è facilmente riconoscibile perchè sul frutto è presente macchie di color nocciola e poi necrosi, di forma semicircolare, che tendono a deprimersi verso il centro. Di solito è presente una sola machia per ogni oliva, macchia che tende a espandersi col tempo. L'oliva può cadere oppure può restare sulla pianta fino all'inverno, dando luogo alle cosiddette mummie, ovvero olive mummificate. A occhio inesperto l'attacco di lebbra può anche sembrare il danno provocato dall'ultimo stadio della mosca delle olive. Spesso infatti, nella zona di impupamento, il tessuto, fin sull'epidermide tende al color rossastro-brunaceo. Anche in questo caso basterà, con un coltellino, tagliare l'oliva in prossimità della ferita per sincerarsi della natura della patologia. In caso di attacco di lebbra, il tessuto sottostante alla necrosi si presenta asciutto, come disidratato, con ampie cavità.
La lebbra si può contenere con interventi rameici in autunno-inverno e in primavera. E' anche possibile utilizzare fungicidi, a base di Mancozeb, Tebuconazolo e Trifloxistrobina.
Cimici o insetti con apparato succhiante
Si tratta di fenomeni rari ma, specie in stagioni o aree siccitose, può capitare che alcune cimici o altri insetti con apparato succhiante possano colpire le olive, anche in maniera massiccia.
Senza un binoculare o una lente a forte ingrandimento può risultare ostico distinguere, solo sulla base di un'esame superficiale, se si tratta di puntura di oliva o di apparato succhiante. Vero è che la puntura di mosca delle olive, di solito, presenta una forma triangolare, mentre quelle di questi insetti è tondeggiante ma, per togliersi ogni dubbio, è necessario, ancora una volta tagliare sottilmente l'oliva in prossimità del segno. Nel caso di mosca delle olive si noterà una piccola cavità, dove può venir deposto l'uovo, mentre nel caso di attacco di cimici solo l'imbrunimento del tessuto, che si presenterà generalmente molle. Un danno più simile a quello da grandine o ferita.
In generale la lotta contro questi insetti non è mai necessaria ma, nel caso di alte popolazioni, può essere utile intervenire con prodotti repellenti o di copertura, come il rame, per rendere meno appetibile l'oliva.
Mosca delle olive
Già dai prossimi giorni e fino all'imminenza della raccolta, per controllare la presenza di mosca delle olive, è necessario effettuare, anche in proprio, un campionamento casuale di 100 olive nell'oliveto e quindi far esaminare il campione da tecnici che potranno verificare la presenza, e relativa percentuale, di infestazione attiva.
Spesso le associazioni emettono bollettini fitosanitari in giornate prestabilite, alcune offrendo anche servizi di allerta mediate sms o mail.
Sebbene il bollettino sia un valido ausilio è comunque bene comunque far verificare prontamente un campione delle proprie olive dai tecnici per verificare il superamento della soglia di intervento prima di effettuare il trattamento. Una precauzione che non costa nulla ma che può essere molto utile per intervenire nel momento più opportuno, ovvero sulle forme larvali (uovo, larva di I e II età), più sensibili agli effetti dei fitofarmaci a base di dimetoato, fosmet o imidacloprid.
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