L'arca olearia

Ora abbiamo qualche certezza in più: l’olio extra vergine di oliva previene i tumori

Ormai sono molti i lavori scientifici che mettono in correlazione dieta e formazione di neoplasie. La Dieta Mediterranea è capace di ridurre l'incidenza del cancro al colon del 25%, del 15% della mammella, del 10% della prostata, del pancreas e dell’endometrio

12 dicembre 2014 | Cinzia Chiarion

Nell’ambito della VIII rassegna OlioinTavola che si è tenuta qualche giorno fa a Castelnuovo (Arezzo), ho avuto il piacere di ospitare la dr.ssa Elisa Giommoni, dell’Oncologia Medica di Careggi (Firenze) per parlare di Olio extravergine di Oliva nella prevenzione dei tumori.

La dr.ssa Giommoni ha iniziato il suo intervento precisando che molti studi individuano nell’olio extravergine di oliva un alimento che ha un rilevante potere nel ridurre l’incidenza di alcuni tipi di neoplasie perché “… la scorretta alimentazione con eccesso di zuccheri, carni rosse e conservate, sale e conserve, carenza di frutta e verdura, associati ad obesità e scarsa attività fisica, aumentano il rischio di sviluppare tumori del colon retto, della mammella, del’endometrio e della prostata. L’American Institute for Cancer Research (AICR) ha infatti calcolato che le cattive abitudini sono responsabili di circa tre tumori su dieci.”

Una conversazione interessante che mi ha permesso di ricordare i dati sull’influenza della dieta mediterranea nella prevenzione delle più diffuse forme tumorali, citando un lavoro (Trichopoulou) secondo il quale vi è una riduzione del 25% del tumore del colon, del 15% della mammella, del 10% della prostata, del pancreas e dell’endometrio nei soggetti che seguono la dieta mediterranea.

“Per quanto riguarda i grassi – ha proseguito la dr.ssa Giommoni – un largo studio condotto in Italia ha rilevato che sostituendo il 5% delle calorie totali con acidi grassi monoinsaturi, come quelli presenti nell’olio extravergine di oliva, al posto dei grassi saturi si ha una riduzione statisticamente significativa del rischio di sviluppare il tumore della mammella ed il tumore del colon retto. Studi epidemiologici hanno dimostrato come l’incidenza di alcuni tipi di tumore è relativamente bassa nel bacino del mediterraneo rispetto a quella dei paesi del nord Europa e del nord America“.

La dr.ssa Giommoni ha poi evidenziato gli effetti dei composti minori dell’extravergine perché ha affermato “sono proprio i composti minori a possedere spiccate attività antitumorali appurate sia in esperimenti in vitro che in vivo, in particolare la frazione fenolica, hanno dimostrato possedere proprietà antiossidante nei confronti di agenti DNA mutanti, inibiscono la proliferazione e promuovono l’apoptosi in diverse linee cellulari tumorali.

Tra questi composti l’oleuropeina ha dimostrato di possedere capacità antiproliferativa attraverso un meccanismo anti-angiogenetico. Alcuni lavori scientifici (ad es. quello condotto da Scoditto, Calabriso ed altri, Archives of Biochemistry and Biophysics, 2012) hanno infatti evidenziato la capacità dell’oleuropeina di inibire i fattori che promuovono la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi), indispensabili per la sopravvivenza delle cellule neoplastiche.

Sulla neoplasia della mammella la dr.ssa Giommoni ha evidenziato che “gli studi su colture cellulari di carcinoma della mammella trattate con la frazione fenolica dell’extravergine (idrossitirosolo, secoridoidi, lignani) hanno constatato una riduzione del recettore Her2 presente nel 20-25% dei tumori della mammella più aggressivi e con prognosi infausta. Il recettore Her2 presente sulla membrana delle cellule tumorali funziona da amplificatore del segnale inducendo la cellula tumorale a proliferare, pertanto tali composti sono dotati di attività antiproliferativa tumorale“.

Sul tumore dell’intestino, la dr.ssa Giommoni ha ricordato che “lo studio EPIC, European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition, il più grande studio prospettico sul rapporto tra abitudini alimentari e tumori, ha evidenziato un forte nesso tra alcuni tipi di alimenti e carcinoma del colon rettale. Lo studio ha evidenziato come una dieta ricca di frutta e verdura freschi, olio extravergine di oliva, cereali integrali, legumi e pesce azzurro svolga un’azione protettiva sulla mucosa intestinale”.

“Nel tumore intestinale – ha sottolineato Elisa Giommoni – riveste un ruolo importante la componente infiammatoria che induce la produzione di sostanze che favoriscono il processo cancerogenetico. L’olio extravergine d’oliva, ha mostrato di possedere in modelli sperimentali in vitro e sugli animali, attività antinfiammatoria riducendo l’attività delle Cox 2 [ciclossigenasi] che sono implicate nello sviluppo del tumore del colon. Un’assunzione costante di olio extravergine fornisce una valida protezione alla mucosa del nostro intestino.”

Non solo, ho avuto modo di menzionare tra le sostanze ad azione antitumorale anche lo squalene un idrocarburo che esercita a livello cutaneo un’azione antiossidante nei confronti dei raggi ultravioletti prevenendo il danno foto indotto che in associazione ad altri fattori favorisce la comparsa dei tumori della pelle.

Alla domanda del pubblico di quanto olio extravergine di oliva è consigliato assumere quotidianamente per beneficiare di questa protezione antitumorale e se la quantità da assumere è in relazione al peso, la dr.ssa Giommoni ha ricordato che “i trials clinici vengono condotti su coorte di soggetti con caratteristiche omogenee e si fa riferimento ad un soggetto di peso corporeo di circa 60 kg per il sesso femminile e 70 Kg. per quello maschile, pertanto, il fabbisogno raccomandato è di due, tre cucchiai da minestra al giorno”.

Un’ulteriore domanda del pubblico mi ha incuriosito. Anche l’olio di quest’anno fa bene alla salute? Non ho potuto che rispondere che vanno sfatate alcune leggende metropolitane che imperversano sui network secondo le quali l’olio extravergine quest’anno sarebbe addirittura tossico. A causa della mosca olearia i frutti sono stati danneggiati ed in relazione alla quantità di infestazione e dei trattamenti più o meno intensivi effettuati, si sono avute disomogeneità nella qualità degli oli.

In ogni caso rispetto allo scorso anno, gli oli 2014 sono di qualità inferiore perché presentano un’acidità superiore, perossidi più elevati e pochi polifenoli. Il che significa che gli oli di quest’anno hanno sicuramente una scarsa valenza salutistica ma altrettanto sicuramente non fanno male alla salute. Contraffazioni ed adulterazioni a parte.

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