L'arca olearia

L'industria olearia americana vince la partita degli oli aromatizzati

Un tira e molla che dura ormai da diversi mesi, con il segretariato generale del Consiglio oleicolo internazionale che ha preso tempo, chiedendo contributi da parte di esperti e lobbisti. Alla fine il direttore esecutivo impone la propria linea: non spetta al Coi normare gli oli aromatizzati

25 giugno 2014 | Alberto Grimelli

Si tratta di un braccio di ferro che va in scena da molti mesi, se non anni.

Gli oli aromatizzati, specie negli Stati Uniti e in Canada, rappresentano una consistente fetta di mercato ma si tratta di una categoria di prodotti senza alcuna regolamentazione specifica, nessuna norma in tema di etichettatura, nessuno standard commerciale o qualitativo.

Il nulla e un buon business intorno. Il Santo Graal per quella parte dell'industria olearia che si muove al limite della legalità.

Una situazione ben nota e che in altre sedi internazionali non è mai stata adeguatamente affrontata. C'è infatti il Coi, Consiglio oleicolo internazionale, a dover dettare la linea.

Il Coi, però, nicchia. Chiama, come consuetudine, gli esperti e i lobbisti a esprimersi. Poi, fatto meno usuale, chiede anche ai lobbisti dei paesi non aderenti al Coi di inviare loro pareri.

Ne emerge un quadro ben definito, con la maggior parte dei paesi che, sia pure prudentemente, avvertono l'esigenza di una regolamentazione e una parte dell'industria che, invece, si oppone strenuamente. Gli oli aromatizzati, secondo questi ultimi, non sarebbero materia del Coi poiché non sarebbero più oli di oliva e, in particolare per quanto riguarda l'olio aromatizzato a base di extra vergine, il panel test sarebbe di fatto uno strumento inutilizzabile.

E' però indubbio che per gli oli aromatizzati si fa uso proprio degli oli di oliva, non di quelli di semi o di altri grassi. Vi è poi il quadro internazionale di cui tenere conto. E' abbastanza chiaro, ormai, che se del tema non si occupa il Coi, difficilmente se ne occuperà qualche altra istituzione internazionale. Troppo forti le resistenze proprio da Usa e Canada perchè la questione possa essere messa all'attenzione, con qualche probabilità di successo, del Codex Alimentarius. Una normativa del Coi, sebbene non direttamente applicabile a Usa e Canada che non ne sono membri, avrebbe comunque un effetto di moral suasion molto forte, se non altro stimolando un dibattito.

Dopo aver tirato in lungo per un po', il segretariato generale del Coi ha deciso di porre la questione all'attenzione del Comitato consultivo riunitosi a Spalato qualche settimana fa.

Dopo aver lasciato sviluppare il dibattito per qualche minuto, Barjol ha, a sorpresa, chiuso l'argomento, imponendo, in maniera piuttosto inusuale, la sua linea e la sua tesi: gli oli aromatizzati non sono oli d'oliva e quindi non possono essere regolamentati dal Coi.

Tre domande sorgono spontanee.

1) Perchè, pur avendo già deciso, Barjol ha deciso di mettere la questione all'ordine del giorno del Comitato consultivo?

2) Può un direttore esecutivo a fine mandato imporre la propria linea politica?

3) Perchè tanta attenzione nei confronti delle tesi americane, snobbando, o quasi, le opinioni dei paesi produttori?

Temo che non riceverò risposte da Madrid a breve, infatti il direttore esecutivo del Coi è di nuovo negli Stati Uniti. Uno dei molti viaggi, istituzionali e non, degli ultimi mesi al di là dell'Atlantico.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Raccolta delle olive a settembre: qualità al top, ma resa e costi possono diventare un problema

Nelle cultivar italiane la risposta è fortemente varietale: Frantoio, Moraiolo, Leccino, Coratina, Bosana, Semidana e Tonda di Cagliari seguono traiettorie di maturazione differenti. La scelta corretta non è quindi “settembre contro novembre”, ma individuare per ogni cultivar il punto in cui il guadagno qualitativo marginale supera la perdita quantitativa ed economica

17 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Resa del primo olio extravergine di oliva al 14%, Sicilia e Puglia fanno partire la campagna olearia

Nei primi quindici giorni di settembre prodotte 98 tonnellate di olio extravergine di oliva nuovo secondo i dati Sian. Le prime frangiture in sei province: Trapani, Ragusa e Siracusa, oltre a Barletta-Andria-Trani, Lecce e Foggia

17 settembre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Il microbiota delle olive: un fattore nascosto che cambia l'olio extravergine di oliva

L'attività microbiologica sulla superficie delle olive durante l'estrazione influenza in modo significativo la composizione chimica e le caratteristiche sensoriali dell'olio extra vergine. Olio proveniente da olive contaminate presenta meno volatili C5, più volatili C6, meno clorofille, pheophytins e xantofille, e una riduzione dei polifenoli

17 settembre 2026 | 12:00

L'arca olearia

Frantoio e residui di fitofarmaci: quanto conta la tecnica di estrazione dell’olio?

Il destino dei residui di pesticidi non si esaurisce in campo. Durante la trasformazione delle olive in olio entrano in gioco contenuto d’acqua, resa di estrazione, sistema centrifugo e proprietà chimico-fisiche delle molecole. Il passaggio da oliva a olio può ridurre alcuni residui ma trasferirne altri nella fase oleosa

16 settembre 2026 | 15:00

L'arca olearia

La nuova frontiera per oliveti più produttivi con brassinolidi, silicio nano e micorrize

Uno studio condotto su olivi in piena produzione dimostra che l'uso combinato di questi tre biostimolanti aumenta la concentrazione di azoto, fosforo e potassio nelle foglie, incrementa la resa per pianta, la percentuale di olio e il contenuto di antocianine nei frutti. Ecco cosa devono sapere i produttori

16 settembre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Il consumatore ama l’olio extravergine di oliva, ma non sa riconoscerlo: cosa devono fare i produttori per colmare il divario

Una ricerca su 516 consumatori italiani rivela che l’olio extravergine è protagonista assoluto della dieta, ma le convinzioni sulla qualità restano spesso lontane dagli indicatori scientifici. La dolcezza viene ancora associata alla qualità più di amaro e piccante. Per i produttori si apre una sfida di comunicazione e formazione sensoriale

15 settembre 2026 | 14:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati