L'arca olearia
L'azoto è sprecato per l'olivo, oltre certi limiti
Uno studio spagnolo mette in evidenza come l'efficienza di assorbimento dipenda in maniera considerevole dallo stato nutrizionale della pianta. Oltre certe dosi concimare non serve
12 marzo 2014 | R. T.
In tempi di spending review anche nell'oliveto e con l'aumento dei concimi, anche quelli azotati, è bene fare i conti con quanto azoto si dà alla pianta perchè, oltre certi livelli, la fertilizzazione, sia al suolo sia per via fogliare, appare assolutamente inutile.
E' questo che emerge da un'esperienza spagnola su talee radicate di Picual allevate in vaso e tenute in serra a 30 gradi durante il giorno e 15 gradi durante la notte, condizioni tipiche della primavera inoltrata e dell'estate iberica, con un fotoperiodo di 14 ore.
Due gli esperimenti condotti.
Nel primo, le piante sono state sottoposte all'applicazione di 0, 50, 100, 200, 400, 600 o 800 ppm di azoto.
Nel secondo esperimento, l'obiettivo era di ottenere tre gruppi di piante differenziate per lo stato nutrizionale. Ogni gruppo ha ricevuto quindi 0, 50 o 100 ppm di azoto, in base ai risultati ottenuti nel primo esperimento.
Quando le piante di ogni gruppo presentavano differenze significative nel loro tenore di azoto, sono state sottoposte a un ulteriore applicazione di azoto sia via fogliare sia al suolo, per comprendere se un surplus poteva modificare lo stato nutrizionale dell'olivo.
Alla fine di ciascun esperimento, le piante sono state raccolte e i livelli di azoto sono stati determinati nelle foglie, nei rami e nelle radici per comprendere il grado di assorbimento di azoto da parte delle piante.
L'efficienza di assorbimento dell'azoto (NUE) è stata così calcolata: (azoto assorbito / azoto applicato) X 100.
I dati dimostrano che il contenuto in azoto della pianta, la crescita vegetativa e il contenuto di clorofilla è aumentato con le dosi che vanno da 0 a 100 ppm di azoto applicato ma diminuiva a dosi più elevate.
Il NUE diminuisce esponenzialmente al salire della quantità di azoto applicata sopra di 100 ppm, con valori che variano da 45,9 % a 100 ppm al 4,1% a 800 ppm.
Il metodo di applicazione di azoto, fogliare o al suolo, non influenza l'assorbimento di azoto. L'assorbimento di azoto è maggiormente influenzato dallo stato nutrizionale della pianta, per cui una pianta già ben nutrita, presenterà valori di NUE particolarmente bassi.
Di conseguenza, le applicazioni sistematiche annuali di grandi quantità di azoto sono non solo inutili ma possono persino causare effetti negativi per l'ambiente.
Bibliografia
R. Fernández-Escobar, M.F. Antonaya-Baena, M.A. Sánchez-Zamora, C. Molina-Soria, The amount of nitrogen applied and nutritional status of olive plants affect nitrogen uptake efficiency, Scientia Horticulturae, Volume 167, 6 March 2014, Pages 1-4, ISSN 0304-4238
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Un nuovo processo sottovuoto per rivoluzionare la produzione di olive da tavola
Attraverso l’utilizzo del vuoto come strumento tecnologico, si vuole ridurre i danni provocati dall’ossidazione e dalle fermentazioni incontrollate, migliorando allo stesso tempo la qualità organolettica e commerciale delle olive
09 marzo 2026 | 09:00
L'arca olearia
Serve un disciplinare e una certificazione per l'olio di oliva sostenibile
Il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera e otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto
07 marzo 2026 | 10:00
L'arca olearia
Promozioni ai massimi e prezzi dell’olio extravergine di oliva ai minimi: l’immagine dello scaffale
I dati Nielsen certificano che il mondo dell’industria e dell’imbottigliamento dell’olio extravergine di oliva si è arreso alla logica delle rotazioni e volumi. Monini, De Cecco e Clemente dominano i volantini. La percezione dell’olio cade sempre più in basso: l’italiano si vende solo a buon prezzo
06 marzo 2026 | 17:30 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
Ecco la squadra di potatura dell’olivo più efficace o economica
Al momento la potatura è seconda solo alla raccolta in termini di costi, poiché rappresenta generalmente circa il 20-30% dei costi annuali di coltivazione. Confrontate cinque squadre di potatura dell’olivo con strumenti diversi
06 marzo 2026 | 15:00
L'arca olearia
Quali sono le differenze chiave tra gli oli extravergini di oliva monovarietali italiani?
La caratterizzazione volatile, fenolica e terpenica e profilo sensoriale alla base delle differenze tra gli oli monovarietali italiani. Ecco la caratterizzazione sensoriale/chimica completa di 320 campioni 13 cultivar italiane
06 marzo 2026 | 14:00
L'arca olearia
Controllo biologico dell'occhio di pavone dell'olivo con Aureobasidium pullulans
Riscontrati vari gradi di inibizione della crescita fungina, con Alternaria tenuissima che si è dimostrata molto sensibile. Il test in vivo dimosra una soppressione al 100% dei sintomi dell'occhio di pavone dell'olivo, evidenziando il suo notevole potenziale come agente di biocontrollo
06 marzo 2026 | 13:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati