L'arca olearia
Valorizzare le acque di vegetazione grazie alle membrane
Durante l'incontro organizzato dall'Arsac di Gioia Tauro, alcune indicazioni e prospettive di innovazione sui nuovi sistemi tecnologici per l'industria olearia e la valorizzazione dei sottoprodotti del frantoio
10 gennaio 2014 | Rosario Franco
L’Apor (organizzazione dei produttori olivicoli calabresi), in collaborazione con la Regione Calabria, l’Istituto per la Tecnologia delle Membrane (ITM) e Università di Bologna ha organizzato, presso il Centro sperimentale Arsac a Gioa Tauro (RC) un importante convegno dove à stata fatta una prima analisi del progetto sulla innovazione tecnologica del sistema agroalimentare legato alla filiera olivicola olearia calabrese.
Ricordiamo che gli obiettivi del progetto riguardava essenzialmente lo “studio, progettazione e sviluppo di sistemi tecnologici per il recupero di acqua e l'estrazione di componenti bioattivi dai sottoprodotti dell'industria olearia da destinare a nuove applicazioni”. Altri aspetti riguardavano la progettazione, realizzazione di impianto/attrezzature per il recupero e la valorizzazione di sottoprodotti dell'olivicoltura e dell'industria olearia da destinare all'utilizzazione agronomica, alla produzione di biomasse e/o concimi organici, all'uso cosmetico, farmaceutico o alimentare.
Il Dr. Alfredo Cassano (ITM – CNR di Cosenza), nella sua relazione ha parlato del trattamento delle acque di vegetazione con operazioni a membrana. Piu’ nel dettaglio ha affrontato le seguenti problematiche:
- Sistemi di estrazione convenzionali;
- Processi convenzionali di trattamento delle AV;
- Operazioni integrate a membrana per la purificazione e concentrazione di polifenoli dalle AV;
- Analisi dei polifenoli, attività antiossidante, carbonio organico totale e composti fenolici a basso peso molecolare nelle frazioni del processo.
L’Italia è il secondo produttore europeo e coinvolge circa 6180 aziende. Il 90% della produzione è concentrato nelle regioni Sicilia, Puglia e Calabria che producono ogni anno circa 2000 tonnellate di rifiuti.

Un processo integrato a membrana è stato proposto per il recupero dell’acqua e di composti ad alto valore aggiunto da acque di vegetazione (AV) con significative riduzioni del carico inquinante.
Membrane da micro/ultrafiltrazione (MF/UF) rimuovono essenzialmente i solidi sospesi e mostrano reiezioni ai polifenoli e alla TAA di 15% and 11%, rispettivamente. Il secondo stadio di UF permette di ridurre il carico organico del permeato proveniente dal primo stadio (del 72% circa). Il trattamento finale di MF produce un prodotto contenente biofenoli a basso peso molecolare (di interesse per formulazioni alimentari, nutraceutiche, farmaceutiche) e una fase acquosa idonea al riciclo come acqua di processo. I retentati dalle fasi di UF possono essere destinati all’uso come fertilizzanti o per la produzione di biogas in reattori anaerobici. Il processo proposto permette di razionalizzare i cicli produttivi della trasformazione olearia nell’ottica della intensificazione dei processi.
Il Prof. Giuseppe Di Lecce (Università di Bologna) nella sua relazione ha parlato delle acque di vegetazione, caratteristiche chimiche, problemi e opportunità.
Il sistema integrato di membrana utilizzato per il trattamento delle AV ha mostrato una buona efficienza, sia in merito alla capacità di concentrazione dei retentati, sia in merito alla possibilità di produrre acqua da riutilizzare in frantoio o da smaltire.
La microfiltrazione riduce le sostanze in sospensione, mentre la nanofiltrazione determina un’efficace concentrazione dei composti fenolici nei retentati e la produzione di acqua con un buon grado di purezza. L’analisi cromatografica della frazione fenolica delle AV ha evidenziato l’idrossitirosolo e il tirosolo quali composti a maggiore concentrazione. Inoltre, sono stati rilevati altri fenoli semplici, prodotti dai processi di idrolisi ed ossidazione durante lo stoccaggio delle acque.
I risultati ottenuti nel corso di questa attività sperimentale hanno evidenziato come sia possibile suggerire un’ipotesi sostenibile di “normale pratica industriale” da affiancare all’attuale processo di estrazione dell’olio per recuperare l’acqua, ed i sottoprodotti solidi o semi-solidi, considerando le AV non più come rifiuto, ma come sottoprodotto (D.Lgs. 205/2010). Implementando il processo si potrebbe rendere possibile la concentrazione di estratti titolati acquosi di olive (molli o secchi) da commercializzare in modo simile ad estratti erboristici (vedi propoli)
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Stress idrico in oliveto: quando le foglie si riprendono ma l'olivo ne porta il segno
Anche una breve siccità può ridurre in modo permanente la crescita e il consumo d'acqua degli olivi, mentre nuovi sensori promettono di rivoluzionare il monitoraggio in campo
29 luglio 2026 | 16:00
L'arca olearia
La raccolta meccanica delle olive: lo scuotitore ottimizza tempi e costi
I parametri operativi dello scuotitiore delle olive ideali per diverse varietà. Spunti preziosi per gli olivicoltori che desiderano meccanizzare la raccolta senza compromettere la salute degli alberi
29 luglio 2026 | 14:00
L'arca olearia
I frantoi alzano la voce: l'olio non si vende e le olive non si possono ritirare
Documento congiunto di tutte le sigle dell'associazionismo frantoiano al Masaf. Mentre le istituzioni chiudono le porte ai trasformatori, i depositi traboccano di prodotto invenduto e la prossima campagna olearia si annuncia come un disastro annunciato. I frantoiani lanciano l'allarme: senza liquidità e senza spazi, il collasso dell'intera filiera è dietro l'angolo
29 luglio 2026 | 12:30 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
I soliti ignoti dell’oliveto: quando il nemico non è la mosca dell'olivo
Cecidomia, tignola carpofaga, margaronia e altri fitofagi minori stanno emergendo come protagonisti di danni ingenti, spesso sottovalutati. L’olivicoltore deve aggiornare il proprio “libretto” dei nemici per proteggere la produzione da minacce silenziose ma sempre più insidiose
27 luglio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Enzimi e temperatura di gramolazione: nuove strategie per valorizzare colore e qualità dell’olio extravergine di oliva
Uno studio condotto su tre varietà italiane evidenzia come gli enzimi Bioliva e Rapidase Adex D, insieme alla gestione della temperatura di gramolazione, possano influenzare il profilo cromatico, la presenza di sostanze funzionali e alcuni parametri legati alla stabilità e alla qualità sensoriale dell’olio
25 luglio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Congelamento convenzionale e criogenico delle olive: effetti sulla qualità dell'olio varietale
Il congelamento convenzionale è economicamente sostenibile, con un incremento del prezzo finale dell'olio dello 0,6% per 7 giorni e del 5% per un anno, mentre il criocongelamento renderebbe il prodotto circa 4-5 volte più costoso, pur preservando meglio i composti fenolici e l'attività antiossidante
24 luglio 2026 | 15:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati