L'arca olearia 06/12/2013

Ecco come realizzare un'etichetta per l'olio extra vergine d'oliva a prova di controlli

Cosa è cambiato? Cosa sta cambiando? Cosa cambierà? Sempre più difficile destreggiarsi tra legge Mongiello e modifiche al regolamento 29/2102. Ogni giorno un annuncio di rivoluzioni sull'etichettatura. Ma è davvero così? Una guida e qualche esempio pratico per non cadere in errore


Vero è che sull'etichettatura dell'olio extra vergine d'oliva non c'è pace.
Sempre una novità all'orizzonte. Recentemente sono state annunciate delle modifiche al regolamento 29/2012 sulla commercializzazione e etichettatura degli oli d'oliva. Sebbene tali modifiche siano state approvate in seno di comitato Ocm unica, non sono ancora state varate. Lo saranno dalla Commissione europea, sempre che il Commissario Ciolos non decida, un'altra volta, di bloccare tutto. Lo fece già nel maggio scorso. Anche allora la bozza di regolamento era stata approvata in sede di comitato Ocm unica (7 febbraio 2013) ma fu ritirata su insistenze dei premier inglese e olandese. Sembra però la volta buona anche perchè le parti più controverse, come il tappo antirabbocco, sono state cancellate e le misure introdotte non sono altro che un'applicazione, anche per gli oli d'oliva, di quanto previsto dal regolamento 1169/2011 sulle informazioni al consumatore per i prodotti alimentari. Insomma l'olio d'oliva viene equiparato a tutti gli altri prodotti alimentari, nel bene e nel male.
Le modifiche al regolamento 29/2012 si applicheranno, salvo retromarce dell'ultimo minuto, dal 13 dicembre 2014, quando sarà applicativo anche il regolamento 1169/2011.
Non si tratta di novità eclatanti. Ricapitoliamole brevemente:
- tutte le informazioni obbligatorie dovranno essere poste nello stesso campo visivo e “in un punto evidente in modo da essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed eventualmente indelebili. Esse non sono in alcun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da altre indicazioni scritte o grafiche o altri elementi suscettibili di interferire.”
- la dimensione minima del carattere per le indicazioni obbligatorie è 1,2 millimetri che si abbassa a 0,9 millimetri per i contenitori con una superficie inferiore agli 80 centimetri quadrati (praticamente solo le bottiglie sotto i 100 ml)
- diventerà obbligatoria l'indicazione sui metodi di conservazione ottimali, come ad esempio: “conservare in luogo asciutto, al riparo dalla luce e da fonti di calore”

Quindi come realizzare un'etichetta a prova di controlli? Ecco qualche esempio, fornito dal Ministero delle politiche agricole il 10 ottobre scorso.

 


Come avrete potuto notare si tratta di etichette molto asciutte, prive di qualsiasi indicazione aggiuntiva che, tipicamente, si trova sulle etichette dell'extra vergine e a cui occorre prestare molta attenzione.

Prodotto e confezionato da...
Le classiche diciture “prodotto e confezionato da”, “confezionato da” non sono obbligatorie. Può essere indicata semplicemente l'azienda e i suoi recapiti. Se però si sceglie di utilizzare simili diciture è bene non farlo a cuor leggero. “Prodotto e confezionato da” può essere utilizzato solo dagli olivicoltori, un frantoio che acquistasse le olive da terzi dovrebbe scrivere “franto e confezionato da XXX con olive prodotte da XXX”.

Indicazioni facoltative
Occorre sempre avere documentazione nel caso si utilizzino le indicazioni “estratto a freddo” o “prima spremitura a freddo”. Nel primo caso occorre che il frantoio rilasci certificazione di aver molito le partite di olive a meno di 27 gradi. Nel secondo, il frantoio deve essere anche tradizionale.
Per le caratteristiche organolettiche, poi, è ancora in vigore il regolamento 640/2008 che regolamenta l'uso dei descrittori da poter inserire in etichetta, previo risultato del panel test.

Data di scadenza
E' sotto la responsabilità del produttore indicare il termine di conservazione, ovvero il termine ultimo oltre il quale l'olio mantiene le caratteristiche dichiarate in etichetta. In base alla legge Salva Olio italiano (n. 9/2013) non può essere superiore a 18 mesi dalla data di imbottigliamento e va indicato con la dicitura: “da consumarsi preferibilmente entro il” seguito da giorno, mese, anno nel caso non sia presente il numero di lotto, semplicemente mese e anno nel caso sia presente il numero di lotto.

di R. T.

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Commenti 58

alessandra zeppillo
alessandra zeppillo
25 ottobre 2019 ore 14:46

Domanda. Io sono produttore di olive biologiche certificate da ente.
per ragioni burocratiche, terremoto e altre cose non riusciamo a fare stoccaggio e etichettatura certificando l'intera filiera. Risultato non posso mettere in etichetta il logo bio: IL MIO OLIO NON E' BIO! dobbiamo fare una etichetta non bio. Posso scrivere "da agricoltura biologica" senza loghi o " da olive italiane biologiche"?
Sono in stampa mi aiutate?

maria poma
maria poma
02 gennaio 2017 ore 11:36

Buongiorno! Da quest'anno ho deciso di vendere io personalmente il mio olio extravergine di oliva biologico, in latte da 5L e giusto qualche bottiglie da 250ml. Mi chiedo se visto che adotto tipologia di vendita privata,tramite incontri con amici, conoscenti e non, non sia necessaria anche li un etichetta..o anche se volessi aderire a dei mercatini di paese....Attendo una risposta nel più breve tempo possibile.
Grazie
Colgo l'occasione per augurare Buon Anno a tutti.
Maria

Emanuele Aymerich
Emanuele Aymerich
22 novembre 2016 ore 09:27

Daniele, stai giocando con il fuoco, finche lo fai per amici è un conto ma se ti metti a fare il confezionatore e il commerciante per imbottigliare devi avere un locale a norma autorizzato dalla ASL, dei avere il registro SIAN e altre mille menate che non ti sto neppure ad elencare, ti conviene lasciare perdere e prendere le bottiglie già pronte dal frantoio che ti fa già tutto a norma, risparmi e non hai rogne di ispezioni, controlli e sopratutto sanzioni che peraltro sono quasi sempre penali. Non pensare mai di passare inosservato, stai molto attento a quello che fai.

Daniele Sanna
Daniele Sanna
21 novembre 2016 ore 19:27

Salve! Spero che qualcuno di voi possa darmi qualche informazione utile. Stò avviando all'estero un'attività di export di prodotti, tra cui olio d'oliva. Compro l'olio da un frantoio in grandi bottiglie da 5 litri per facilità di trasporto, per poi trasferirlo in bottiglie più piccole e venderlo (Almeno questa è l'idea). La domanda è questa, posso riportare le informazioni sulla produzione in un'etichetta fatta da me o sono costretto a comprare le bottiglie dal mio fornitore? (naturalmente rispettando la veridicità dell'etichetta originale)
Grazie in anticipo per l'attenzione

Roberto Pierantoni
Roberto Pierantoni
12 settembre 2016 ore 08:31

Salve, per quanto riguarda il quesito del Sig. Tropiciano Giuseppe il nome della sua azienda agricola si DEVE indicare, stante che è la stessa che commercializza il prodotto (Reg. UE 1169/2011). Il fatto che l'azienda agricola faccia molire le olive e imbottigliare l'olio in un frantoio esterno, non inficia la titolarità del prodotto, trattandosi di prestazioni in conto terzi.
Per quanto riguarda il quesito della Sig.ra Lo Grasso Gina, se Ella è conduttrice di uliveti e porta a molire le proprie olive e imbottigliare l'olio presso terzi, vale lo stesso discorso, a patto ovviamente di osservare le norme vigenti relative all'etichettatura.
Per entrambi essendo il processo produttivo dell'olio effettuato presso terzi fino all'imbottigliamento, non debbono procedere all'implementazione del registro degli oli.

Gina Lo grasso
Gina Lo grasso
09 settembre 2016 ore 22:12

Salve, io mi chiedevo, avendo già un negozio di prodotti tipici della mia zona, pur essendo anche proprietario e coltivatore di uliveti nella valle del belice, potrei imbottigliarmi il mio olio in piccole ampolle o bottigliette massimo da 200/300 ml per venderle al minuto nel mio stesso negozio? Cosa occorre fare?etichetta, dicitura della provenienza, nome azienda..attendo dei pareri

Giuseppe Tripiciano
Giuseppe Tripiciano
19 maggio 2016 ore 15:42

Salve,
Vorrei chiedere conferma riguardo una cosa che mi hanno detto all'ufficio DOP della mia zona. Praticamente io volevo mettere nella parte alta dell'etichetta frontale il nome dell'azieda "Azienda Agricola Tizio Caio" e poi sotto il nome della bottiglia e tutto il resto come da regolamento. Mi hanno detto però che non posso usare il nome della mia azienda perchè le nostre olive vengono portate a un frantoio esterno per tutto il processo fino all'imbottigliamento e poi ci vengono ridate per la vendita. E' vero? E' normale che sul frontale di una bottiglia non ci sia nessuna indicazione su chi produce e commercializza il prodotto? Praticamente secondo loro sul frontale posso metterci solo nome del prodotto (senza riferimento ad aree o aziende) piu le solite cose "Italiano", "Olio extravergine di cat superiore...", etc. Personalmente mi sembrerebbe un pò squallida una bottiglia senza nemmeno un'indicazione a vista di chi vende.

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
07 dicembre 2015 ore 16:21

Sig. Carli,
non è infrequente che le Dop non vogliano altri simboli o loghi sulla bottiglia che viene da loro certificata. Le possiamo solo consigliare, a tal proposito, di consultare il disciplinare di produzione che dovrebbe contenere anche indicazioni sull'uso del marchio Dop, eventualmente in abbinamento con altri loghi.
Anche qualora non espressamente vietato dalla sua Dop, non potrà utilizzare il logo del Parco se non espressamente autorizzato. Sappiamo infatti che i Parchi Nazionali hanno precisi regolamenti sull'uso del proprio logo. Ad esempio il Gran Sasso con delibera 12 del giugno 2005 e quello della Majella con delibera 24 del maggio 1997. Anche in questo caso dovrà verificare il regolamento d'uso del marchio e eventualmente attenersi alle disposizioni contenute.
Cordiali saluti

ernesto carli
ernesto carli
07 dicembre 2015 ore 14:27

Gentilissimo, io ho dimenticato di precisare che il mio olio Evo e' DOP e gli ispettori della DOP mi hanno vietato d' inserire sull'etichetta il simbolo del Parco Nazionale di riferimento. Dunque, mi scuso, ma, poichè ancora non mi è chiaro se con una DOP posso inserirlo o no, chiedo a lei delucidazioni. Se sarà un no, perchè?
"Passeggiando" sul Web, infatti, ho trovato ditte che, con la dop, appongono il simbolo del parco nazionale.
La ringrazio per la risposta che vorrà fornirmi.
Ernesto Carli

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
06 dicembre 2015 ore 10:45

Sig. Carli,
non può inserire alcuna denominazione geografica che non sia una Dop/Igp, assoggettandosi al sistema di certificazione, oppure lo Stato, es Made in Italy o 100% italiano.
Non può quindi inserire che il suo oliveto è in un parco nazionale perchè significherebbe dare un'indicazione geografica che è proibita ai sensi del reg 29/2012,

ernesto carli
ernesto carli
03 dicembre 2015 ore 17:19

Avendo i miei uliveti in un parco Nazionale posso mettere sull'etichetta o sul retro dell'etichetta il logo del parco e aggiungere la dicitura che le olive provengono da piante site nel parco?

Enrico Trombetti
Enrico Trombetti
08 novembre 2015 ore 12:08

Sono un cittadino che vorrei sentirmi tutelato dalle norme ma mi accorgo che spesso le etichette sono veri specchietti per le allodole. Ultimamente i supermercati nazionali sono stati invasi da bottigie di Olio che esordiscono con l'etichetta Olio Extravergine di oliva, e poi sul retro specificano trattarsi di miscele di olii di oliva di origine europea. Ciò è ammesso? Se lo è cosa fa il nostro Ministero dell'Agricoltura per difendere il prodotto italiano? E se non lo è, idem.
Grazie dell'attenzione.

marco farisoglio
marco farisoglio
12 marzo 2015 ore 08:17

Buongiorno Spett.le Teatro Naturale,
sono un professionista appassionato ai prodotti Naturali/Nazionali...
Solo una Domanda.. ho notato che c'è un Portale "Guida Olio"..
dove i produttori si possono iscrivere... e richidere un'etichetta IGP OEVO.
DOMANDO :
è affidabile come indicazione al consumatore ?
può essere tenuto come esempio nella scelta del produttore come acquisto ?

Giovanni  DI Marzo
Giovanni DI Marzo
07 marzo 2015 ore 22:58

Domanda:L'unità di misura per la capacità e possibile scriverlo in maiuscolo es: 0,75 L e
Domanda: con o senza apostrofo es.: olio di oliva di categoria..... (O) olio d'oliva di.....

Se un'azienda d'imbottigliamento confeziona olio extravergine per un'azienda x si può omettere il nome dell'azienda che ha imbottigliato scrivendo solamente la ragione sociale l'indirizzo di chi commercializzerà il prodotto?
Grazie siete dei professionisti del settore

Giovanni  DI Marzo
Giovanni DI Marzo
07 marzo 2015 ore 22:49

Salve inanzitutto complimenti per il servizio che offrite. Un paio di domande in merito alla nuova normativa sull'etichetta.
1) in merito all'origine é possibile scrivere sul campo visivo etichetta "Prodotto Italiano".? Considerando che sulla retro etichetta c'è scritto" Prodotto ottenuto da olive raccolte e molte in Italia" O altrimenti qual'è la dicitura corretta da scrivere.
2) la capacità nominale del

Gabriele Caliandro
Gabriele Caliandro
28 novembre 2014 ore 19:06

Grazie per la risposta.
Mi par di capire che per quanto indicato al punto 3 dell'art. 4 reg. com. 29/2012 da voi pubblicato, avendo io creato il marchio dopo il 31/12/98, tale marchio, contenendo la parola "Salento", è da considerarsi come una designazione dell'origine, è così?
Se così è credo, correggetemi se sbaglio, di avere solo due possibilità: cambiare marchio o attenermi a quanto previsto dal regolamento CE 510/2006.
Cordialità!

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
28 novembre 2014 ore 15:37

Articolo 4 del regolamento comunitario 29/2012
1. La designazione dell’origine figura sull’etichetta del l’olio extra vergine di oliva e del l’olio di oliva vergine di cui all’allegato XVI, punto 1, lettere a) e b), del regolamento (CE) n. 1234/2007.
Ai fini del presente regolamento, per «designazione dell’origine» si intende l’indicazione di un nome geografico sull’imballaggio o sull’etichetta ad esso acclusa.
2. Le designazioni dell’origine di cui al paragrafo 1 comprendono unicamente:
a) nel caso di oli di oliva originari di uno Stato membro o di un paese terzo, un riferimento allo Stato membro, all’Unione o al paese terzo — a seconda dei casi — in conformità alle disposizioni dei paragrafi 4 e 5;
b) nel caso di miscele di oli di oliva originari di più di uno Stato membro o paese terzo, una delle seguenti diciture — a seconda dei casi — in conformità alle disposizioni dei paragrafi 4 e 5:
i) miscela di oli di oliva originari dell’Unione europea» oppure un riferimento all’Unione;
ii) «miscela di oli di oliva non originari dell’Unione europea» oppure un riferimento all’origine esterna all’Unione;
iii) «miscela di oli di oliva originari dell’Unione europea e non originari dell’Unione» oppure un riferimento all’origine interna ed esterna all’Unione, oppure;
c) una denominazione di origine protetta o un’indicazione geografica protetta ai sensi del regolamento (CE) n. 510/2006, in conformità alle disposizioni del relativo disciplinare di produzione.
3. Non è considerato come una designazione dell’origine soggetta alle disposizioni del presente regolamento il nome del marchio o dell’impresa la cui domanda di registrazione sia stata presentata entro il 31 dicembre 1998 conformemente alla direttiva 89/104/CEE o entro il 31 maggio 2002 conformemente al regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio

Gabriele Caliandro
Gabriele Caliandro
28 novembre 2014 ore 09:53

Buongiorno e grazie per le esaustive risposte, spero siano utili non solo a me.
analizzando la legge 9/2013 mi accorgo che l'art. 5, comma 1, vieta la costituzione di marchi con "...segni idonei ad ingannare il pubblico sulla provenienza geografica delle materie prime....".
Il mio marchio contiene la dicitura "Salento" e i prodotti alimentari commercializzati, per statuto societario, sono solo ed esclusivamente quelli provenienti da questa zona; ogni contratto di acquisto prevede una clausola espressa in tal senso.
A mio parere l'art. 5 comma 1 intende non vietare tout court l'uso di indicazioni geografiche, bensì quelle idonee a "ingannano il pubblico sula provenienza geografica" qualora i prodotti commercializzati, di fatto, non sono frutto produttivo della zona geografica esposta nel marchio.
Se così non fosse, non ci sarebbe alcun modo per valorizzare, nel bene o nel male, i prodotti tipici di alcune specifiche aree del nostro Paese.
Vi prego di farmi conoscere se la mia interpretazione è, a vostro parere, corretta o se il mio marchio è soggetto a quanto previsto dall'art. 5, comma 2 e seguenti.
Ancora complimenti per il servizio che offrite e vi auguro buon lavoro.


Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
27 novembre 2014 ore 10:38

Le confermiamo che non serve codice imbottigliatore (che si riferisce a una normativa ormai superata) nè l'indicazione dell'azienda agricola o frantoio.
NON può invece indicare Puglia o Salento. E' vietata l'indicazione di indicazioni geografiche che non siano il Paese (Italiano) o la Ue (olio comunitario) o la provenienza extra Ue o una Dop/Igp (nel suo caso la più vicina ci pare sia la Terra d'Otranto Dop) che però richiede iscrizione e certificazione del prodotto.
Buon lavoro

Gabriele Caliandro
Gabriele Caliandro
26 novembre 2014 ore 17:33

Grazie!
Mi par di capire, quindi, che intermediando la vendita non vi è l'obbligo di indicare l'azienda agricola produttrice e il frantoio è così?
Corrono voci che andrebbe indicato obbligatoriamente persino il codice dell'imbottigliatore, mi par di capire che sono, appunto, solo voci.
Posso inserire sull'etichetta, graficamente, la regione di provenienza (Puglia) con la scritta "Salento"?
Siete davvero gentili e vi ringrazio per il servizio "veloce", "preciso" e "gratuito" che fate.
Grazie ancora.

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
26 novembre 2014 ore 17:12

Gent. Sig. Caliandro,
dal 13 dicembre entrerà in vigore il regolamento comunitario 1169/2011 che si aggiunge, per l'olio d'oliva, ai 29/2012 e 1335/2013, oltre alla legge 9/2013.
Ecco quanto deve essere posto in etichetta (quando vede puntini vada a vedere etichette esempio sopra esposte per dicitura completa):
1) denominazione dell'alimento: olio extra vergine d'oliva
2) denominazione aggiuntiva: olio di categoria superiore...
3) origine del prodotto: italiano
4) ragione sociale della sua società, in quanto responsabile del prodotto, senza farla precedere da alcuna formula del tipo "prodotto e confezionato da". Solo ragione sociale e indirizzo della sua azienda
5) termine minimo conservazione: da cosnumarsi preferibilmente... seguito da giorno mese anno
6) volume del contenuto (esempio 0,5 l)
7) indicazione di conservare in luogo asciutto...
Buon lavoro

Gabriele Caliandro
Gabriele Caliandro
26 novembre 2014 ore 16:55

Salve a tutti.
Mi sono completamente perso!
Ho letto l'articolo e tutti i commenti, ma alla fine ho un groviglio in testa.
Questa la mia situazione, vi prego di aiutarmi a capire come fare l'etichetta giusta...
Sono proprietario di uliveti dati in affitto a mio fratello, coltivatore diretto.
Ho appena costituito una società e registrato un marchio; la società si occupa di commercializzare prodotti alimentari che, sulla base di diversi contratti, vengono forniti da diversi fornitori.
Il contratto di fornitura dell'olio prevede che la mia società fornisce le etichette e le bottiglie a mio fratello; lui raccoglie le olive, le porta presso un frantoio che si occupa anche dell'imbottigliamento e me le consegna imbottigliate.
Mi sono person: non so più cosa devo indicare sulle etichette :-) !!!
Vi prego di aiutarmi, devo stampare le etichette e non so più cosa scriverci sopra...

Calogero Di Miceli
Calogero Di Miceli
12 novembre 2014 ore 13:25

Salve,
ho da poco creato una azienda per la vendita online di olio extra vergine di oliva, riguardo all'etichetta gradirei sapere alcune cose cortesemente:
- mi parlavano dell'inserimento dei valori nutrizionali è proprio così?
- basta la il mio marchio e la sede della mia azienda?

Roberto Pierantoni
Roberto Pierantoni
12 novembre 2014 ore 09:35

Metta il nome della sua azienda agricola e l'indirizzo per esteso. Credevo di essere stato chiaro nella prima risposta.

ALBERTO ALESSI
ALBERTO ALESSI
11 novembre 2014 ore 14:29

In verità noi al contrario non abbiamo frantoio. Siamo ulivicoltori e dopo la raccolta ci appoggiamo ad un frantoio che ce le molisce. Poi siamo noi ad imbottigliare. Quindi il dubbio era..."prodotto e imbottigliato da...(noi) oppure se è obbligatorio mettere anche molito da.... oppure se posso semplicemente mettere la dicitura della mia azienda agricola con indirizzo. Preciso che sono in regime di agricoltura Biologica

Roberto Pierantoni
Roberto Pierantoni
11 novembre 2014 ore 13:24

leggo nell'articolo alla voce "prodotto e confezionato da..." che il frantoio che acquista le olive debba indicare il produttore delle olive, ma il regolamento UE 29/2012 vieta questa possibilità concedendo esclusivamente la dizione "ITALIA" o similari per la provenienza del prodotto (a parte le DOP), quindi a a mio parere il frantoio che acquista le olive PUO' riportare in etichetta prodotto e confezionato da XXX.

Roberto Pierantoni
Roberto Pierantoni
11 novembre 2014 ore 13:10

In base al Reg. Ue 1169/2011 è obbligatorio indicare il responsabile delle indicazioni riportate in etichetta, che viene identificato con chi commercializza il prodotto. Quindi è sufficiente indicare, oltre al marchio va indicato il nome e l'indirizzo dell'operatore che commercializza il prodotto. Eventuali indicazioni ulteriori, tipo "imbottigliato da ecc.... sono facoltative e comunque sempre ricadenti nella responsabilità di chi copmmercializza il prodotto con il proprio marchio.
Ad esempio un prodotto a marchio CONAD, la responsabilità del prodotto e di quanto dichiarato in etichetta è di CONAD salvo diversi accordi contrattuali con i fornitori che poi dovrà chiarire a seguito di eventuali contestazioni.....ma questa è un'altra storia.
Il chiarimento è rintracciabile nella nota del Ministero dello Sviluppo Economico relativa all'argomento in questione, divulgata a gli operatori del settore e alle relative associazioni OGGETTO: Regolamento (UE) 1169/2011

ALBERTO ALESSI
ALBERTO ALESSI
11 novembre 2014 ore 12:25

Buongiorno, sono produttore di olio extravergine biologico. Porto le olive presso un frantoio per la molitura e poi imbottiglio in azienda. Volevo sapere se è obbligatorio inserire in etichetta la dicitura "molito c/o...." oppure basta indicare prodotto e imbottigliato da (ovvero noi stessi).

Vincenzo Nisio
Vincenzo Nisio
25 ottobre 2014 ore 14:44

Gentile Redazione,
evidentemente arrivo con un po di ritardo, ma i tempi stringono e le aziende si stanno adeguando alle nuove normative. La mia - forse banale - domanda è: quali sono le informazioni che obbligatoriamente vanno sulla etichetta anteriore, o principale? Dalla lettura dei regolamenti, compresa la legge 9/2013, pare che sia obbligatoria solo l'origine, la classe merceologica, la quantità è la scadenza. Mi confermate anche voi che è così?

Grazie in anticipo e complimenti per la vostra attività.
Vincenzo Nisio

sonia valentini
sonia valentini
03 maggio 2014 ore 10:38

buongiorno,
nell'etichetta è obbligatorio scrivere:
Lotto n. xx del xxxx
???
Mi pare che il nome dell'azienda imbottigliatrice si può omettere solo se in alternativa si usa un marchio registrato
???
grazie dei chiarimenti...non è semplice per noi agricoltori stare dietro a tutte le normative....

teresa lamberti
teresa lamberti
31 marzo 2014 ore 10:20

Buongiorno, in merito alla vostra risposta al sig.Michele Rosati del 18.12.13 "Senza aggiungere alcuna indicazione, tipo "prodotto da" o "confezionato da", inserisca il nome della sua azienda e l'indirizzo, ivi compreso se vuole, mail e sito web.
Quindi, dove è indicato, sede stabilimento indicherà il semplice indirizzo, senza necessità di citare l'azienda, presso cui fa eseguire l'imbottigliamento" quando dite di indicare il semplice indirizzo della azienda che imbottiglia, può essere sufficiente indicare il codice che fa riferimento alla azienda imbottigliatrice tipo CZ000 oppure il numero C.C.I.A.A. registrzione alla Camera di Commercio, in sostituzione dell'indirizzo.E se si la regola vale sia per italia e europa e anche Paesi extra cee?Spero di essere stata chiara nella mia domanda e vi ringrazio per una vostra pronta risposta.

Roberto Pierantoni
Roberto Pierantoni
14 marzo 2014 ore 08:27

Si può omettere in etichetta se l'indicazione del volume contenuto è nello stesso campo visivo insieme alla denominazione di vendita, all'indicazione della provenienza (indicazione geografica) e alla data di preferibile consumo.

Renato Fiore
Renato Fiore
14 marzo 2014 ore 01:22

Buongiorno, sempre in merito all'etichetta, utilizzando lattine da 3 e 5 litri, dove è scritto in maniera netta e chiara la quantità di olio (3 o 5 litri), è necessario riscrivere la stessa anche sull'etichetta oppure è possibile ometterla?
Grazie mille!

GIANLUCA CATTIN
GIANLUCA CATTIN
11 febbraio 2014 ore 16:56

Spett.le Redazione Teatro Naturale
Grazie infinite per la vostra celere ed esaudiente risposta

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
11 febbraio 2014 ore 16:46

Il cugino può certamente imbottigliare l'olio, da lui prodotto, con una etichetta personalizzata per lei.

In questo caso andrà indicato in etichetta:
"Confezionato per": ragione sociale della sua azienda e indirizzo completo
"Da": ragione sociale e indirizzo del cugino frantoiano
oppure
"Presso": indirizzo del cugino frantoiano

Non dovrà sottoporsi ad altri obblighi se non a quelli fiscali, ordinari di ogni esercizio commerciale.
Buon lavoro

GIANLUCA CATTIN
GIANLUCA CATTIN
11 febbraio 2014 ore 16:43

Nel caso io lo rifornisca di una mia etichetta (logo compreso) bottiglia e tappo per l'imbottigliamento posso commercializzare poi l'olio pur non essendone produttore?
In caso affermativo a quali regole devo sottostare sia dal punto di vista dell'ettichettatura che dalle norme per la vendita dell'oilio stesso. Grazie
Gianluca Cattin

GIANLUCA CATTIN
GIANLUCA CATTIN
11 febbraio 2014 ore 16:36

Buongiorno a tutti,
premetto che provengo da tutt altro settore alimentare, sono macellaio e sono proprietario di negozio di macelleria-gastronomia.
Lavoro con mio cognato che e' calabrese e suo cugino e' proprietario di un'azienda che coltiva olive, possiede un frantoio e produce olio che vende da se con la propria etichetta ma producerebbe e imbottiglierebbe olio anche conto terzi.
Domanda: fornendolo di una mia etichetta (logo compreso) bottiglia e tappo

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
03 febbraio 2014 ore 08:46

Gentile Sig. Fiore, le confermiamo i contenuti dell'articolo ricordandole che le indicazioni contenute valgono da quando il regolamento sarà operativo: 13 dicembre 2014.

Renato Fiore
Renato Fiore
02 febbraio 2014 ore 19:58

Leggiamo sulla Vostra guida per l'etichetta che le dimensioni minime per il carattere delle indicazioni obbligatorie è di 1,2 mm per contenitori da 0,75 litri e 5 litri; siccome leggiamo da altre fonti indicazioni diverse vorremmo avere certezza della dimensioni minima prima di stampare la nostra etichetta.
Grazie.

Michele Rosati
Michele Rosati
15 gennaio 2014 ore 11:42

Bene, grazie per le vostre precisazioni.

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
14 gennaio 2014 ore 18:49

Gentile Sig. Pierantoni,
la ringraziamo per la precisazione, evidentemente eravamo stati poco chiari, intendendo che il registro Sian è indipendente dai procedimenti certificativi delle Dop.
Per dettagli sul registro Sian rimandiamo comunque all'articolo: http://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/l-arca-olearia/18394-registro-telematico-sian-per-tutti-sara-on-line-dal-14-febbraio.htm

Roberto Pierantoni
Roberto Pierantoni
14 gennaio 2014 ore 18:36

Nell'ultimo commento della Redazione si dice che "il registro SIAN è completamente in dipendente dalla DOP". Se si riferisce all'anno 2013 va bene, ma dal 1 gennaio 2013 anche le DOP e IGP sono assoggettale al registro SIAN (vedi pag. 6 della circolare AGEA del 24/12/2013 Prot. N. ACIU.2013.1110).

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
13 gennaio 2014 ore 18:28

Nel caso si voglia imbottigliare un olio come Dop/Igp occorre seguire il disciplinare di produzione e tutto l'iter certificativo predisposto dal Consorzio.
Nel caso di specie, ovvero dell'olio Igp Toscano, sarà necessario essere iscritti al consorzio, quindi rispettare il disciplinare di produzione, frangere in un frantoio iscritto al Consorzio, quindi, volendo porre il bollino e l'indicazione Toscano, chiedere il prelievo di un campione che verrà sottoposto a esami analitici e organolettici. Quindi occorrerà mandare in visione l'etichetta al Consorzio che dovrà approvarla. Insieme si potrà richiedere il rilascio dei bollini in ragione delle quantità di olio e del formato della bottiglia.
Il Registro Sian è completamente indipendente dalla Dop, ovvero dalla qualità dell'olio. Se lei commercializza olio d'oliva dovrà tenere le annotazioni sul registro telematico. Potrà non tenere il registro solo se si farà stoccare e confezionare l'olio dal frantoio, portando a casa solo le bottiglie preconfezionate ed etichettate.
Buon lavoro

Michele Rosati
Michele Rosati
13 gennaio 2014 ore 15:03

Buonasera e, seppur in ritardo, faccio i migliori auguri a tutta la redazione ed i lettori di Teatro Naturale. Ho un dubbio che vorrei portare alla vostra attenzione:
Se vogliamo indicare l'origine toscana sulla retroetichetta dell'olio extra vergine di oliva dobbiamo richiedere al frantoio presso cui l'acquistiamo e lo facciamo imbottigliare la certificazione IGP, giusto? Ma è necessario anche applicare il bollino/contrassegno di stato IGP sulle bottiglie? In questo caso a chi competerebbe la gestione dei controlli/registri? E' sempre il regolamento di esecuzione CE 29/2012.
il riferimento normativo da prendere come base?Spero di aver espresso in modo comprensibile i miei dubbi. Grazie per il vostro aiuto.

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
18 dicembre 2013 ore 16:52

Egr. Sig. Michele,
in base alle informazioni esposte ci sembra di capire che la sua azienda voglia acquistare dell'olio italiano, farlo confezionare e poi commercializzarlo.
In questo caso l'etichetta tipo è la prima di quelle mostrate in questo articolo.
L'indicazione d'origine deve essere solo "italiano", "origine italiana" o "Made in Italy" o dizioni equivalenti. A meno che non si tratti di un prodotto certificato o certificabile come Dop, o nel suo caso Igp Toscano, non può essere aggiunta la dizione Toscano.
Senza aggiungere alcuna indicazione, tipo "prodotto da" o "confezionato da", inserisca il nome della sua azienda e l'indirizzo, ivi compreso se vuole, mail e sito web.
Quindi, dove è indicato, sede stabilimento indicherà il semplice indirizzo, senza necessità di citare l'azienda, presso cui fa eseguire l'imbottigliamento.
Le confermiamo che la scadenza non può essere superiore a 18 mesi dalla data di imbottigliamento.
Per qualche informazione in più rigardo le normative sull'etichettatura le consigliamo la lettura del Dlgs 109/1992 e del regolamento di esecuzione CE 29/2012.
Saluti e auguri di Buone Feste

Michele Rosati
Michele Rosati
18 dicembre 2013 ore 14:28

Buongiorno e complimenti per il forum che è molto istruttivo per me che non ho ancora molta familiarità con il settore. Comunque avrei bisogno di informazioni in quanto l'azienda agricola per cui lavoro ha intenzione di acquistare dell'olio sfuso da un frantoio e di farsi fare il confezionamento fornendo bottiglie, tappi ed etichette. Sulla retro-etichetta quale tipo di informazione dovremmo indicare? Leggendo i vari regolamenti comunitari mi è parso di capire che è sufficiente scrivere la zona geografica di provenienza della materia prima e non è obbligatorio inserire il nome dello stabilimento da cui proviene l'olio. Ad esempio potremmo adottare la seguente dicitura: "Olio extra vergine di oliva derivante da olive della Toscana". In altre parole non vorremmo far comparire il nome dell'azienda presso cui acquistiamo l'olio e che si occupa del confezionamento. Quale soluzione potremmo adottare?
Mi confermate l'obbligatorietà che la data di scadenza indicata sull'etichetta non sia superiore di 18 mesi rispetto a quella di imbottigliamento?
Ringrazio infinitamente per il supporto che potete darmi.
Michele

Emanuele Aymerich
Emanuele Aymerich
13 dicembre 2013 ore 12:51

Sig. Pierantoni lei è stato gentilissimo ed esauriente, la ringrazio moltissimo del chiarimento! Buona giornata anche a lei.

Roberto Pierantoni
Roberto Pierantoni
13 dicembre 2013 ore 12:36

Egregio Sig. Emanuele, se Lei effettua un imbottigliamento per conto terzi e le etichette oltre che il prodotto, ovviamente, vengono forniti dal committente, lei risponde esclusivamente di eventuali errori di imbottigliamento, tipo impurità, erratta apposizione delle etichette o quant'altro possa essere ricondotto ad una sua pratica errata. Se il committente le fornisce la documentazione relativa alla consegna del prodotto con l'indicazione "olio extra vergine di oliva" ne risponde LUI e non Lei. Se le etichette le vengono fornite dal committente o se il committente ne risponde Lui e non Lei. In definitiva, quando Lei effettua un lavoro per conto terzi, risponde solo delle operazioni da Lei effettuate e non della qualità del prodotto imbottigliato. L'importante è che lei disponga della documentazione che attesti che la denominazione di vendita dell'olio sia stata dichiarata dal committente e che le etichette siano state fornite dallo stesso. Lei registra nel registro SIAN l'introduzione dell'olio sfuso fornito dal committente (T5), il passaggio dell'olio sfuso all'imbottigliamento(T7), la quantità di olio imbottigliato (T8) e l'olio restituito imbottigliato al committente(T9). Lei non classifica l'olio consegnatole.
Buona giornata

Emanuele Aymerich
Emanuele Aymerich
13 dicembre 2013 ore 12:13

Quanto scritto dal Sig.Pierantoni mi interessa molto e spero sappia dirmi di più: lei dice "Il committente è quindi responsabile di tutta la fase produttiva" quindi quando io opero come imbottigliatore contoterzista, quindi con olio fornito dal committente, non rispondo della veridicità delle dichiarazioni indicate in etichetta (EV, fruttato, italiano, estratto a freddo, etc.) o in ogni caso della sua correttezza formale? Non sono quindi obbligato a effettuare io analisi, panel, etc, dell'olio del committente? La mia domanda non è peregrina in quanto quando effettuo un imbottigliamento conto terzi io DEVO registrare sul SIAN l'operazione indicando se l'olio è EV, se è italiano, se è estratto a freddo, etc. ma posso registrare quello che mi indica il committente o devo verificare perché rispondo io di quanto sto registrando? Attualmente mi sto sobbarcando tutto io, faccio le analisi, i panel e verifico le etichette, ma non mi sembra giusto che debba occuparmene io e assumermi la responsabilità della loro correttezza.

Roberto Pierantoni
Roberto Pierantoni
13 dicembre 2013 ore 11:32

La dizione prodotto e confezionato da..... nonn è obbligatoria ma neanche vietata, quindi se un'azienda agricola fa molire le proprie olive e ritora il proprio olio lavorato in conto terzi dal frantoio, può scrivere prodotto e confezionato da Az. agricola ...... Lo stesso vale per il frantoio che acquista le olive, le frange nel proprio frantoio e imbottiglia l'olio. Tutto questo perchè è la proprietà della materia prima che conta, se un'azienda agricola o un frantoio acquistano olio possono riportare in etichetta esclusivamente la dizione imbottigliato da...... la provenienza delle olive e/o dell'olio, può riguardare la nazione e non la zona o l'azienda di produzione delle stesse, configurando in tal modo una illecita indicazione di provenienza ( vedasi Reg. Ce 29/2012) tutto questo ovviamente se trattasi di olio extra vergine di oliva non DOP o IGP. Il concetto di produzione di olio, va chiarita, perchè chi effettua un lavoro per conto terzi, lo effettua in nome e per conto del committente, quindi non per se stesso. Il committente è quindi responsabile di tutta la fase produttiva (salvo ovviamente opzioni di rivalsa o di non accettazione del prodotto se non rispondente alle specifiche commissionate). Quindi se il produttore agricolo non ha il frantoio può avvalersi del conto terzi ed essere comunque produttore, così come il frantoio che acquista le olive. Per la provenienza come già detto si può dichiarare esclusivamente, ad esempio, "prodotto in Italia da olive coltivate in Italia oppure 100% Italiano o prodotto in Italia o prodotto Italiano ecc.". Se le olive sono state coltivate all'estero " prodotto in italia da olive coltivate in Grecia"
Distinti saluti

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
09 dicembre 2013 ore 09:08

Gentile Sig. Michele,
abbiamo inserito questa informazione perchè ci risulta che siano stati elevati diversi verbali, da parte dell'ICQRF, in Toscana e altrove, su questo punto.
La contestazione si basa sul fatto che l'informazione al consumatore non sarebbe nè corretta nè completa, quindi una violazione del Dlgs 109/1992 concernente l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari.
Il pagarone con Barilla non è corretto poichè la suddetta ditta non inserisce mai in etichetta "prodotto e confezionato da" ma la denominazione legale dell'azienda e poi il "prodotto presso" o "prodotto a", ovvero indica la sede dello stabilimento.
Distinti saluti

MICHELE DACCHILLE
MICHELE DACCHILLE
09 dicembre 2013 ore 06:48

.......... “Prodotto e confezionato da”..........
a me sembra non esatta l'indicazione che date in quanto, fino a prova contraria, l'olivicoltore produce olive e solo se ha anche il frantoio produce olio. E' come dire che BARILLA quando fa la pasta deve indicare il produttore del grano.

Franco Spada
Franco Spada
07 dicembre 2013 ore 17:39

Sottoscrivo il commento del Dr. Gino Celletti

Gino Celletti
Gino Celletti
07 dicembre 2013 ore 15:35

Due cose sull' etichetta secondo il nuovo regolamento 29/2012:
1 continuano a mancare I POLIFENOLI
2 continua l'imbroglio sulla data di scadenza: 18 mesi dalla data di imbittigliamento, e' una im precisione concettuale inconcepibile. La data dovrebbe essere prima di tutto commisurata alla capacita' dell'olio di resistere alla sua autossidazione in base aa quanti polifenoli contiene e poi non dalla data di imbottigliamento ma dalla di produzione. Se io faccio l'olio il 30 novembre 2013 e lo imbottiglio il 30 ottobre 2014 (conservato chissa' come) e da li faccio partire i 18 mesi avro' un olio accettabile per legge anche dopo 30 mesi. Lo sarebbe anche, ma dovrebbe avere ddi partenza almeno 1000 mg/kg di polifenoli totali, che vuol dire 4 g/kg di oleuropeina.

Luigi Tega
Luigi Tega
07 dicembre 2013 ore 12:38

Non comprendo cosa intende il sig Baggi Giovanni Battista quando sostiene che dovrebbe essere resa obbligatoria l'origine della materia prima.

Redazione Teatro Naturale
Redazione Teatro Naturale
07 dicembre 2013 ore 12:15

In luoghi umidi si possono sviluppare muffe o si possono avere "inquinamenti batterici" che producono odori sgradevoli che, specie se la bottiglia ormai è aperta, si possono trasferire facilmente all'olio.
E' il caso di certi sottoscala, in palazzi vecchi, o cantine.
La raccomandazione di conservare l'olio in luoghi asciutti ha quindi questo significato.
Le raccomandazioni suggerite dal Sig. Aymerich hanno un senso e nulla vieta di indicarle, in aggiunta a quelle di legge, in etichetta.

Emanuele Aymerich
Emanuele Aymerich
07 dicembre 2013 ore 11:30

Non riesco a capire perché una bottiglia d'olio chiusa debba essere conservata in un luogo asciutto, mi sembra una fesseria, di certo l'umidità non penetra nel vetro, nell'alluminio o nella plastica, una bottiglia può benissimo stare in una fresca cantina umida e l'olio non ne risentirebbe di certo. E anche se per assurdo la bottiglia fosse aperta non mi risulta che l'olio sia igroscopico. Casomai una raccomandazione utile dovrebbe essere quella di tenerla chiusa per ridurre l'ossidazione, o di consumarla entro un certo periodo dopo l'apertura. Qualcuno ha una spiegazione?

Giovanni Battista Baggi
Giovanni Battista Baggi
07 dicembre 2013 ore 02:54

Non basta, deve essere chiaramente indicata e resa obbligatoria l'origine della materia prima.