L'arca olearia
I frantoi analizzano l’olio? Ecco come lo fanno gli associati AIFO
L'esigenza è analizzare in modo rapido ed istantaneo le partite di olio sia per i clienti privati sia per l'extra vergine in conferimento. Quasi tutti i frantoi eseguono un controllo di qualità dell’olio ed effettuano l’analisi verificando principalmente i parametri di acidità, perossidi e polifenoli
06 dicembre 2013 | Simone Pucci
Le analisi chimiche dell’olio di oliva rientrano nel processo di controllo di qualità del prodotto.
Ma quanti impianti che trasformano e producono l’olio le realizzano? E in che modo?
Per rispondere a queste domande nei mesi scorsi CDR ha promosso un’ indagine in collaborazione con AIFO, l’Associazione Italiana Frantoiani Oleari.
Una serie di questionari è stata quindi distribuita in tutta Italia ad un campione di associati AIFO, frantoiani o gestori di impianti per la produzione di olio di oliva.
E’ stato così raccolto il parare dei frantoiani su produzione di olio ed analisi delle partite prodotte in frantoio ed i dati offrono adesso un interessante spunto di riflessione sull’argomento. Le informazioni raccolte hanno inoltre permesso di capire il grado di importanza attribuito al controllo di qualità.
I quesiti rivolti agli intervistati riguardavano diversi argomenti:
- servizi di molitura e di analisi offerti dal frantoio
- parametri analitici più frequenti
- le analisi che vengono fatte eseguire da laboratori esterni
- le analisi che sono realizzate direttamente in frantoio
- gli strumenti di analisi impiegati in frantoio
- le caratteristiche d’uso relative a OxiTester
- la diffusione dell’analizzatore OxiTester
- un parere sul sistema di analisi OxiTester
OxiTester è l’analizzatore in grado di determinare, a partire da una piccola quantità di campione di olio, i relativi parametri di acidità, perossidi e polifenoli in pochi minuti; fa parte della linea di sistemi di analisi per alimenti e bevande realizzati dall’azienda fiorentina CDR.
Le caratteristiche più apprezzate dell’analizzatore OxiTester, secondo l’indagine, sono:
1. Rapidità di analisi
2. Semplicità e velocità dell’esecuzione del metodo
3. Affidabilità dei risultati e conformità ai metodi di riferimento
Ma cosa altro emerge dai dati?
Innanzitutto i risultati dell’indagine hanno evidenziato una tendenza interessante a realizzare il controllo di qualità dell’olio direttamente in frantoio, individuando l’ esigenza di analizzare in modo rapido ed istantaneo le partite di olio, con il minor quantitativo di campione possibile.
Quasi il 60% degli intervistati risponde infatti di ricevere richieste di analizzare l’olio prodotto dai privati che effettuano la molitura presso il frantoio; quasi la totalità degli intervistati crede inoltre che sia importante avere in frantoio uno strumento che analizzi istantaneamente la qualità dell’olio.

Le analisi risultano importanti anche per la gestione dell’olio in conferimento, per il quale le analisi vengono normalmente eseguite. Il prodotto restituito dal frantoio deve infatti essere in linea con le esigenze del mercato e con le normative nazionali ed europee per il settore oleario. Secondo i dati circa il 30% fa eseguire i test analitici da un laboratorio esterno, mentre il restante 70% esegue le analisi sia internamente al frantoio che presso laboratori esterni.

Le analisi generalmente effettuate sull’olio di oliva sono acidità, perossidi, polifenoli, K270, alchil esteri, cere. Tuttavia i parametri maggiormente effettuati e con i quali si indentifica il controllo della qualità dell’olio sono acidità, perossidi e polifenoli.

Quindi quasi tutti i frantoi eseguono un controllo di qualità dell’olio ed effettuano l’analisi verificando principalmente i parametri di acidità, perossidi e polifenoli. Per farlo utilizzano diversi metodi analitici, sia all’interno che all’esterno del frantoio. Fra questi la titolazione in laboratorio chimico, acidimetro, kit test per acidità, strumenti per acidità e perossidi, fenolftaleina, ecc.
Tuttavia una parte degli intervistati possiede uno strumento di analisi CDR, OxiTester oppure MiniFood, per analizzare sul momento la partita di olio prodotta, evidenziando l’esigenza di fare le analisi in modo pratico ed immediato direttamente in frantoio. In particolare circa un terzo degli intervistati predilige il metodo OxiTester per effettuare i controlli, giustificati dalla necessità di avere dati precisi ed istantanei sulla qualità dell’olio prodotto ma anche dalla richiesta dei privati che si rivolgono al frantoio per la frangitura delle olive durante l’annuale campagna olearia.
L’esigenza di effettuare le analisi in modo autonomo è quindi senza dubbio un’esigenza in crescita all’interno dei frantoi ed il dato è confermato dagli oltre 1000 strumenti di analisi per olio CDR installati in tutta Italia.
La diffusione degli analizzatori OxiTester è quindi molto alta e conferma la tendenza da parte dei frantoi a dotarsi di un sistema pratico, rapido ed attendibile per il controllo di qualità che permette inoltre di offrire un servizio molto apprezzato dagli imprenditori agricoli che coltivano gli olivi e di contribuire al consolidamento di una corretta “cultura dell’olio di oliva”.
Scopri come si eseguono le analisi dell’olio di oliva con OxiTester
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