L'arca olearia
I capi panel per gli oli di oliva? Che siano capi panel effettivi
Il Ministero per le Politiche agricole sta lavorando per definire un decreto con cui aggiornare le regole per la formazione degli assaggiatori, ma anche per ridefinire ruolo e figura del capo panel. Interviene con una giusta dose di polemica il presidente di Olea, proponendo quattro punti fermi. Il fine? Evitare il ripetersi dei soliti abusi
23 aprile 2011 | Ettore Franca
Per le solite vie traverse si è saputo che un brain-storm presso il Mipaaf è al lavoro per produrre un Decreto col quale aggiornare e modificare, sentite le proposte delle Regioni e le controproposte di alcuni capi-panel, i dettati relativi alla formazione degli assaggiatori, il ruolo e la figura del capi-panel, nonchè la costituzione e il significato dei panel.
Al che viene spontaneo dire, ovviamente, come mai O.L.E.A. non sia stata interpellata, nonostante nei suoi quindici anni di attività (più cinque ante costituzione) vanti con orgoglio l’aver realizzato oltre 150 corsi, in Italia e all’estero, in cui sono state coinvolte più di cinque mila persone, aspiranti-assaggiatori o semplici curiosi, molte delle quali guidate e condotte fino alla iscrizione agli albi/elenchi o al far parte di panels.
Trascuro volutamente, qui, i vari concorsi a livello locale, regionale e nazionale (per intenderci: tutti “L’Oro di … ®”), unitamente ai numerosi corsi divulgativi rivolti ai consumatori, come pure quelli tenuti per i frantoiani, gli olivicoltori e i potatori, tutti effettuati nell’ottica di diffondere la cultura dell’olio e di migliorarne la qualità. Ma tant’è, accade anche questo.
Per significare la sua presenza nel mondo dell’analisi sensoriale degli oli di oliva, O.L.E.A. espone comunque, attraverso me che ne sono il presidente, alcuni suoi punti di vista sull’argomento.
Primo punto. La preparazione degli aspiranti assaggiatori
O.L.E.A. ritiene necessario, alla luce di quanto si muove sotto l’egida della circolare 5, aggiornare e chiarire il significato della preparazione degli aspiranti assaggiatori che, dai corsi, hanno solo una infarinatura della conoscenza.
Gli assaggiatori veri si “formano” negli incontri successivi, e non solo con le 20 sedute – anche se ben fatte (figuriamoci poi con quelle “accelerate”!) – ma nelle decine e decine di valutazioni condotte da analisti sensoriali “anziani”, i quali per passione, e non certo per danaro, hanno maturato capacità professionale ed esperienza.
Secondo punto. Chiarire la figura del capo-panel
Il DM 30 luglio 2003 lascia ben poco alla interpretazione, anche perché, secondo tale dettato, il capo-panel:
a) dev’essere esperto nella valutazione organolettica delle varie categorie di oli vergini da oliva;
b) dev’essere iscritto nell’elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli da oliva vergini, articolato su base regionale e tenuto presso il Mipaaf, e dimostrare d’aver operato almeno da tre anni;
c) ha superato lo specifico corso autorizzato dal Mipaaf;
d) ha conseguito l’attestato di idoneità ed è in possesso della relativa certificazione;
e) pur essendo in possesso dell’attestato di idoneità (quindi formalmente è “capo-panel”), è tale a tutti gli effetti solo all’atto della costituzione e conduzione di un panel di assaggiatori.
La norma appare chiara ma, un po’ per scarso interesse, un po’ per mancanza di controllo, un po’ per l’andamento “all’italiana” del sistema, perfetto sulla carta ma tirato qui o là nel meandro di cavilli artificiosamente costruiti, ecco comparire le interpretazioni pro domo sua.
Infatti, pur se il titolo di capo-panel – e a precise condizioni – è attribuito dal Ministero, c’è chi in seguito a un corso “privatistico” svolto con la stessa procedura, pur essendo un “para-capo-panel”, animato da sacro furore si mette a capo di un gruppo “informale” di assaggiatori oppure organizza “corsi per assaggiatori” o conduce le “20 sedute” perché, tanto, …cosa fatta, capo ha.
Terzo punto. Corsi di idoneità fisiologica diretti solo da capi panel effettivi
Per garantire serietà, professionalità e competenze, anche per togliere crepe di fumosità in cui c’è chi sguazza, è necessario stabilire che i “corsi di idoneità fisiologica” devono essere diretti da capi-panel effettivi, quelli che guidano un panel operante e accreditato.
Quarto punto. Le sedute certificate a capi panel e assaggiatori esperti
E’ invece opportuno che le sedute certificate siano seguite, oltre che da capi-panel, anche da assaggiatori esperti che, sistematicamente, operano in un panel accreditato.
Limitare l’attività ai soli capi-panel “ufficiali” renderebbe problematica sia la realizzazione, sia, soprattutto, la serietà richiesta dalla formazione degli aspiranti assaggiatori.
Infatti, il ridotto numero di capi-panel accreditati e disponibili, difficilmente consentirebbe di condurre le 20 sedute entro i termini previsti favorendo le fin troppo frequenti furberie che dispensano attestati considerati uno per ogni assaggio di venti oli proposti, magari, metà al mattino e metà al pomeriggio di un unico giorno.
Il modus operanti di O.L.E.A. vuole che le sedute, non più di due al giorno, vengano fatte nell’arco temporale di molti mesi, spesso intervallate da incontri informali, e gli assaggi di ciascuna seduta prevedano almeno 4-5 oli ciascuno, dei quali è commentato e discusso sotto la guida di capi-panel, di componenti di panel e di assaggiatori tutti con esperienza consolidata.
Per consapevolezza, O.L.E.A. sostiene che pluralità dei conduttori, nello spirito delle norme che prevedono la soggettività nel giudizio di un panel test, è garanzia di una formazione ampia e completa degli assaggiatori.
Con quanto esposto, O.L.E.A. ritiene di aver contribuito a migliorare la stesura del Decreto in gestazione portando, con l’umiltà che la connota, la propria esperienza maturata sul campo.

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Accedi o Registratimassimo occhinegro
28 aprile 2011 ore 17:10Mi e' parso di sentire che in Italia si possa diventare assaggiatori con la Scuola radio elettra. Risulta?
AGUSTI ROMERO
26 aprile 2011 ore 16:43In Catalonia (Spain) we consider three different kind of formation. (1) a very general course for consumers and non professional people; (2) one specific for mill personal and virgin oil sales managers; and (3) very specific for panel assessors. This 3rd for panel assessors is carried out by the official panel of Catalonia and it is only for aspirants who are going to be joined to the official panel; the procedure for their formation is well described in technical documents that are audited by ISO 17025 and can need 2-3 years until the aspirant has a good performance, in relation to the other members of the official panel (its deviations from de average panel must be lower than 1 for each attribute).
Agusti Romero (official member of the panel of Catalonia and responsable for training and quality control of its assessors).
massimo occhinegro
28 aprile 2011 ore 18:39Condivido, sia l'articolo di Ettore Franca, (L'Italia essendo leader dell'autolesionismo, mette in "cima" spesso le persone o gli organismi più incapaci)sia la risposta di Luigi Caricato. Il problema è:
1) da quando è stato istituito il "panel test" per "funzioni nobili" non nobili sono i controlli che vengono effettuati giacchè , a mio modesto parere, strumentalizzabili; lo strumento è potente ma è come affidare la guida di una Ferrari ad un neo patentato;
2) Chi controlla ignora o fa finta di ignorare che in Italia forse l'80% del prodotto commercializzato è un blend EU, dichiarato in etichetta a dimostrazione dell'origine (come per il caffè torrefatto all'italiana e per la pasta con grano all'italiana) L'Italia è quindi importatrice netta non perchè non voglia impiegare l'olio italiano ma semplicemente perchè ce n'è poco; tale olio viene importato prevalentemente dalla Spagna (quello più economico)Ergo, i neo patentati a fronte di una legge europea di panel, sono in grado di giudicare i prevalenti oli spagnoli? E se poi li definiscono lampanti? Esiste forse una legge che vieti l'importazione di oli spagnoli? Ed in Spagna i panel come giudicano i propri oli, li declassano forse a lampanti? Ma stiamo o non stiamo in Europa? E poi la legge ha validità nell'ambito Europeo o anche al di fuori dei confini dove normalmente prevalgono le leggi dei mercati di destino? (Vedi USA che per prima ha introdotto al mondo l'origine dell'olio, quando ancora in Italia non esisteva nessuna normativa.