L'arca olearia

SI APRE UNA NUOVA CAMPAGNA E SI TIRANO I PRIMI BILANCI DELLA PRECEDENTE

Solamente in Grecia le quotazioni sono in rialzo, sui mercati nazionali si segnala una generalizzata altalena dei prezzi e contrattazioni piuttosto limitate. Intanto l'Italia continua a importare sempre più olio d’oliva, soprattutto dalla Spagna, aggravando il deficit della bilancia commerciale di 324 milioni di euro

20 novembre 2004 | R. T.

Il mercato degli oli d’oliva mostra i primi segnali di inizio campagna, con prezzi d’esordio piuttosto instabili.
Nel barese si evidenziano pochi scambi commerciali sia per le partite di olio della scorsa campagna, sia per la nuova produzione. Le quotazioni, rispetto alla scorsa settimana mostrano una certa stabilità, con qualche tendenza al ribasso su alcune piazze. Nel foggiano la nuova produzione di extra vergine, al momento, è circoscritta alla zona del Gargano; il prezzo medio in azienda si aggira attorno a 2.66 euro/kg.
La situazione agronomica continua ad essere preoccupante, per la presenza della mosca olearia i cui attacchi stanno diventando sempre più frequenti, a causa delle sfavorevoli condizioni climatiche.
Anche in Campania è cominciata la raccolta. L’olio prodotto non è delle migliori qualità, a causa di un forte attacco di mosca verificatosi negli ultimi giorni. I prezzi di esordio della nuova campagna si aggirano attorno ai 3.00 euro/kg con un discreto interesse da parte della domanda.
In Calabria il mercato inizia a mostrare interesse per l’olio di nuova produzione, infatti si registrano quotazioni al rialzo rispetto alla settimana precedente, soprattutto per la categoria dell’extravergine. Per il lampante, le quotazioni si mantengono sostanzialmente stabili.
La qualità dell’olio prodotto è buona e si rilevano rese in aumento. La situazione fitosanitaria e vegetativa degli impianti è ottima; solo in qualche zona si sta procedendo a trattamenti preventivi contro gli attacchi di mosca.
In Sicilia proseguono a pieno ritmo le operazioni di raccolta. Per quanto riguarda i prezzi degli esigui quantitativi di olio ancora presenti in magazzino non si segnalano variazioni, mentre per l’extra vergine di nuova produzione si rileva un prezzo medio all’origine di 3.35 euro/kg. Le contrattazioni, tuttavia, sono ancora limitate.

Grecia e Spagna
In Grecia il mercato inizia a mostrare una lieve ripresa, infatti si segnalano quotazioni al rialzo su quasi tutte le piazze, soprattutto per la categoria dell’extravergine; si segnalano ribassi per le quotazioni del lampante e prezzi stabili per il vergine.
Il mercato spagnolo mostra quotazioni stabili, con una leggera tendenza al ribasso, soprattutto sulla piazza di Jaen, dove è concentrata la maggior parte della produzione nazionale. Inoltre la situazione meteorologica desta qualche preoccupazione a causa del verificarsi di importanti precipitazioni.

La bilancia commerciale italiana dell’olio di oliva della campagna 2003/04
Secondo elaborazioni Ismea su dati Istat, nei mesi da novembre a luglio della campagna 2003/04 il deficit della bilancia commerciale degli oli di oliva e di sansa è stato di 324 milioni di euro.
In questo periodo le importazioni mostrano un incremento, rispetto allo stesso periodo della campagna precedente, sia nelle quantità (+2,3%), sia nella spesa totale (+28,3%). Le maggiori quantità di prodotto importato riguardano l’olio di oliva (ton. 448mila), in particolare l’extravergine (ton. 315mila) e il lampante (ton. 83mila).
La Spagna si conferma il principale mercato di approvvigionamento con una quota del 60%; la quota ha registrato un incremento del +15,6%, rispetto allo stesso periodo della campagna precedente.
Sul fronte dell’export, che ammonta a 247 mila tonnellate, per un valore di 752 milioni di euro, si assiste, rispetto allo stesso periodo della campagna precedente, ad una stabilità nelle quantità esportate, correlata ad un incremento del +15,6% degli introiti monetari.
In termini di quote, il principale mercato di sbocco è rappresentato dagli Stati Uniti (40,6%), con un totale di 100mila tonnellate per un valore di 298milioni di euro. Continua la battuta d’arresto dell’export nei Paesi dell’ Unione Europea.

Fonte: Ismea

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