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Grande successo per Sol and the City Sud, attesa per Sol Expo a Verona l'1-3 marzo

Grande successo per Sol and the City Sud, attesa per Sol Expo a Verona l'1-3 marzo

Convegni, degustazioni, mixology e cooking show in un ricco palinsesto per le due giornate di apertura al pubblico a Catanzaro per l'olio extravergine di oliva calabrese. La grande edizione a Verona dall'1 al 3 marzo per gli appuntamenti con i buyer

14 gennaio 2026 | 14:00 | Giosetta Ciuffa

È la Calabria​ dell’eccellenza a ritrovarsi a Catanzaro, il 19 e il 20 dicembre, per Sol and the City Sud, evento organizzato da Arsac e Veronafiere per mettere al centro l’olio extravergine - non solo calabrese: il riferimento al sud non è casuale - e tutte le declinazioni di prodotto. Convegni, degustazioni, mixology e cooking show in un ricco palinsesto per le due giornate di apertura al pubblico, che ha potuto incontrare gli espositori, approfondire diverse tematiche, assaggiare e acquistare olio extravergine e prodotti a base di evo. 

Passione e territorio le parole d’ordine, che non esisterebbero senza olivicoltori e produttori: portano loro avanti un’agricoltura-presidio in una regione molto diversa per condizioni orografiche e pedoclimatiche e la cui parte olivetata si estende per 180mila ettari, classificandosi la seconda regione italiana per produzione di olio extravergine. Nel lungo passaggio da bene commodity a alimento di qualità che sta vivendo la Calabria (e che i consumatori italiani tardano a compiere) la consapevolezza dell’importanza della valorizzazione delle proprie cultivar autoctone è sempre maggiore. Questa valorizzazione - e le sue conseguenze - va non solo perseguita ma toccata con mano per mostrare come l’olio extravergine possa ancora rappresentare - come nel secolo scorso lo è stato l’olio lampante sfuso - quell’ascensore sociale citato dall’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che in fiera ha annunciato il raggiungimento in quelle ore del 100% di spesa dei fondi Ue. 

E la Calabria, capace di bontà enogastronomiche per cui è nota in tutto il mondo, possiede una ricchezza ben riscontrabile anche nelle differenti cultivar (oltre 30) di cui si sente più spesso parlare, approfondite in talk e seminari a cura dell’Arsac. Ecco quindi le più conosciute, come la regina dell’olivicoltura calabrese, la Carolea, diffusa quasi in tutta la regione; Dolce di Rossano, nella fascia ionica cosentina; Ottobratica, sul versante tirrenico e nella piana di Gioia Tauro, cv in genere molto piccante; Tonda di Filogaso (territorio di Filogaso, nel Vibonese) tipicamente molto piccola e rotonda, come anche la Sinopolese (dal paese di Sinopoli) a Reggio Calabria, anch’essa con piante secolari che possono raggiungere persino 20 metri; Roggianella, dal paese di Roggiano Gravina della valle del Crati; Grossa di Gerace, nella Locride; Pennulara (o Nostrale di Caccuri) con i suoi alberi secolari e Tonda di Strongoli a Crotone. Solo qualche esempio per un mosaico di cultivar che, oltre agli assaggi, è stato protagonista di numerosi show cooking tenuti durante la manifestazione. 

Identitarie le ricette proposte, identitario l’olio: insieme capaci di attrarre un pubblico di aspiranti chef o semplicemente golosi, che hanno potuto attraversare nel gusto la Calabria grazie a piatti tipici in dialogo con gli oli abbinati: per citarne solo alcuni, il broccolo di rapa di Bisignano con la Roggianella (Fabio Campoli e La Mandorla), le mezze maniche con pesto di olive Carolea e baccalà in oliocottura (Claudio Villella e Lametia dop dell’agriturismo Costantino), i turdilli calabresi con la Carolea bio (Maria Antonietta Sacco e Oleificio Torchia), ‘U Sibbaresi (nell’impasto la cv è la Cassanese) e la focaccia sibarita (Daniele Campana e Tenute Librandi), il gelato all’olio di oliva Carolea con una salsa di Moscato al governo di Saracena proposto da Eugenio Morrone e così via, esplorando le tante combinazioni possibili. 

Non poteva mancare la rete Slow Food che, tramite Slow Food Calabria, ha raccontato le piccole produzioni e l’importanza di portarle avanti nel tempo, per evitare che si perda un patrimonio di tradizioni e biodiversità. In particolare, la Calabria è interessata dal presidio degli olivi secolari (dieci delle 34 cultivar olivicole calabresi lo hanno ottenuto) ma sono state inoltre qui presentate le olive Carolea ammaccate del presidio degli olivi secolari, una ricetta della tradizione gastronomica calabrese sulla quale si vuole puntare perché molti consumatori cercano la qualità e si aspettano di trovarla nelle aziende agricole moderne che propongono (anche) prodotti della tradizione.

Siglato inoltre proprio nella due giorni catanzarese il protocollo d’intesa tra Città dell’Olio e Regione Calabria: l’associazione, che riunisce 500 enti in 19 regioni, diviene per la Regione partner nelle fasi di progettazione e programmazione delle politiche regionali dedicate all’olivicoltura (obiettivo è definire le premesse per un piano olivicolo regionale in coerenza con il nazionale e con la pac), alla formazione diretta a operatori e consumatori, al turismo dell’olio e al recupero degli oliveti abbandonati anche attraverso esperienze di agricoltura sociale. 

Oleoturismo vettore di crescita anche secondo il consorzio dell’Olio di Calabria igp (oltre all’indicazione geografica, ci sono anche tre denominazioni protette dell’olio) che ha presentato “Calabria EVO: un viaggio che profuma d’olio”, per scoprire la Calabria attraverso la produzione olearia e valorizzare il territorio con laboratori, visite a oliveti e frantoi, racconti delle tradizioni locali legate alla coltivazione e alla lavorazione dell’olio: obiettivo è la creazione di un sistema oleoturistico con una piattaforma digitale dove l’Olio di Calabria igp è elemento comune di sviluppo.

Talk di taglio scientifico come gli approfondimenti sui polifenoli o sui claim salutistici come quello sulla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo (esibito dall’olio Jannìa da olive Pennulara) validato dal metodo analitico UHPLC-ESI-HRMS secondo cui dopo un anno i livelli di polifenoli restano sufficienti per soddisfare il requisito EFSA: queste molecole si trasformano ma la sommatoria resta costante . Non solo workshop tecnici però: previsto anche un momento inusuale come l’incontro con Giulio Giordano, illustratore di Sergio Bonelli Editore, grazie al quale è stato possibile analizzare come si disegna la natura in un fumetto.

Un invito a conoscere una “Calabria straordinaria” che insieme a Veronafiere, ormai una presenza fissa anche grazie a Vinitaly and the City (“90 cantine presenti a Sibari nella seconda edizione, ormai non più una startup” osserva il dg Rebughini), chiude questo 2025 con la speranza che il panorama olivicolo italiano sia più verde in futuro. Per ora, l’appuntamento è dall’1 al 3 marzo a Verona per Sol Expo.

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