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Sostenibilità e paesaggio, valori premianti nella filiera del vino?

Vino e paesaggio sono un binomio apparentemente inscindibile. Ma è davvero così nell'immaginario del consumatore? Una ricerca delle Donne della Vite, in collaborazione con il Crea-Vit-Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano, cercherà di dare una risposta

06 aprile 2016 | C. S.

Il debutto delle Donne della Vite al Vinitaly è di quelli che rimarranno nella memoria, se non altro perché produrrà una ricerca con modi e metodi del tutto innovativi, a cavallo tra la sperimentazione e l’evento di divulgazione, che aiuterà il settore vitivinicolo a comprendere come il paesaggio viticolo e il rispetto dell’ecosistema siano percepiti e premiati dal consumatore.

“Vino&Paesaggio: appuntamento al buio” è il titolo dell’”happening sperimentale” che si svolgerà durante l’intera durata di Vinitaly (dal 10 al 13 aprile) presso lo stand delle Donne della Vite (Pad. 10 B/3) individuato come “un nuovo luogo” a significare il punto di vista diverso e trasversale da cui guardare il mondo vitivinicolo, un punto di vista più tipicamente femminile.

“Per la prima volta in assoluto – racconta Valeria Fasoli, presidente delle Donne della Vite – attraverso un’esperienza sensoriale, visiva e gustativa, verranno raccolti su larga scala dati per una ricerca sulla relazione tra l’ambiente in cui un vino viene prodotto e la percezione della sua qualità. Alla fine del percorso racconteremo ai partecipanti lo stretto legame che intercorre tra il vino e il suo ambiente nel senso più ampio del termine, soffermandoci anche sui tre valori che ‘ispirano’ le Donne della Vite: Etica, Estetica e Bellezza”.

Una degustazione alla cieca dunque che si concluderà idealmente con un’esperienza “in chiaro”: i partecipanti al termine del loro percorso potranno degustare vini “noti” di alcune denominazioni presso gli stand dei Consorzi di Tutela che hanno voluto condividere il progetto delle Donne della Vite.

“L’evento che proporremo al Vinitaly – continua Valeria Fasoli – ben rappresenta il modo delle Donne della Vite di guardare il mondo vitivinicolo da un’angolazione nuova, creativa e innovativa. Abbiamo l’obiettivo di creare un punto di riferimento e un’occasione di aggregazione per le donne che operano nel mondo vitivinicolo abbracciando tutta la filiera, senza escludere il mondo maschile, parte integrante del nostro lavoro quotidiano. Riteniamo che solo ascoltando e condividendo i diversi punti di vista di un medesimo processo e di diverse professionalità si possano centrare obiettivi comuni come per esempio la salvaguardia dell’ambiente. In particolare ci sta a cuore l’ambito scientifico-applicativo nel quale vogliamo fungere da punto di contatto fra il mondo della ricerca e l'operatore finale, come ben dimostra questa esperienza”.

“Per il nostro primo Vinitaly – spiega Clementina Palese, vicepresidente dell’Associazione – abbiamo scelto un tema fortemente collegato ai concetti ispiratori delle Donne della Vite: il paesaggio viticolo nel suo valore e significato ampio di conservazione dell’ecosistema, che chi opera nel mondo vitivinicolo ha il dovere di conservare con pratiche etiche e sostenibili con uno sforzo che sarà ampiamente premiato dal consumatore finale. Un valore culturale ed estetico che travalica la territorialità dei vini e si integra con un nuovo concetto di qualità. Proporremo un format completamente nuovo, dal punto di vista espositivo e sperimentale, che coniugherà divulgazione e ricerca. L’assoluta originalità del progetto sta nella creazione di un flusso di informazioni, in andata e in ritorno, tra ricerca, mondo produttivo ed enoappassionati”.

L’idea è stata accolta con entusiasmo da Diego Tomasi, direttore del Crea-Vit Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano (Treviso), che ha accettato di collaborare al progetto concependo un piano sperimentale ad hoc con i suoi collaboratori.

Per il suo carattere fortemente innovativo “Vino&Paesaggio: appuntamento al buio” ha incontrato il favore di molti sostenitori che hanno creduto nelle Donne della Vite e nel loro progetto.

“Il sostegno ricevuto da molti sponsor alla realizzazione di questo progetto ambizioso – continua Clementina Palese – ci rafforza nella convinzione che i tempi siano maturi per proporre attività culturali, formative e divulgative con modalità nuove e ci incoraggia a proseguire nella costruzione di una ‘rete culturale’ di incontro e crescita a tutto tondo, nella quale generare e condividere anche informazioni professionali, come ad esempio i risultati di sperimentazioni che spesso rimangono nei cassetti dei ricercatori”.

 

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