Energia verde
Batterie efficienti ed ecocompatibili. Ora si pensa al rabarbaro
Una ricerca italo-americana sta studiando la possibilità di utilizzare le proprietà del rabarbaro per creare una batteria ecocompatibile capace di stoccare l'energia prodotta da fonti rinnovabili
09 ottobre 2015 | T N
Chi avrebbe pensato che un ortaggio nascondesse proprietà tanto utili allo sviluppo delle energie rinnovabili?
Le batterie al rabarbaro, sono state ideate nell’università americana di Harvard e messe a punto in Italia, dai ricercatori dell’università di Roma Tor Vergata e della Fondazione Bruno Kessler di Trento.
Il progetto è stato presentato a Roma e ha l’obiettivo di accumulare energia e immagazzinarla per poterla usare quando necessario, così come avviene per tutte le rinnovabili.
La nuova tecnologia sfrutta una molecola prodotta dalle piante durante la fotosintesi, chiamata chinone, facilmente estraibile dal rabarbaro, biocompatibile e a basso costo. Il funzionamento delle batterie al rabarbaro è diverso rispetto a quello delle batterie ‘normali’, come le tradizionali stilo. Nelle nuove batterie l’energia viene immagazzinata chimicamente in serbatoi riempiti da una soluzione liquida ricca di elettroliti, molecole che catturano cariche elettriche.
«Abbiamo raggiunto un accordo con Harvard di licenza esclusiva in Europa - ha spiegato Emilio Sassone Corsi, consigliere di Green Energy Storage - e entro la metà del 2016 avremo batterie con potenza superiore al kilowatt. Puntiamo a entrare sul mercato nel 2017». Le batterie al rabarbaro avranno dei costi molto ridotti, per quelle di uso domestico di appena un terzo rispetto a quelle attualmente sul mercato, e il passo successivo sarà quelli di sviluppare batteri ancora più grandi per necessità industriali.
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