Energia verde
Le energie rinnovabili segnano il passo nel mondo
Le incertezze geopolitiche, in aree a rischio come Africa e Asia, frenano gli investimenti. Minori certezze anche per gli incentivi, in Italia come in Germania, portano gli imprenditori a riconsiderare priorità e settori dove destinare la propria liquidità
04 marzo 2014 | C. S.
Pare un paradosso ma non lo è poi così tanto. Proprio nel momento in cui i costi per le energie rinnovabili si stanno abbassando e produrre da fonti rinnovabili può divenire sempre più conveniente si riducono gli investimenti nel settore a livello mondiale.
Da una parte c'è l'instabilità geopolitica che contraddistingue aree a forte vocazione di produzione di energia verde, come Asia e Africa. Dall'altra la situazione di instabilità politica e legislativa in Europa e Australia rende meno convenienti gli investimenti.
Se non fosse per la Cina, che ha installato 12 GW di capacità solare nel 2013, dando una scossa al mercato, la situazione sarebbe ancor più negativa. Leader restano gli Stati Uniti ma ormai il gap con la Cina sta assottigliandosi. E' proprio l'estremo oriente, con il Giappone che è salito al quarto posto per investimenti, a essere la zona più dinamica.
L'Italia migliora il proprio posizionamento e passa dal dodicesimo all'undicesimo posto del ranking internazionale, nonostante la crisi economica.
Il problema, in molti paesi sviluppati, si chiama accesso al credito. Occorrono ingenti capitali per investire in rinnovabili e i rubinetti delle banche sono spesso chiusi. Oggi la sfida dei governi è quindi far incontrare i progetti con la liquidità necessaria per realizzarli, al di là degli incentivi pubblici.
Ma dove si concentreranno, presumibilmente gli investimenti nei prossimi mesi?
Gli investitori si concentreranno in maniera crescente su quei mercati caratterizzati dalla crescita dell'economia e della domanda di energia, importanti risorse naturali, la sicurezza energetica e l'assenza di base infrastrutturale. I mercati da tenere sott'occhio nel 2014 includono l'Etiopia, il Kenya, l'Indonesia, la Malesia e l'Uruguay.
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