Bio e Natura

Per il biologico tornano le rotazioni delle colture

“E’ un segnale importante che dimostra come il clima al Ministero delle Politiche Agricole è cambiato" commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio

04 settembre 2010 | C. S.

Il MiPAAF ha formalizzato lo scorso 5 agosto l’accordo raggiunto durante il tavolo tecnico con FederBio, dopo una lunga vertenza, che ha visto anche il ricorso al TAR del Lazio da parte della Federazione e di alcuni agricoltori biologici per l’abrogazione di alcune norme del DM attuativo nazionale per l’applicazione del Regolamento europeo sul bio

Con una nota circolare a firma del Capo Dipartimento Rasi Caldogno il MiPAAF ha trasmesso alle Regioni e a tutte le organizzazioni del settore le nuove indicazioni relative alla normativa nazionale sulle rotazioni delle colture, obbligatorie per gli agricoltori biologici secondo i principi stabiliti dal Regolamento europeo, ma limitate in maniera significativa dal Decreto firmato dal Ministro Zaia a fine 2009. Contro questo decreto, la cui applicazione è scattata lo scorso luglio, FederBio ha avviato nei mesi scorsi una vertenza avanti al TAR Lazio per la quale è stato recentemente avviato un tavolo tecnico fra gli esperti della Federazione e l’ufficio competente del Ministero. L’accordo raggiunto è stato quindi formalizzato con un provvedimento del MiPAAF che rende finalmente chiara e agevole la normativa nazionale per gli agricoltori biologici, ridando così serenità e buone prospettive a interi comparti della produzione biologica nazionale.

“E’ un segnale importante che dimostra come il clima al Ministero delle Politiche Agricole è cambiato – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – spostando finalmente l’attenzione sulla tutela degli interessi reali delle imprese che rendono forte e competitivo il biologico italiano in Europa e nel Mondo. Le norme contenute nel Decreto dello scorso novembre rischiavano di mettere in ginocchio comparti strategici per l’intero settore, come quello sementiero specializzato, e fondamentali per il ruolo leader di Paese produttore e esportatore che ha l’Italia nel biologico come quello orticolo. Inoltre si erano create condizioni di disparità inaccettabili fra agricoltori biologici che aderiscono ai Piani di sviluppo rurale di alcune regioni e quelli di tutte le altre, con possibili ricadute anche sulla gestione dei contributi europei. Con queste nuove disposizioni si torna nuovamente a fare impresa senza per questo venire meno ai principi dell’agricoltura biologica, sanciti in maniera chiara nel nuovo Regolamento europeo. L’augurio è che da ora in avanti non sia più necessario ricorrere alla magistratura per avviare una concertazione che dovrebbe, invece, essere una prassi normale nell’attività del Ministero – ha concluso il Presidente di FederBio”.

Le nuove disposizioni entrano in vigore immediatamente.

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