Bio e Natura

Dalla Conferenza delle Regioni stop alla coesistenza

Era attesa per il 28 gennaio prossimo la discussione e l’emanazione di nuove linee di indirizzo per la coesistenza tra colture ogm, convenzionali e biologiche. Tutto fermo. Ecco perché

23 gennaio 2010 | Ernesto Vania

Era data per ufficiale.
La data era fissata.
Il 28 gennaio prossimo la Conferenza delle Regioni doveva emanare nuove linee di indirizzo generali, di supporto alle normative regionali, circa la coesistenza tra coltivazioni trangeniche, biologiche e convenzionali.

L’argomento faceva scalpore e la decisione, che sembrava offrire caute aperture agli ogm, faceva già discutere tanto da far intervenire personalmente il Ministro Zaia che il 21 gennaio dichiarava:
“Condivido ciò che sostiene il presidente di Slow Food, quando chiede si lavori con cautela e attenzione attorno al documento di coesistenza che la Conferenza Stato Regioni è chiamata ad approvare in questi giorni. Da sempre sostengo la necessità di tutelare le produzioni identitarie, che sono strategiche in questo Paese. Il mio personale punto di vista non è cambiato: sono contrario alle multinazionali che sostengono l’uso indiscriminato degli organismi geneticamente modificati. Impoverirebbe la nostra agricoltura e, consegnando la sovranità sulle sementi nelle mani di pochi, ci relegherebbe in una posizione subalternità al potere economico delle multinazionali”.

Poi improvvisamente lo stop.

Su proposta dell'assessore regionale all'agricoltura dell'Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, è stato deciso, proprio il 21 gennaio, dalle Regioni il ritiro del documento di indirizzi sulla coesistenza tra ogm e colture tradizionali, che era all'esame in adempimento di un'indicazione dell'Unione europea.
"Come rappresentante di una Regione Ogm free - ha spiegato Rabboni - ho chiesto che prima di procedere all'esame del documento di indirizzi venga avviata una grande consultazione con i rappresentanti del mondo agricolo italiano, dei produttori biologici, degli ambientalisti e dei consumatori.”

Nuove consultazioni e tutto rimesso in discussione, un’altra volta.
Perché?

Semplicemente perché, proprio lo stesso giorno in cui doveva essere ufficiosamente ratificato l’accordo, che sarebbe divenuto operativo dopo la Conferenza Stato Regioni del 28 gennaio, la Monsanto è stata costretta da un tribunale a pubblicare un dossier riservato secondo cui gli animali nutriti con tre varietà di mais geneticamente modificato creato dalla società statunitense hanno subito gravi danni al fegato e ai reni dopo soli 3 mesi. Due delle varietà contengono geni per la proteina Bt che protegge la pianta contro il parassita piralide del mais, mentre una terza è stata geneticamente modificata per essere resistente al glifosate.
I dati diffusi dalla Monsanto sono stati esaminati dal ricercatore francese Gilles-Eric Seralini dell'Università di Caen. Lo studioso ha chiesto ulteriori studi per verificare i danni agli organi sul lungo periodo. "Quello che abbiamo dimostrato - ha detto alla rivista New Scientist - non è una prova di tossicità, ma segni di tossicità".

Quando si dice che la cronaca detta i tempi alla politica…

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

La canapa deve essere un asset strategico dell’industria verde europea

Ottenuta la modifica del regolamento sulla Politica Agricola Comune che riconosce alla canapa lo status di coltura agricola a pieno titolo e il livello di THC ammesso in campo è stato elevato allo 0,3%

16 gennaio 2026 | 11:00 | Marcello Ortenzi

Bio e Natura

Rischio da ozono sul grano: danni significativi in molte aree della Terra

Nel Sud e l’Est asiatico, parti dell’Africa, alcune aree della Cina, oltre a zone del Nord-Ovest americano e del Sud Americale le perdite di produzione di granella potrebbero attestarsi in media intorno al 6%, con punte del 12,5% e in alcuni casi fino al 20% in un singolo anno

16 gennaio 2026 | 09:00

Bio e Natura

Ecco come il caldo intenso sta uccidendo gli alveari e le api

Con l'aumento delle temperature globali, le ondate di calore potrebbero rappresentare una minaccia crescente per le api e l'impollinazione. Le colonie più piccole sono state colpite più duramente, sperimentando le oscillazioni più gravi

14 gennaio 2026 | 11:00

Bio e Natura

Dall’analisi molecolare del miele la chiave per monitorare la salute delle api

In uno studio CREA, pubblicato sulla rivista internazionale Plos One, il 97,5% dei 679 campioni di miele analizzati è risultato potenzialmente indicativo per evidenziare la presenza di patogeni negli alveari

13 gennaio 2026 | 14:00

Bio e Natura

Produrre più cibo con molta meno acqua guidando la respirazione vegetale

Gli scienziati hanno creato un nuovo modo per poter visualizzare dal vivo e in tempo reale la respirazione delle piante, tracciando al contempo esattamente quanto carbonio e acqua scambiano con l’aria

10 gennaio 2026 | 12:00

Bio e Natura

Una soluzione digitale per garantire tracciabilità e conformità delle sementi del futuro

OHMTrack semplifica l’invio delle comunicazioni alle autorità, organizza la documentazione e facilita la tracciabilità degli spostamenti del materiale tra breeders, produttori di sementi, operatori commerciali e organismi di controllo

09 gennaio 2026 | 12:30 | Diego Guidotti, Iride Volpi