Bio e Natura
MAI SOTTOVALUTARE IL RUOLO DEL TERRICCIO NEL GIARDINAGGIO
Rappresenta il più comune substrato di crescita. Eppure si tende a sminuirne le importantissime funzioni e il valore. Solo prestando attenzione a granulometria, pH, concentrazione di sostanza organica assicureremo alle nostre piante un buon rigoglio vegetativo e spettacolari fioriture
05 giugno 2004 | Marisa Giuliani
Il terriccio ha una parte fondamentale nelle funzioni vegetative e produttive, almeno nel caso degli orti in vaso. Attraverso questo elemento la pianta si nutre, rimane ancorata e può assorbire lâacqua che via via le viene fornita.
Il terriccio è composto da una miscelazione di vari elementi che ne determinano la natura e lâadattabilità alle varie specie erbacee, arboree ed arbustive.
Granulometria
Terricci argillosi: composto da particelle estremamente fini che tendono a compattarsi facendo divenire il terreno alle volte troppo pesante per lo sviluppo delle radici, con conseguenze negative anche sullâareazione. Hanno però buona capacità di ritenzione idrica. Ideale per le piante che necessitano che non soffrono di ristagni di umidità e necessitano di avere un substrato costantemente umido.
Terricci sabbiosi: composto da particelle più grossolane che facilitano la circolazione sia dellâaria che dellâacqua. à però un terreno povero di sostanza organica in quanto lâalta permeabilità sottrae le parti ricche di sali e minerali. Ideale per le piante particolarmente sensibili ai ristagni idrici, va però arricchito con torba e concimi minerali.
pH
Neutro: un pH che oscilla tra 6,5 e 7,5.
Alcalino; hanno un pH superiore a 7 con una composizione ricca di calce, generalmente la loro colorazione è sul grigio.
Acidi; molto ricchi di humus hanno un pH inferiore a 7, in questi terreni vi è una formazione di muschio, felci e ginestre.
La maggior parte delle più comuni piante da giardino sono indifferenti al tipo di terreno, ma gradiscono un pH tra 6,5 e 7,2. Naturalmente esistono anche delle eccezioni, esistono infatti piante che non tollerano terreni calcarei posso crescere soltanto in terreni acidi o neutri. Le più importanti tra queste sono i Rododendri, insieme con l'Azalea, la Kalmia, il Pieris, la Gaultheria, il Liquidambar, l'Erica, la Camelia⦠Viceversa le piante che amano terreni calcarei danno risultati meno buoni in terreni acidi a neutri, per esempio le Rose.
Sostanza organica
Svolge un ruolo fondamentale sia riguardo al grado di sofficità del terreno sia per quanto riguarda il grado di ritenzione idrica. Rappresenta inoltre un serbatoio di elementi minerali indispensabili per la crescita delle piante.
Indispensabile quindi che il terriccio sia ben dotato di questo elemento. Prestare tuttavia attenzione a che il valore di rapporto carbonio/azoto, generalmente indicato in etichetta come C/N, sia intorno a 10.
Nel caso si rendesse necessario In commercio è possibile trovare anche la torba, che è ricca di sostanze organiche, in essa sono presenti parti di sostanze non ancora completamente decomposte le quali completeranno il loro ciclo dopo essere state mescolate al terriccio.
Alcuni esempi di terriccio fai da te
Rododendro o Azalea: 2 parti di argilla, 2 di torba, 1 di sabbia
Camelia: 1 parte di argilla, 2 di compost, 1 di sabbia, 1 torba
Forsizia: 2 parti di argilla, 2 di compost, 1 di sabbia
Gelsomino dâinverno: 1 parti di argilla, 1 di torba, 1 di sabbia
Pruni da fiore: 2 parti di argilla, 1 di compost, 1 di sabbia
Glicine: 2 parti di argilla, 3 di compost, 2 di sabbia
Cotonaster: 3 parti di argilla, 1 di torba, 2 di sabbia
Biancospino: 2-3 parti di argilla, 1 di torba, 1 di sabbia
Melograno nano: argilla, compost e sabbia in parti uguali
Bosso: 2 parti di argilla, 1 di torba, 1 di sabbia
Ficus tropicali: 1 parte di argilla, 2 di torba, 1 di compost di foglie, 1 di sabbia
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
La semina anticipata del grano duro riduce il rischio siccità
Uno studio condotto nelle province di Matera e Potenza dimostra che anticipare la semina a metà novembre e ottimizzare l’irrigazione può limitare significativamente le perdite produttive causate dalla siccità, soprattutto nelle aree interne più resilienti
26 maggio 2026 | 15:00
Bio e Natura
Mango più freschi a lungo, scoperto il segreto dei 12°C per ridurre gli sprechi
La ricerca dell’Università di Hainan svela perché questa temperatura rallenta la maturazione e attiva le difese naturali del frutto, rivoluzionando il trasporto dei tropicali. Una buona notizia per chi ama i mango e per chi li produce
26 maggio 2026 | 10:00
Bio e Natura
Le varietà di ciliegie più resistenti a insetti dannosi
Notevole impatto dell’andamento stagionale: un clima più secco e con minore piovosità (come, ad esempio, nel 2024) consente al frutto di aumentare il grado zuccherino e la sua compattezza, caratteristiche che insieme conferiscono una maggiore resistenza
25 maggio 2026 | 12:00
Bio e Natura
Il cambiamento climatico ridisegnerà le foreste europee: le conifere perdono competitività, latifoglie in espansione
Il cambiamento climatico potrebbe modificare profondamente gli equilibri competitivi tra le principali specie arboree europee, favorendo alcune latifoglie decidue e penalizzando molte conifere che oggi dominano vaste aree del continente
24 maggio 2026 | 10:00
Bio e Natura
Aumenta la produzione italiana di grano duro ma anche quella mondiale
Produzione nazionale a 3,8 milioni di tonnellate grazie alle buone performance in Puglia e Basilicata. Le fragilità: meno investimenti, più fitopatie e incertezze qualitative
21 maggio 2026 | 14:30
Bio e Natura
Grano duro: come non lavorazione e rotazioni colturali stanno cambiando la cerealicoltura
La combinazione tra minima lavorazione del suolo e rotazioni leguminose può aumentare fino al 40% la resa del frumento duro. Restano però aperte alcune criticità sulla qualità proteica della granella e sulla gestione dell’azoto
20 maggio 2026 | 12:00