Bio e Natura
Un nuovo kit molecolare per rilevare funghi patogeni su fragola, melone o girasole
Il dispositivo brevettato dall'Università di Pisa consente diagnosi veloci per Macrophomina phaseolina e difendere i raccolti, diminuendo l’uso di prodotti chimici
09 giugno 2021 | C. S.
E’ semplice, veloce e conveniente il nuovo kit brevettato al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa per rilevare presenza di Macrophomina phaseolina, un fungo patogeno delle piante.
La diagnosi precoce di questo fungo è vantaggiosa sia dal punto di vista economico che ambientale per difendere i raccolti e ridurre l’uso di prodotti chimici. Macrophomina phaseolina è infatti diffusa in tutto il mondo, attacca oltre 500 specie vegetali e può causare perdite di produzione fino al 90% nel girasole, 30-60% nella fragola, 50% nella soia e 70% nel mais. Il patogeno predilige climi caldi tropicali e sub-tropicali e a seguito dei cambiamenti climatici in atto, è stato previsto un aumento della sua aggressività anche in zone del mondo in cui attualmente è presente ma non provoca molti danni.

“I sintomi causati da Macrophomina phaseolina sono spesso sono simili a quelli provocati da altri patogeni, per confermarne la presenza le tecniche attuali prevedono analisi di laboratorio lunghe e laboriose fatte da personale specializzato - spiega Susanna Pecchia ricercatrice dell’Ateneo pisano che ha sviluppato il brevetto - grazie al nostro kit saranno invece possibili diagnosi anche sul campo, senza bisogno di personale specializzato e senza l’uso di apparecchiature e reagenti sofisticati e costosi, il tutto in sole due ore, fra raccolta del campione ed esito”.
Un primo prototipo del kit diagnostico è già stato sviluppato e validato in laboratorio e in campo, il prossimo passo sarà lo sviluppo industriale. Intanto il prototipo è stato presentato all’edizione 2021 di Tech Share day, evento digitale promosso da Netval e dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico, per dare visibilità alla ricerca delle istituzioni pubbliche nei confronti di industrie e investitori.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
La salvaguardia del suolo come nuovo asset produttivo e ambientale in grado di generare valore
Oggi l’unico settore in grado di assorbire CO2 è la gestione del suolo. L'incremento del sequestro di carbonio rappresenta una necessità prioritaria per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in agricoltura
22 giugno 2026 | 11:00
Bio e Natura
Lattuga rossa diventa verde con il genome editing e aumentano i flavonoidi benefici
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tsukuba ha trasformato una lattuga a foglie rosse in una varietà dal colore verde smeraldo, intervenendo con il genome editing. Non solo estetica: aumentano infatti altri composti antiossidanti, come la quercetina
21 giugno 2026 | 12:00
Bio e Natura
Gli oli essenziali sono la nuova frontiera dell’agroecologia
Dalla biodiversità funzionale all’estrazione innovativa, un progetto che punta a costruire la filiera sostenibile delle piante officinali. Le piante oggetto di studio spaziano da rosmarino, timo e lavanda fino ad artemisia, tanaceto, achillea, elicriso, eucalipto e persino specie spontanee
19 giugno 2026 | 12:00 | Irene Balducci
Bio e Natura
Giornata mondiale contro siccità: ecco le colture più vulnerabili ai cambiamenti climatici
Pubblicato su Nature Communications, uno studio del Politecnico di Torino e dell’Università del Delaware individua le aree del mondo più esposte alle perdite agricole causate dalla siccità. Ma anche i cittadini possono ridurne l'impatto
17 giugno 2026 | 13:00
Bio e Natura
Le TEA in agricoltura sono una opportunità storica di resilienza, sostenibilità e competitività
A Bologna si sono riuniti studiosi, rappresentanti delle associazioni agricole e della filiera agroalimentare per analizzare lo stato dell’arte delle TEA in Italia: incentivare la sperimentazione sul campo e avere norme certe dall’UE per aiutare gli investimenti e dare certezze ai consumatori
16 giugno 2026 | 14:00
Bio e Natura
Dalle trebbie di birra nuovi alimenti grazie all’economia circolare
Ogni anno l’industria brassicola genera circa 40 milioni di tonnellate di sottoprodotti, di cui circa l’85% è costituito da trebbie di birra, una matrice ricca di fibre, proteine e composti bioattivi. Ecco come trasformarle in farine funzionali, starter per prodotti da forno, pane post-biotico e micoproteine
16 giugno 2026 | 10:00