Bio e Natura

Le tecniche di editing del genoma delle piante sono sicure quanto gli Ogm

Le linee guida esistenti per la valutazione dei rischi da piante geneticamente modificate sono applicabili anche a quelle connesse alle tre nuove tecniche di miglioramento genetico

24 novembre 2020 | C. S.

Le tecniche di “editing”del genoma, ovvero le tecniche che correggono in modo mirato il DNA delle piante, non implicano maggiori rischi rispetto al miglioramento genetico tradizionale o alle tecniche che introducono nuovo DNA nelle piante, si conclude in una valutazione scientifica dell'EFSA.

Il parere scientifico pubblicato oggi verte sulle piante prodotte utilizzando diverse tecniche di editing del genoma: la nucleasi sito-specifica di tipo 1 (SDN-1), la nucleasi sito-specifica di tipo 2 (SDN-2) e la mutagenesi diretta da oligonucleotide (ODM). Queste tecniche si differenziano dalla nucleasi di tipo 3 sito-specifica (SDN-3), valutata dall'EFSA nel 2012, in quanto modificano una sezione specifica del genoma senza introdurvi nuovo DNA.

Gli esperti hanno concluso che le linee guida esistenti per la valutazione dei rischi da piante geneticamente modificate sono applicabili anche alla valutazione dei rischi connessi alle tre nuove tecniche. Sebbene, non essendo introdotto nuovo DNA, potrebbe essere sufficiente una minor quantità di dati per valutare tali rischi.

L'editing del genoma modifica il DNA di animali, piante e microrganismi in maniera molto precisa. La tecnica trova un’ampia gamma di applicazioni, dalle nuove terapie contro il cancro e le malattie ereditarie sino all'aumento della massa muscolare negli animali d’allevamento.

Può anche essere utilizzata per produrre piante con caratteristiche desiderate quali la resistenza alle malattie, la tolleranza alla siccità o un miglior profilo nutrizionale. Tuttavia esistono preoccupazioni di tipo sociale secondo cui la correzione del genoma potrebbe avere effetti nocivi sulla salute umana e sull'ambiente.

In base alle vigenti disposizioni della legislazione UE sugli OGM, la sicurezza degli organismi il cui genoma sia stato corretto va sottoposta a valutazione prima che ne venga autorizzato l'impiego.

Vista la necessità di disporre di adeguate linee guida per la valutazione del rischio prima di esaminare l’ipotesi della diffusione di tali piante sul territorio dell’Unione, la Commissione europea ha chiesto all'EFSA di stimare se le sue linee guida per la valutazione del rischio da piante GM possano essere applicate anche alla valutazione del rischio da piante prodotte con le tecniche ODM, SDN-1 e SDN-2.

Questo parere scientifico servirà anche da base per lo studio sulle nuove tecniche genomiche in corso presso la Commissione.

All'inizio di questo mese l'EFSA aveva pubblicato un parere scientifico sugli insetti geneticamente modificati mediante una tecnica strettamente affine, la forzatura genetica mirata o “gene drive”.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Le antiche varietà di grano italiane: un tesoro lipidico da riscoprire

Uno studio recente condotto su tre antiche cultivar italiane - Risciola, Carosella (grano tenero) e Saragolla (grano duro) - ha svelato differenze significative nella composizione dei grassi che potrebbero orientare scelte consapevoli per prodotti cerealicoli di qualità

08 settembre 2026 | 12:00

Bio e Natura

Spirulina, una nuova fonte di vitamina B12 attiva: livelli paragonabili alla carne bovina

Ricercatori internazionali hanno messo a punto una tecnica basata sul controllo della luce capace di indurre la Spirulina a produrre vitamina B12 biologicamente attiva. La concentrazione raggiunta è di 1,64 microgrammi per 100 grammi di biomassa, un valore superiore a quello rilevato nella carne bovina

05 settembre 2026 | 12:00

Bio e Natura

Fabbisogni di innovazione digitale in cinque filiere toscane: l’esperienza del progetto Prodigia

Esiste crescente domanda di soluzioni digitali interoperabili, semplici da utilizzare e sviluppate a partire dai bisogni concreti degli operatori, capaci di supportare sia le decisioni tecniche sia la gestione aziendale e la valorizzazione delle produzioni

04 settembre 2026 | 10:00 | Iride Volpi, Susanna Marchi

Bio e Natura

Frumento ed erbe infestanti: si possono ridurre gli erbidici senza perdere reddito?

La gestione integrata delle malerbe nel frumento tenero è un obiettivo prioritario per le politiche agricole europee. Ma è davvero sostenibile per l’agricoltore? I risultati di una sperimentazione triennale condotta in Veneto offrono spunti interessanti: minori costi per la chimica non sempre si traducono in minori rese

03 settembre 2026 | 14:00

Bio e Natura

Varietà antiche di frumento: resistenza naturale a micotossine e Fusarium

Uno studio condotto su 40 varietà storiche di frumento tenero in quattro campi sperimentali della Lombardia e Piemonte ha valutato per due anni consecutivi la loro suscettibilità ai funghi Fusarium e Alternaria e alle relative micotossine. I risultati offrono spunti interessanti

01 settembre 2026 | 10:00

Bio e Natura

Fotosintesi, così inizia la cattura della luce da parte delle piante

Uno studio internazionale che ha coinvolto il Cnr-Nano di Modena propone una nuova interpretazione del processo che avvia la conversione dell'energia luminosa in energia chimica, da decenni oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Il risultato è pubblicato su Nature Communications

31 agosto 2026 | 10:00