Bio e Natura

Alla scoperta delle virtù salutari di due antiche varietà di mele Toscane

Dalle analisi biochimiche e molecolari è emerso che, rispetto a varietà commerciali queste due mele hanno un maggior contenuto di antiossidanti, sostanze naturali con proprietà cardioprotettive e antitumorali

07 febbraio 2020 | C. S.

Una mela al giorno fa bene, se è una varietà antica, e fa ancora meglio se è anche toscana. Uno studio condotto all’Università di Pisa e pubblicato sulla rivista Molecules ha analizzato due varietà di mele antiche toscane, la Rotella e la Casciana, scoprendo l’eccellente valore nutrizionale di questi frutti. Dalle analisi biochimiche e molecolari è infatti emerso che, rispetto a varietà commerciali come le Golden o le Fuji, queste due mele hanno un maggior contenuto di antiossidanti, sostanze naturali con proprietà cardioprotettive e antitumorali.

“Oltre a stabilire il valore nutrizionale, il nostro studio era mirato anche alla caratterizzazione genetica di queste due varietà apparentemente molto simili fra loro – spiega Ermes Lo Piccolo borsista del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali – la salvaguardia del materiale genetico antico è infatti importante per conservare la biodiversità delle colture, un aspetto fondamentale anche per gli stessi agricoltori dato che i sistemi ecologici ad alta biodiversità sono più resistenti agli stress ambientali”.

A sinistra la mela Rotella, a destra la mela Casciana

Attualmente la 'Rotella' è coltivata in Lunigiana ed è caratterizzata da frutti medio-piccoli, con una forma rotonda leggermente appiattita alle estremità. Si tratta di una mela molto tenera, con una polpa bianca e dal sapore agrodolce. La mela 'Casciana'’, generalmente coltivata in Garfagnana, è molto simile alla ‘Rotella' ma con pomi più grandi e con una forma meno appiattita. Il colore di entrambe le mele presenta striature che vanno dal verde chiaro, al giallo, al rosso vivo in base all’esposizione dei frutti al sole.

“In un mondo in cui il cambiamento climatico sta influenzando la produzione alimentare, il patrimonio genetico autoctono è una fonte di geni utili anche per migliorare la resistenza delle stesse varietà commerciali - sottolinea il professor Rossano Massai dell’Ateneo pisano – e tuttavia, sebbene l'interesse per la conservazione di questo patrimonio sia in continua crescita, in Italia ormai oltre il 70% delle mele prodotte appartiene a varietà commerciali ad alto rendimento come Gala, Golden Delicious, Fuji, Red Delicious e Stayman. Conservare e tutelare le specie antiche è quindi fondamentale sia per i consumatori che hanno un prodotto ad alto valore nutrizionale, sia per l’ambiente”.

La ricerca pubblicata su Molecules ha coinvolto un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa formato da Ermes Lo Piccolo, Ambra Viviani, Lucia Guidi, Damiano Remorini, Rossano Massai, Rodolfo Bernardi e Marco Landi appartenenti al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali e a Nutrafood, il Centro interdipartimentale di ricerca Nutraceutica e Alimentazione per la Salute.

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