Bio e Natura
Sequenziato il Dna del tartufo, un simbionte gentile
Il segreto del loro aroma risiede nella regolazione di una molteplicità di geni coinvolti nella produzione di composti organici volatili che attraggono gli animali, in particolare cani e maiali
16 novembre 2018 | C. S.
Un team internazionale dell'Institut national de la recherche agronomique (Inra), di cui fanno parte anche ricercatori italiani del Cnr di Torino e Perugia, dell'Università di Torino, Bologna, L'Aquila e Parma, ha sequenziato i genomi di pregiate specie di tartufo, tra cui il tartufo bianco piemontese.
I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Ecology & Evolution, hanno permesso di decodificare il Dna di uno dei cibi più aromatici e costosi al mondo. Dallo studio è emerso che, in confronto ad altri funghi, i tartufi hanno un numero inferiore di geni che degradano le cellule delle piante su cui vivono, rispettando gli alberi che li ospitano.
Il segreto del loro aroma, inoltre, risiede nella regolazione di una molteplicità di geni coinvolti nella produzione di composti organici volatili che attraggono gli animali, in particolare cani e maiali. Lo studio fa parte di un'iniziativa che vuole sequenziare mille genomi fungini entro 5 anni, per comprendere meglio l'evoluzione e il ciclo di vita dei tartufi.
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