Bio e Natura
Olio di neem per una lotta realmente biologica
L’olio neem è ideale se utilizzato come insetticida nella lotta integrata con agenti di controllo biologico, dato che risulta nocivo per le specie dannose, quali zanzare e acari, ma ha una ridotta tossicità verso alcuni loro predatori, come ad esempio anfibi e pesci
24 aprile 2017 | C. S.
La sempre maggiore resistenza agli insetticidi rappresenta una minaccia per le produzioni agricole e la salute pubblica. In questo scenario, i prodotti naturali di origine vegetale sono alleati preziosi per invertire questa tendenza negativa. Un aiuto in questo senso viene dall’olio di neem, estratto dalla pianta asiatica Azadirachta indica, sul quale il gruppo di ricerca del professore Angelo Canale del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa ha recentemente condotto degli studi e pubblicato una review sulla rivista scientifica “Natural Product Research”.

“I prodotti a base di neem, così come altri estratti vegetali, hanno dimostrato efficacia nei confronti di più di 100 specie di artropodi nocivi, con meccanismi multipli di azione insetticida che rendono poco probabile l’insorgenza di resistenza nelle specie trattate - spiega Angelo Canale – sono inoltre a basso costo e presentano caratteristiche di ridotta tossicità verso i mammiferi”.
In particolare, come dimostrano le più recenti ricerche condotte in collaborazione con diverse istituzioni nazionali e internazionali (tra cui le Università La Sapienza di Roma, di Camerino e di Padova, oltre a numerosi atenei in Francia, Inghilterra, Germania, Repubblica Ceca, Egitto, Arabia Saudita, Iran, Cina, India, Corea del Sud, Malesia, Giappone e Stati Uniti), l’olio neem è ideale se utilizzato come insetticida nella lotta integrata con agenti di controllo biologico, dato che risulta nocivo per le specie dannose, quali zanzare e acari, ma ha una ridotta tossicità verso alcuni loro predatori, come ad esempio anfibi e pesci.
“Le classiche strategie di controllo biologico con entomofagi – ha concluso il dottor Giovanni Benelli dell’Ateneo pisano e cofirmatario dello studio – possono quindi essere integrate con successo mediante l’utilizzo di nanoformulati insetticidi ecocompatibili, con ridotti effetti non-target e nei confronti dell’ambiente.”
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