Bio e Natura

La percezione della qualità: il latte biologico è diverso da quello convenzionale?

Ricercatori neozelandesi hanno comparato le caratteristiche dei due prodotti, da cui si rileva una differenza minima dal punto di vista della composizione chimica ma quel che conta per i consumatori è anche la gestione e l'impatto ambientale

30 gennaio 2015 | Graziano Alderighi

I consumatori percepiscono la qualità del latte da zootecnia biologica superiore a quello da allevamenti convenzionali. Una percezione che giustifica il premio di prezzo assegnato al latte biologico.
Ma c'è davvero una differenza tra i due prodotti? Si possono distinguere dal punto di vista della composizione chimica?

Secondo alcuni ricercatori neozelandesi, che hanno esaminato quasi 200 pubblicazioni scientifiche sul tema, le differenze non sono così straordinarie.

Un lavoro di ricerca applaudito anche da Matt Lucy dell'Università del Missouri ed editore del Journal of Dairy Science, dove è stato pubblicato lo studio.

“Quando si compara le composizioni del latte biologico e convenzionale (specie in tema di acidi grassi) le ricerche hanno raffrontato il latte prodotto da vacche nutrite con fieno e vacche nutrite con concentrati. I risultati hanno quindi mostrato più una differenza tra due sistemi di alimentazione piuttosto che su due regimi di zootecnia” ha commentato Don Otter dell'AgResearch Grasslands Research Centre della Nuova Zelanda.

Non è sufficiente, secondo i ricercatori, basarsi su differenti diete per comparare i due prodotti anche perchè le regole sulla zootecnia biologica sono diverse nelle varie parti del mondo e non tutte proibiscono l'uso di concentrati.

Anche tenendo conto di questa eccezione preliminare, tuttavia, i ricercatori hanno verificato che, in termini di nutrienti, non vi sono differenze significative tra latte biologico e latte convenzionale.

Allora perchè pagare di più un latte biologico visto che le sue qualità intrinseche, nutritive o salutistiche non sono superiori?

Entrano in gioco fattori difficilmente ponderabili, di percezione del consumatore, che valuta la zootecnia convenzionale come altamente impattante sotto il profilo ambientale, in quanto avrebbe bisogno di maggiori input energetici, di più fertilizzanti di sintesi per produrre il foraggio necessario al bestiame.
A queste valutazioni si aggiungono il maggiore legame percepito del regime biologico col territorio, con le razze autoctone e comunque con uno stile di vita più naturale e salutare.
Tutti questi fattori sono considerati più importanti della semplice composizione chimica e nutraceutica e sono le vere ragioni del premio di prezzo del latte biologico sul latte convenzionale.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Flower power: i fiori di melo da scarto a risorsa per l’industria

Uno studio del gruppo di ricerca di microbiologia degli alimenti Micro4Food della Libera Università di Bolzano ha dimostrato che la fermentazione dei fiori di melo permette di produrre estratti potenzialmente interessanti per l’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica

01 febbraio 2026 | 11:00

Bio e Natura

Lo sviluppo delle filiere agroforestali e delle energie rinnovabili nei territori montani

La programmazione comunitaria 2028-3034: il legno, la gestione, la pianificazione, la certificazione forestale, l’uso del legno per nuove energie, per impianti intelligenti domestici, comunali, per edifici pubblici e privati nel futuro

30 gennaio 2026 | 11:00 | Marcello Ortenzi

Bio e Natura

I microbi nascosti che decidono il sapore del lievito madre

Farine diverse, come il grano integrale o la farina di pane, incoraggiano diverse comunità batteriche, che possono influenzare sottilmente il sapore, la consistenza e la fermentazione

29 gennaio 2026 | 14:00

Bio e Natura

Dal pane agli alimenti funzionali: come nasce il pangrattato “fortificato” che piace ai consumatori

L’utilizzo di ingredienti derivati da sottoprodotti alimentari valorizza la sostenibilità, mentre i claim nutrizionali aumentano l’appeal verso consumatori attenti a salute e benessere, aprendo la strada a un prodotto innovativo e competitivo sul mercato

23 gennaio 2026 | 12:00 | Francesco Garofalo

Bio e Natura

Monk Fruit, dolcificante senza zuccheri con tanti antiossidanti

La dolcezza del Monk Fruit, originario della Cina, non deriva da glucosio o fruttosio, ma da composti naturali chiamati mogrosidi, che non vengono metabolizzati come gli zuccheri tradizionali. Ha attirato l'attenzione scientifica moderna per gli alti livelli di antiossidanti

22 gennaio 2026 | 16:00

Bio e Natura

Cipolle fermentate per dare il sapore di carne alle proteine vegetali

Replicare i sapori e gli aromi della carne si è rivelata impegnativa, con le aziende che spesso si affidano a additivi sintetici. Un recente studio svela una potenziale soluzione: cipolle, erba cipollina e porri

21 gennaio 2026 | 12:00