Bio e Natura

La canapa nel futuro dell'agricoltura italiana

La cannabis sativa ha una produttività molto elevata, non richiede l’uso di pesticidi ed è considerata nella letteratura agronomica come una coltivazione ecosostenibile

06 dicembre 2013 | Marcello Ortenzi

Una proposta di legge del movimento cinque stelle è stata depositata alla Camera, facendo seguito ad analoghe proposte fatte in altre legislature. Si vuole, ancora una volta, cercare di rilanciare la coltura e l’utilizzo di questa pianta, viste le doti ecologiche ed economiche che essa possiede più che mai oggi utili nell’ambito della Bioeconomia. La cannabis sativa ha una produttività molto elevata, non richiede l’uso di pesticidi ed è considerata nella letteratura agronomica come una coltivazione ecosostenibile.
Quindi la norma ha l’obiettivo di sostenere e promuovere la realizzazione di una filiera nazionale della canapa tessile che, anche in Italia, possa riguardare edilizia ed efficienza energetica, tessile e moda, alimentazione, farmacologia oggi quasi esclusivamente interessati da manufatti di canapa importati.

Il regime d'incentivazione e di promozione del settore, previsto dalla norma, è basato su cinque "progetti pilota" che devono fare da indispensabile volano nella fase di rilancio della filiera. I progetti prevedono la selezione delle sementi più adatte ai diversi territori, l’organizzazione della produzione, centri di stoccaggio macerazione e di tutte le fasi di trasformazione dei componenti la pianta con una configurazione di centri apripista a future azioni industriali. Sono previsti 3 milioni di euro d'incentivo ai cinque progetti pilota, da attuarsi in cinque regioni.

L’articolo 5 intende superare le difficoltà che ha attualmente la coltivazione della canapa tessile a causa della normativa antidroga, prevedendone l’esenzione della stessa per le piante che presentano un THC minore allo 0,5% che quindi potranno essere utilizzate industrialmente. All’attività parlamentare fanno da corollario, un rilancio della coltivazione e dei progetti di utilizzo in varie regioni, Piemonte, Toscana, Marche, Umbria, Puglia, Campania e Sicilia, anche se sono di pochi ettari ognuno. Infatti, sono aumentati negli ultimi anni i movimenti e le iniziative per ricreare le filiere delle fibre naturali, il loro consumo è sempre maggiore e anche le grandi imprese internazionali si stanno dedicando alla moda e al tessile naturale. Nella Regione Umbria si stanno perfezionando due progetti che presentano finanziamenti già acquisiti e riguardanti sia azioni in favore del Tessile Umbro Naturale (TUN) sia la canapa da impiegare prioritariamente nei manufatti per l’edilizia. La Regione presenta preziose esperienze nel settore tessile che rappresentano un buon supporto per avviare iniziative, come il consorzio Arianne, sorto per offrire servizi alle imprese in questo settore e l'azienda Maridiana del Niccone che da anni produce fibre di alpaca e di lana pregiate.

L'idea di base del progetto "TUN" consiste nel creare reti d'imprese agricole capaci di valorizzare le fibre tessili naturali animali, vegetali e le piante tintorie (indaco da guado) sia dal punto di vista tecnico sia commerciale attraverso accordi con il mondo della trasformazione. Si dovrebbe dare origine a una filiera regionale basata sui criteri di territorialità, tracciabilità e sostenibilità utili per un ritorno economico dei costi per le attività di produzione, raccolta, stoccaggio e prima lavorazione. L'allevamento animale previsto, in particolare la produzione di lana e di fibre speciali (alpaca) può offrire nuove opportunità di crescita dell'imprenditorialità agricola sul territorio.

Quindi si avvieranno tre filiere distinte che convergeranno in unico settore di trasformazione tessile abbigliamento per le piccole imprese umbre. Ci saranno 3 fasi di articolazione del progetto:
1 - creazione di un sistema prototipo di produzione e prima trasformazione riguardante lana,alpaca, mohair, fibre di canapa tessile, guado. Questa fase è già iniziata in alcune aziende agricole;
2 - organizzazione per ogni filiera delle fasi di trasformazione in filati tinti naturali secondo le esigenze delle imprese tessili coinvolte e definizione di prodotti per il tessile da abbigliamento e per l'arredamento con uno stile ben definito e riconoscibile fino alla definizione della certificazione TUN - Tessile Umbro Naturale;
3 - Strategie per la tracciabilità dei prodotti finiti, il consolidamento dei risultati ottenuti e la definizione di attività per la promozione e la comunicazione. Alcuni eventi sono già stati fatti per dare visibilità alla partenza del progetto.

Il finanziamento viene dalla misura 124 del PSR umbro "Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare, e in quello forestale" e tra i partner c'è la CIA umbra, il Parco Tecnologico agroalimentare dell'Umbria capofila,Università di Perugia,Assocanapa e aziende agricole e artigiani umbre.
Il Museo della Canapa di S.Anatolia di Narco ha avuto un finanziamento per destinare una nuova ala del complesso alla canapa nell'edilizia, che implementerà un'attività didattica sulla filiera e farà conoscere le molte opportunità di utilizzare prodotti a base di canapa nella costruzione di edifici ad alta sostenibilità.

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Equilibrium Equilibrio Naturale Costruito

09 dicembre 2013 ore 23:51

C'è un mondo legato alla canapa che parte dalla nostra storia! Riprendendo saperi passati e attualizzandoli con pratiche moderne noi abbiamo ripreso questa piana come materiale naturale per la bioedilizia (http://www.equilibrium-bioedilizia.it/) e le risposte, sia in termini di resa che di risposta dalle persone, sono eccellenti. E’ una pianta versatile e può essere un alimento sano, ovvero “nutraceutico” e cioè cibo che cura il nostro corpo (http://www.equilibrium-nutraceutica.it/) e da quest’anno è accettata anche in Italia per uso medico (Decreto Balduzzi: http://www.equilibrium-bioedilizia.it/it/blog/canapa-medica-italia-il-decreto-balduzzi). senza dubbio è una risorsa straordinaria su cui investire sia in termini economici che ecosostenibili!

Alberto Guidorzi

07 dicembre 2013 ore 00:56

Quale grande vantaggio sarebbe per impostare un'agricoltura più ecosostenibile disporre di una pianta come la canapa da inserire nelle rotazioni agrarie.

Tuttavia il problema non è tanto il disporre di varietà a scarsissimo contenuto di THC, che tra l'altro esistono già, ma che i malintenzionati possono seminare in mezzo a questa canapa, che possiamo chiamare legale, delle selezioni ad altissimo contenuto in THC che le "multinazionali del narcotraffico" hanno ottenuto e quasi sicuramente sono OGM.