Bio e Natura
Creare un giardino giapponese: arte simbologia e cura dei particolari
Il giardino giapponese non è solo un luogo di riposo e di svago, ma un ambiente spirituale. Ogni elemento, pietra, acqua e verde, ha un suo specifico ruolo e una precisa posizione
23 agosto 2023 | Graziano Alderighi
Il culto dei giardini ha radici profonde in tutta l’Asia orientale e, in particolare, in Giappone. Secondo il credo scintoista tutti i componenti dell’ambiente naturale (alberi, rocce, animali, persone, fiumi, montagne) possiedono un’anima immortale e offrono spesso dimora a divinità o spiriti.
Il giardino giapponese, quindi, non è solo un luogo di riposo, di svago o di amene bellezze, ma un ambiente magico che consente all’uomo di entrare in contatto con le divinità e di raggiungere la purificazione e la pace interiore. Come il giardino inglese, anche quello giapponese è un giardino naturale ma i giapponesi, diversamente dagli anglosassoni, hanno una concezione del giardino più filosofica e religiosa che ornamentale. In un giardino giapponese la disposizione delle piante, delle rocce, dei camminamenti e delle strutture non è mai casuale: tutto è accuratamente studiato e progettato e il fine è quello di ottenere un ambiente dove ogni elemento è simbolico.
I giardini laici degli imperatori e nobili sono stati progettati per la ricreazione e il piacere estetico, mentre i giardini religiosi di templi buddhisti sono stati progettati per la contemplazione e la discussione filosofica, in particolare con riferimento al mappÅ; una terza categoria intermedia è costituita dai giardini delle case per la cerimonia del tè.
I giardini giapponesi hanno le loro radici nella religione dello shintoismo giapponese, con la storia della creazione di otto isole perfette, e degli Shinchi, i laghi degli dei. I giardini giapponesi sono stati anche fortemente influenzati dalla filosofia cinese del taoismo e dell'amidismo, importato dalla Cina nel 552 circa.
E' importante sapere che lo stile del giardino giapponese non rimase immutata nei secoli ma variò molto, anche se gli elementi essenziali rimasero immutati.
Il più recente stile del giardino giapponese, che subì l'influenza del pensiero naturalistico occidentale, è Meiji. Inventato da capitani dell'industria e politici potenti, come Aritomo Yamagata. Ben presto molti giardinieri progettarono e costruirono giardini per soddisfare questo gusto. Uno dei giardinieri meglio conosciuti per la sua perfezione tecnica in questo stile fu Ogawa Jihei VII, noto anche come Ueji.
Creare un giardino giapponese
Gli elementi basilari di ogni giardino giapponese sono: acqua, roccia e verde.
L'acqua significa vita, senza l'acqua una persona non può vivere. L'acqua deve scorrere da est ad ovest, come il sorgere ed il tramontare del sole.
Le rocce formano un punto di pace nel giardino. Forme rotonde portano atmosfera e pace. La posizione e importante, la roccia deve dare l'impressione che sia lì da sempre.
Il giardino deve essere verde tutto l'anno, sono ammesse alcune fioriture in primavera (azalea, rododendro, camelia...)
Roccia
Molti giardini giapponesi contengono nell’elemento strutturale roccioso, solido, e persistente, il fondamento della loro composizione. In generale, il Giapponese, poco incline alla regolarità e alla simmetria, preferisce delle pietre che abbiano aspetto, forma e colore naturali quindi non levigate artificialmente, ma lavorate solo dai segni del tempo, dall’erosione dell’acqua e del vento o in parte coperte di muschio che ne aumenti la patina dell’età e il valore decorativo. Per questo si devono scartare le pietre troppo regolari, quadrate o sferiche, o dai colori intensi.
Il complesso roccioso deve garantire una sensazione di stabilità, imbrigliando la forza minerale, guidandola lungo una direzione prescelta e si spinge ciascuna pietra ad esprimere pienamente la propria tensione e potenza.
L’uso della pavimentazione in pietra risale al XVI secolo ovvero alla nascita del giardino del tè ed alla necessità di permettere un comodo passaggio a quanti venivano invitati per la cerimonia, evitando di rovinare le delicate superfici a muschio del giardino e di bagnarsi i piedi. Le pavimentazioni devono essere al tempo stesso funzionali e decorative. L’uso della pietra non deve comunque mai dare l’impressione di monotonia, regolarità e simmetria pur garantendo sempre l’aspetto funzionale. Suggestiva è l’abitudine di bagnare, all’arrivo degli ospiti, le superfici dei percorsi in pietra sia per tenerle perfettamente pulite sia per trasmettere una patina di sottile freschezza al giardino.
Acqua
Quasi tutti i giardini più antichi erano costituiti da un grande lago navigabile. Nei secoli seguenti il lago, senza perdere la sua importanza compositiva fondamentale, rimpicciolisce progressivamente fino a raggiungere, talvolta, anche le dimensioni di uno stagno molto ridotto.
Le vaschette di pietra vennero introdotte nella tradizione del giardino del tè diventando così elementi irrinunciabili e caratteristici del suo arredo. Ne esistono di due tipi principali. Il primo tipo è la vaschetta chiamata Chotsubachi di maggiore altezza, dimensione e semplicità che serve esclusivamente per lavarsi le mani e viene posta per lo più in adiacenza all’edificio dal quale può essere utilizzata. L’altro tipo detto Tsukubai, usato prima di accedere alla cerimonia del tè, è formato oltre che dalla vaschetta vera e propria, da un raggruppamento di rocce funzionale ad appoggiare la lanterna e il mestolo di bambù e a potersi inginocchiare.
Verde
L’elemento vegetale pur essendo rivestito di un forte significato simbolico non è mai prevalente rispetto agli altri elementi costitutivi del giardino, ma insieme a questi, si integra per raggiungere la pienezza e l’armonia nella composizione.
Gli alberi e gli arbusti costituiscono sempre un insieme armonico dove una specie non prevale mai sull’altra anche se ad ognuna di esse sono state riservate cure particolari che ne hanno strutturato e scolpito la forma definitiva. Il concetto di controllo della natura da parte dell’uomo è fondamentale in un giardino giapponese dove l’intervento artificiale sulla forma e sulla crescita di ogni pianta non è visto come effetto della padronanza del giardiniere sulla natura, ma piuttosto come una sua cooperazione al raggiungimento della perfezione della forma insita in ogni elemento naturale.
La mano dell’uomo modifica la forma dell’albero già quando esso è piccolo per continuare poi sempre per tutta la durata della sua vita nel giardino, attraverso precise tecniche tramandate nei secoli, essenzialmente raggruppabili in interventi di potatura e legatura.
Differenza tra giardini giapponesi e giardini zen
Queste due tipologie di giardini non possono coesistere, lo zen rappresenta l'estremizzazione del giardino giapponese.
In entrambi le pietre hanno un'importanza fondamentale ma rappresentano concetti e svolgono ruoli diversi. Gli elementi dell’acqua e del verde sono estremamente ridotti o assenti nel giardino zen.
Si può quindi affermare che il giardino zen è una rappresentazione stilizzata del giardino giapponese, ovvero è una rappresentazione della natura, ma è innaturale, artefatta e altamente simbolica. Per questa ragione il giardino zen non è diffuso e se ne possono trovare esempi nei templi e non nelle case private. La casa tradizionale giapponese prevedeva uno spazio per un giardino giapponese, non per un giardino zen.
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