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Sull'olio di oliva un esposto alle procure di Puglia, Sicilia e Calabria: crescite di fatturato anomale di alcuni operatori

Sull'olio di oliva un esposto alle procure di Puglia, Sicilia e Calabria: crescite di fatturato anomale di alcuni operatori

L'esposto consegnato a Lollobrigida e nelle Procure competenti per le regioni più colpite da dinamiche opache. Annunciata nuova manifestazione nazionale a Bari per unire tutta la filiera nazionale olivicolo-olearia

14 luglio 2026 | 11:30 | C. S.

Il presidente di CIA Agricoltori Italiani Puglia e delegato del Comitato Nazionale Orgoglio Olivicolo, Gennaro Sicolo, ha consegnato al ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida un esposto-denuncia sulle presunte frodi che, secondo il Comitato, stanno compromettendo il mercato dell'olio d'oliva italiano.

Contestualmente, lo stesso documento sarà depositato presso le Procure della Repubblica competenti per Puglia, Sicilia e Calabria, le tre regioni dove il fenomeno viene ritenuto maggiormente incidente sulle dinamiche del comparto.

L'iniziativa coincide con il Tavolo olivicolo convocato al Ministero dell'Agricoltura, al quale partecipano il Governo, la cabina di regia per la repressione delle frodi e le principali organizzazioni agricole nazionali, tra cui CIA, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri.

"Il mercato è drogato"

Secondo il Comitato, il settore sta attraversando una crisi senza precedenti non solo per l'aumento dei costi di produzione, ma soprattutto per la presenza sul mercato di prodotti la cui provenienza e qualità dovrebbero essere oggetto di verifiche più rigorose.

L'accusa è che pratiche fraudolente e irregolarità nella commercializzazione degli oli stiano determinando una concorrenza sleale nei confronti delle imprese che producono e commercializzano olio italiano nel rispetto delle regole, comprimendo i prezzi riconosciuti ai produttori e mettendo in difficoltà organizzazioni di produttori, frantoi e aziende olivicole.

Per questo motivo il Comitato chiede un rafforzamento dell'attività investigativa e dei controlli lungo tutta la filiera, ritenendo indispensabile un intervento coordinato tra istituzioni, autorità giudiziaria e organi ispettivi.

Da Bitonto la mobilitazione della filiera

La decisione di presentare l'esposto è stata annunciata ieri durante l'incontro sulla crisi del comparto svoltosi nella sede di Oliveti Terra di Bari a Bitonto.

All'iniziativa hanno partecipato, oltre a Gennaro Sicolo, l'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Paolicelli, Giovanni Bucci (Oliveti Terra di Bari), Carmelo Rollo (Legacoop Puglia), Nicola Ruggiero (Oliveti d'Italia), Benedetto Fracchiolla (Finoliva Global Service), Alfonso Fucci (FIOQ), Elia Pellegrino (AIFO) e Giuseppe Vacca (Unifol), alla presenza del conte Onofrio Spagnoletti Zeuli.

Nel corso dell'incontro, l'assessore Paolicelli ha annunciato l'intenzione di chiedere al Governo, insieme agli assessori di Sicilia e Calabria, il riconoscimento dello stato di crisi per il comparto olivicolo-oleario.

Il piano anti-frodi

Tra le proposte che il Comitato presenterà al ministro Lollobrigida figura un articolato piano di contrasto alle frodi, considerato il primo passo per ristabilire condizioni di concorrenza trasparenti.

Le richieste comprendono:

  • l'introduzione della bolla elettronica obbligatoria per la movimentazione di olio sfuso oltre i 100 chilogrammi;
  • controlli straordinari sugli operatori che hanno registrato incrementi anomali del fatturato;
  • un sistema di stoccaggio doganale dedicato agli oli importati, così da agevolarne la tracciabilità e i controlli;
  • il potenziamento delle attività ispettive lungo tutta la filiera.

Accanto alle misure di contrasto alle irregolarità, il Comitato propone strumenti economici per sostenere le imprese, tra cui garanzie pubbliche sulle esposizioni bancarie, contributi temporanei ai costi di stoccaggio dell'olio italiano tracciato, sostegni ai frantoi per la logistica e l'introduzione di criteri che privilegino gli oli certificati italiani nella ristorazione pubblica.

La richiesta di una riforma strutturale

Secondo il Comitato, il contrasto alle frodi deve accompagnarsi a una profonda riforma della filiera. Tra le priorità indicate figurano la revisione del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) con l'introduzione di un indice nazionale di rischio, una rilevazione dei prezzi ancorata ai reali costi di produzione e una distinzione tra olivicoltura produttiva e olivicoltura di presidio.

L'obiettivo dichiarato è costruire un sistema capace di premiare la qualità certificata, garantire maggiore trasparenza sul mercato e tutelare sia i produttori sia i consumatori, riportando legalità e competitività in uno dei comparti simbolo dell'agroalimentare italiano.

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